Quantcast

Operazione “trasparenza” dei consorzi dei servizi sociali sugli affidi dopo lo scandalo Bibbiano

Potremmo definirli gli Stati Generali dell’affido, quelli che si sono tenuti questa mattina in sala consiliare del Comune di Asti alla presenza de sindaco Maurizio Rasero e dell’assessore alle politiche sociali Mariangela Cotto.

E’ stata un’operazione informativa e di trasparenza, che ha visto la partecipazione dei Servizi sociali del Comune di Asti, dei consorzi Cogesa e Cisa Asti Sud.

“In un momento in cui le procedure di affido sono al centro della cronaca, dopo gli scandali di Bibbiano – afferma il sindaco – vogliamo informare la cittadinanza su come si muovono i nostri servizi sociali, in assoluta trasparenza e nel rispetto di tutte le leggi.  In attesa delle conclusioni giudiziarie, non vogliamo che alcune mele marce possano inficiare il lavoro di tutti”.

“I nostri servizi lavorano in un’ottica di tutela di tutte le parti interessate nella vicenda dell’affido” – ha aggiunto l’assessore Cotto – “facendo un lavoro di rete con tutti gli enti interessati”.

Roberto Giolito, dirigente dei servizi sociali della città di Asti, dichiara “Un lavoro complesso dove esistono regole precise e procedure a cui attenersi”.  L’affido dei minori è regolato dalle leggi 184/83 e 149/01, recepite ed integrate da diverse deliberazioni della Giunta regionale e stabiliscono il diritto di un minore a crescere in una famiglia e tutelano i bambini indicando delle soluzioni alternative all’inserimento in struttura e continua “E’ una procedura che viene svolta da un equipe e che vede affiancate, oltre all’assistente sociale, figure come lo psicologo, i servizi sanitari e altri attori, come la scuola o altri parenti della famiglia di origine” spiegano le responsabili delle equipe minori dei tre enti coinvolti.

Passando ai numeri, il Comune di Asti registra, su circa 300 minori presi in carico, 40 affidi diurni (il bambino viene accolto per qualche ora al giorno aiutandolo nelle attività scolastiche o quotidiane), 14 affidi parentali (il bambino viene affidato a un parente proveniente dalla famiglia di origine) e 20 affidi residenziali (dove il bambino vive stabilmente con la famiglia affidataria), a cui vanno aggiungersi circa 6 affidi di minori stranieri non accompagnati e 5 affidi preadottivi.

L’incidenza dei casi in cui l’affido scaturisce in una adozione vera e propria è di circa 2-3 casi l’anno, mentre nei due terzi dei casi il Tribunale per i minorenni decide per la proroga dell’affido, che ha una durata prestabilita di massimo due anni.

Il Cogesa vede invece la presenza di 9 affidi parentali, 32 affidi residenziali e 21 affidi diurni. Dei 41 casi di affido, 40 sono affidi giudiziali mentre solo in un caso c’è un affido consensuale.

Il Cisa ha invece attualmente 360 minori in carico: il 4,3% della popolazione minorile dei comuni del consorzio. Gli affidi sono 10, di cui 6 eterofamiliari e 4 intrafamiliari, con un trend in riduzione sul quadriennio 2015 – 2019.

Un accenno anche ai costi: il direttore del Cisa, Giuseppe Occhiogrosso, ha quantificato come 160mila euro all’anno la spesa totale per gli affidi nei comuni di competenza del Cisa, con una media di circa 400 Euro a famiglia per affido. Numeri simili anche per il Cogesa, che vede a bilancio 131mila Euro.