Quantcast

Il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, in visita al Polo Universitario di Asti

Scuole universitarie professionalizzanti, organizzate sul modello tedesco calate sul territorio astigiano, con il sigillo del Politecnico di Torino; alleanze sulla formazione fra Istituti tecnici superiori ITS, corsi di laurea affini, enti e aziende locali, per creare professionisti laureati con possibilità occupazionali sul territorio; formazione professionale continua di elevata qualità, in collaborazione fra il Poli di Torino, la Regione Piemonte e Astiss destinata ad aggiornare manager e figure strategiche della filiera enomeccanica e meccatronica, particolarmente forte nel distretto di Nizza Canelli e nella vicina area Albese.

Questo è quanto scaturito dall’incontro, questa mattina al polo universitario Rita Levi Montalcini ad Asti voluto dal presidente Astiss, Mario Sacco, con il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco e l’assessore regionale all’Università e alla Formazione Professionale, Elena Chiorino.

Al tavolo di lavoro hanno partecipato i presidenti e rappresentanti di enti e istituzioni locali, delle associazioni di categoria, delle associazioni datoriali, docenti del polo e del costituito comitato scientifico Astiss, delle aziende consortili pubbliche e private.

“Un incontro efficace, concreto, propositivo – sottolinea il presidente Sacco – in cui è emerso in particolare dal rettore Saracco e dall’assessore Chiorino l’intenzione di dialogare e collaborare con le realtà locali per creare nell’arco di tre anni progetti stabili di formazione mirati a creare figure professionali da impiegare nel sistema locale (sanità, aziende e Pmi, settore pubblico, ecc); scuole e corsi con un numero adeguato di iscritti che si traducono in posti di lavoro per tutti; investimenti e altro per fare crescere le piccole medie realtà della provincia piemontesi con particolare attenzione ai distretti industriali esistenti”.

L’intervento di Guido Saracco ha preso spunto dal piano strategico “Polito Impact” valido fino al 2024 contenente le linee guida, i progetti per “formare, scoprire, innovare per incidere in una società in rapido cambiamo”. Proprio da questi concetti il Rettore ha insistito nel suo intervento: “anche oggi, come nei decenni precedenti dal 1859 anno della sua costituzione, il Politecnico sforna laureati in ingegneria con una preparazione di eccellenza, elevati standard di competenza e rigore scientifico riconosciuti a livello nazionale”. Qualcosa però è cambiato e oggi dalla figura di ingegnere competente, ma anche squadrata, tagliata con l’accetta si è passati a laureati sempre più competenti “ma anche flessibili, dinamici, capaci di adattarsi alle esigenze delle imprese manifatturiere 4.0 che – sottolinea Saracco – rappresenta un settore di cui l’Italia detiene il secondo posto per fatturato a livello europeo”. Politecnico è aperto a investire ed a portare competenza, formazione, attività di stage e laboratori sul territorio astigiano vocato all’enomeccanica e alle tecnologie alimentari, in base ai dettami contenuti nel piano strategico.

Una filosofia che ha trovato favore e ampi consensi da tutti i partecipanti al tavolo, concetti espressi per tutti dai presidenti di Unione Industriale e Camera di Commercio di Asti, Renato Goria e Andrea Amalberto, pronti a fare la loro parte. Nel suo saluto il sindaco Maurizio Rasero ha portato all’attenzione del tavolo le istanze del capoluogo (opportunità di formazione, occupazione, in particolare per i giovani) sottolineando l’impegno del Comune su polo universitario quale fulcro e motore di sviluppo. “Gli spazi dell’ex caserma Colli di Felizzano di pertinenza del demanio pubblico e dati alla città per la nascente cittadella universitaria – dice – sono in parte già stati ristrutturati e dati agli studenti per aule di lezione, laboratori, palestre, servizi; in parte da recuperare per migliorare l’offerta didattica, favorire l’accoglienza e la ricettività di studenti e docenti, per creare nuovi servizi legati alla ristorazione, foresteria, servizi allo studio, e altro”. Un chiaro messaggio indirizzato all’assessore Chiorino.

Il segnale è stato raccolto da Elena Chiorino da pochi giorni nominata nella giunta regionale di Alberto Cirio. “La Regione – dice Chiorino – farà la sua parte dando attenzione, collaborazione alle diverse categorie produttive presenti sui territori, premiando quei progetti di formazione e sviluppo condivisi e scaturiti da tavoli comuni. La nostra filosofia è quella di finanziare quei corsi con adeguato numero di partecipanti e corrispondenti posti di lavoro, invece di corsi frequentati da tutti per pochi posti disponibili”. Conclude: “per costruire un grande Sistema Piemonte serve la collaborazione di tutti, serve introdurre progettualità e formazione garantita da università e politecnico calata su un territorio che risponde alla chiamata ed è pronto alle sfide del futuro”.