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Francesco Baccini a Tonco canta De Andrè: “Fosse ancora vivo criticherebbe la nostra epoca e andrebbe in direzione ostinata e contraria”

In Monferrato Francesco Baccini ci era già stato alcuni anni fa.

“Venendo a Tonco ho riconosciuto i nomi di molti paesi dove avevo registrato le scene del film Zoè di Giuseppe Varlotta – racconta il cantante genovese – Era il 2008 e la mia prima volta da attore. Ormai posso dire che l’Italia per me non ha segreti. L’ho girata in lungo e in largo. Sono sempre in tour”.

Quest’estate Baccini, classe 1960, festeggia i 30 anni di carriera con una serie di date che lo portano da nord a sud da est a ovest. Ieri, martedì 13 agosto era nell’Astigiano, a Tonco.

“Il mio primo album ‘Cartoons’ risale al 1989 e fu vincitore della Targa Tenco come migliore opera prima. Da lì ho iniziato la mia carriera. I concerti sono la parte più divertente del mio lavoro. Viaggiare è stancante ma poi si arriva in una piazza piena di gente, si sale sul palco e si canta ed è sempre bellissimo“.

A Tonco ha regalato una serata particolare in occasione del Monferrato on Stage– Il gusto della musica, il festival culturale, musicale ed enogastronomico protagonista del territorio monferrino. Sul palco insieme a lui c’erano Vittorio De Scalzi (dei New Trolls), Ezio Guaitamacchi e Enzo Gentile, autore del libro “Amico Faber”.

Monferrato on Stage Tonco - Francesco Baccini

“Eravamo amici – ricorda Baccini – Lui venne a sentire la presentazione del mio primo album in un locale a Milano. Non me l’aspettavo. Ne fui onorato. Poi capii perché venne. Mi aveva notato in televisione e subito in me vide Luigi Tenco. Diceva che gli assomigliavo tantissimo nel modo di parlare, di suonare il pianoforte e perfino di fumare. Da lì nacque una forte amicizia che durò fino alla fine”.

E De Andrè non fu l’unico a vedere in Baccini Tenco.

“Anche Renzo Arbore e Lucio Dalla dicevano che ero uguale. Non è mai stato un peso per me, anzi. Un sorte di eredità forse. E sono tanti i dettagli che mi legano a Luigi. Lui si è tolto la vita a 29 anni. Io a 29 anni ho inciso il mio primo album. Proprio quell’album mi ha fatto vincere il Premio Tenco“.

E del 2011 è la preziosa raccolta “Baccini canta Tenco”.

“Ero in macchina e ho pensato Tenco dovesse fare ora un concerto quale scaletta sceglierebbe? E da lì è nata l’idea di cantare i suoi brani anche quelli meno noti”.

Su palco del Monferrato on Stage Baccini, con la sua timbrica unica e la sua voce blues, ha regalato emozioni al numeroso pubblico. Si è esibito con “La ballata dell’amore cieco”.

“E’ stato il primo pezzo di De Andrè che ascoltai da ragazzino. Fui immediatamene rapito da quella canzone dal motivo allegro ma dal testo horror. La canzone che mi fece innamorare della sua musica”.

Altri brani interpretati “Genova blues”, brano scritto proprio con Fabrizio, “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco  e il suo “Renato Curcio”, tratto dall’album del 1992 “Nomi e cognomi” che ottenne il maggiore successo commerciale e che fece affermare Baccini come erede della tradizione dei cantautori liguri.

“Con questo album si è capito che non ero solo il cantante da Festivalbar che avevo vinto con ‘Sotto questo sole’. Potevo essere un personaggio scomodo. Dicevo e cantavo cosa pensavo. Scrivere pezzi su Giulio Andreotti o sul capo delle Brigate Rosse poteva infastidire. Senz’altro anche questo ho in comune con De Andrè. Mi chiedo spesso, se fosse ancora vivo, come commenterebbe la nostra epoca. Sarebbe sicuramente molto critico e andrebbe come me, in ‘direzione ostinata e contraria”.

Il tour di Baccini, arrivato nell’Astigiano da Caserta, continuerà per molte date ancora, fino a fine settembre.

“Porto la musica reale in un mondo sempre più virtuale. Ormai la musica per i giovani non è più qualcosa di importante. E’ un optional che serve per ballare. E’ moda legata all’immagine. Il livello dei testi è crollato. Non serve saper cantare tanto c’è auto-tune che corregge l’intonazione. Ma un giorno, una generazione si sveglierà e cambierà tutto. Farà ritornare con i piedi per terra. Si ricomincerà a fare musica, quella vera. Si ricomincerà a studiare. Ora chi ha voglia di imparare a suonare uno strumento? Perchè studiare dieci anni se i suoni li puoi produrre al computer?  Siamo nell’era in cui non serve saper fare, basta saper apparire. Ci si sta abituando al nulla. Non esiste più un senso critico tra il pubblico e questo anche a causa di cosa ogni giorno viene proposto dalle Radio. Ma il pubblico prima o poi si romperà. E ci sarà una svolta. Chissà se lo vedrò”.

Monferrato on Stage Tonco - Francesco Baccini

[Nella foto da sinistra Ezio Guaitamacchi , Vittorio De Scalzi, Cristiano Massaia, ideatore del Monferrato on Stage, e Francesco Baccini]