Alba, Mistero buffo chiude la rassegna “Estate a teatro”

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Si concluderà venerdì 12 luglio, con Ugo Dighero in “Mistero buffo” di Franca Rame e Dario Fo, la rassegna Estate a Teatro organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alba in collaborazione con il Centro Studi Beppe Fenoglio.

“Una rassegna che ha visto spettacoli di genere diverso e che ha avuto un’ottima partecipazione da parte del pubblico albese – afferma l’assessora alla Cultura Carlotta Boffa – Ora si sta lavorando attivamente al cartellone invernale e non mi resta che dare appuntamento al nostro pubblico a settembre quando sarà presentata la XXIII stagione del Teatro Sociale”.

LO SPETTACOLO – MISTERO BUFFO

Ugo Dighero rivisita in chiave personale “Il primo miracolo di Gesù bambino” e “La parpaja topola”, due popolarissimi racconti creati dalla vulcanica fantasia del nostro premio Nobel per la letteratura Dario Fo. Appartengono a quel meraviglioso contenitore denominato “Mistro buffo” la cui ricorrente caratteristica più evidente è la scelta del linguaggio. Dario Fo, riprendendo la tradizione dei comici dell’arte, costretti dalla Controriforma a inventare un simil-francese, un quasi-spagnolo, un semi tedesco, per recitare nei paesi europei durante loro fuga dall’Italia, propone il suo gramolo personale, mescolando dialetti nordici, parole arcaiche e suoni onomatopieici.

Il linguaggio così inventato possiede una capacità comunicativa impressionate che riesce a toccare direttamente l’anima degli spettatori utilizzando l’ironia e l’iperbole come strumenti preferiti. “Il primo miracolo di Gesù bambino” è tratto da uno dei vangeli apocrifi e ci descrive una Sacra Famiglia di un’umanità inconsueta e toccante. “La parpaja topola”, tratta da un fablieux medioevale francese, propone, come accade nel film Forrest Gump, una efficacissima metafora sull’idiota. Giavanpetro, giovane capraio, riuscirà, con la sua semplicità, la sua tenerezza e la mente priva di malizie, a conquistare la ragazza più bella del paese nonostante le trappole che il mondo cinico pone sul suo cammino.

Dighero ce ne propone una sua personale versione dando vita ad una vertiginosa galoppata teatrale in cui il moderno giullare deve riuscire ad interpretare tutti i personaggi delle vicende, visualizzare le ambientazioni e far percepire allo spettatore gli odori e le sonorità dei luoghi del racconto. Una splendida scommessa per un attore! Che Dighero vince!

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. L’accesso all’arena è da via Accademia. In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nella Sala Marianna Torta Morolin del Teatro Sociale “G. Busca”.

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