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Lettere al direttore

Piano del traffico ad Asti, Passarino: “All’Amministrazione manca la capacità di proporre una visione nuova”

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Giuseppe Passarino (Uniti si Può) sul Piano del Traffico.

Il ruolo di chi è chiamato ad amministrare una città come Asti, contempla anche quello di rendere la città vivibile per chi la abita e fruibile da coloro che per lavoro o diletto vi giungano. Asti ha bisogno di una forte revisione, è una città progettata da un punto di vista urbanistico, sovrastimata e per la quale occorrerebbe prendere mano al Piano Regolatore per aggiornarlo o meglio rivederlo, alla luce sia delle necessità dei suoi abitanti (mobilità, interessi, lavoro, vita quotidiana), che di quelle di salvaguardia e sviluppo sostenibile delle aree urbane ed extraurbane presenti.

Sembra che a questa Amministrazione manchi la capacità di proporre una visione nuova, che non abbia tra le sue priorità la salute e il benessere del cittadino. Queste sono alcune delle azioni richieste ad un sindaco e che, per il bene di tutti, per raggiungere questi obiettivi, deve essere disposto anche a suggerire di modificare le abitudini e le consuetudini dei suoi abitanti, educhi i cittadini al rispetto reciproco e al senso civico non per dovere ma per scelta consapevole. Potrebbe sembrare una risposta, quella di aver accettato la proposta di ASP datata settembre 2018 di rivedere la mobilità sul territorio comunale, aggiornando il piano del traffic o,ma ha delegato a terzi il ruolo più importante quello progettuale e di indirizzo, dopo aver dato il consenso e con poche parole le indicazioni di massima su ciò che doveva tener conto e più precisamente, come da lettera del sindaco di risposta ad ASP del 26 settembre 2018:
1)allargare la ZTL con un contestuale aumento di parcheggi limitrofi eventualmente sotterranei
2)migliorare il sistema della mobilità dell’area urbana, anche con istituzione di zone 30, con la riorganizzazione della logistica delle merci nel centro urbano in ZTL, con l’aumento degli spazi destinati ai parcheggi e l’aumento delle aree pedonali, riducendo l’attrazione del traffico veicolare nell’area centrale
3) facilitare la ciclabilità anche attraverso adeguamenti strutturali
4) trovare soluzioni per migliorare e rendere più fluido il traffico veicolare e conseguente adeguamento del trasporto pubblico locale
5) riduzione di cogestione e inquinamento ambientale, atmosferico ed acustico

Pochi punti sintetici, che potrebbero essere validi per ogni tipo di città, capoluogo di provincia o piccolo comune, con qualsiasi numero di abitanti, città d’arte o città industriale, con o senza fiume che l’attraversi. Sulla base di queste indicazioni ASP e lo studio di consulenza avviano e redigono la bozza di un Piano del traffico, probabilmente senza acquisire le indagini che sempre ASP aveva, nel 2016, avviato. Le indicazioni precedenti portavano altri risultati e che, almeno come rimando, avrebbero dovuto trovare spazio in questo documento.

L’analisi delle criticità riscontrate, (indicate nel cap.2) possono essere utili ma le soluzioni sono molteplici e condizionate proprio in base alle linee di indirizzo che la parte politica avrebbe dovuto dare. La parte politica e non l’Amministrazione, in questo caso, perché, il Consiglio Comunale e le rappresentanze dei cittadini rivestono un ruolo fondamentale e con le quali ci si sarebbe potuti confrontare, prima di trovare soluzioni sul traffico, per “sognare” prima e individuare poi, quale sarà Asti in futuro: non più una città anonima. Anche pochi punti, ma che siano oggetto di riflessione condivisa attraverso la realizzazione di un piano strategico che disegni le tappe di sviluppo della città e del suo territorio.

Recentemente ho letto: Una città non è una somma di cose. La vivacità di una città è frutto di un complesso sistema di sistemi (e non un insieme di insiemi) che si basa su valori economici, sociali ed ambientali interconnessi che hanno l’obiettivo di supportare la sostenibilità urbana. Per diventare sostenibile e centrato sulle persone, il modello per il futuro delle nostre città deve essere analizzato da una prospettiva sistemica e non costruita da una somma di progettualità isolate. Solo dopo si potranno approfondire singoli aspetti anche attraverso una riqualificazione delle strutture inutilizzate, la riorganizzazione dell’intero sistema della mobilità dove l’insieme di strade, piazze e spazi pubblici possono costituire la nuova ossatura pubblica di Asti ridefinendo la sua identità.

Beppe Passarino, Capogruppo UNITI SI PUO’