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Le Rubriche di ATNews - Il Tri-angolo di Mengozzi

Il Tri-angolo di Mengozzi: Quando Mozart fu licenziato con un calcio nel fondoschiena

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Settimo appuntamento con la rubrica mensile che arricchisce le proposte per i lettori di Atnews.it.

QUANDO MOZART FU LICENZIATO CON UN CALCIO NEL FONDOSCHIENA

Presentare la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, genio universalmente riconosciuto ed imperituro, è cosa per certi versi persino superflua. Chi, almeno una volta, non ne ha sentito parlare o ascoltato una composizione?

Tuttavia non tutti potrebbero conoscere un episodio tanto curioso quanto importante nella vita del grande compositore austriaco: ebbene sì, Mozart venne licenziato da musicista! Ma c’è di più: in quell’occasione il conte Arco provvedette ad accompagnare il licenziamento con un bel calcio nel fondoschiena del povero Wolfgang.

Accadde a Salisburgo nel 1781. I rapporti fra il compositore e l’arcivescovo Colloredo erano ormai giunti ad un deterioramento insanabile; Mozart, assunto a corte ma sottopagato e soffocato da un ambiente che limitava fortemente la sua carriera, non poteva certo accettare d’essere apostrofato “zotico, canaglia, straccione”, come l’arcivescovo soleva fare.

Una delle gocce che fecero traboccare il vaso fu il diniego opposto dal Colloredo alla richiesta di poter assentarsi da Salisburgo per qualche mese, cosa che Mozart fece comunque pur senza averne il permesso. Tornato a Salisburgo e perdurando il clima di ostilità nei suoi confronti, scrisse una lettera di dimissioni che portò alla conclusione sopra accennata.

Ogni volta che considero questa vicenda, non posso fare a meno di pensare alla società attuale.

Mozart ebbe il coraggio di affermare i propri princìpi, assumendosi pienamente la responsabilità e tutti i rischi connessi ad una simile decisione e fu il primo fra i grandi musicisti a intraprendere la strada della libera professione, affrancandosi dalle dipendenze dei potenti di turno.

La portata rivoluzionaria del suo comportamento, per essere compresa, va contestualizzata: non dobbiamo dimenticare che stiamo narrando fatti accaduti nel Settecento!

Sono convinto che al giorno d’oggi, pur potendo contare su assistenza medica statale e ammortizzatori sociali di vario tipo, molti trovandosi nella medesima posizione di Mozart sarebbero assai più cauti e si terrebbero stretto il posto fisso.

Magari ingoiando rospi, sputando veleno in continuazione sui social contro la loro nazione, additando con ingiuriosi epiteti il proprio datore di lavoro; e perfino, se disonesti, lavorando il meno possibile, senza passione, con il solo scopo di arrivare alla fine del mese. Farebbero questo e molto peggio, ma nemmeno sognandosi di dimostrarsi coerenti e abbandonare le certezze del posto di lavoro fisso, tutti pronti a ritenersi “vittime innocenti di un sistema”, “incompresi in un ambiente di lavoro tossico”, “capaci di fare la rivoluzione se fossero loro al comando”.

Mozart ci ha insegnato a non seguire la via lassista o piagnucolosa, o a far gara a chi la spara più grossa seduti davanti la tastiera del proprio PC… bensì ad avere il coraggio dell’autodeterminazione, quella vera: il mondo lo si cambia anche affermando la propria individualità, indipendenza e libertà. Sappiate che Mozart realizzò tutto ciò; e nel modo in cui solo i grandi sanno fare.

Fabio Mengozzi

“Il Tri-angolo di Mengozzi” prende spunto da un intervento sul nostro quotidiano del musicista astigiano di fama internazionale Fabio Mengozzi, compositore, pianista, direttore d’orchestra e docente di musica, in seguito ai fatti di Corinaldo (clicca QUI).

L’obiettivo della rubrica è quello, sempre nel massimo rispetto delle scelte musicali di tutti, di fornire con nozioni semplici un punto di vista alternativo da quello che offrono ogni giorno i media, di educare ed indirizzare i giovani alla musica profonda, spirituale, in modo da ampliare le possibilità di scelta nell’ascolto della musica.

 

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