Lettere al direttore

Le chiese evangeliche di Asti e provincia esprimono il proprio dissenso nei confronti dell’Asti Pride

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato letto alla Giunta Comunale di Asti in data 14 giugno 2019 da una delegazione del Comitato delle chiese Evangeliche di Asti e provincia.

Nella prospettiva della manifestazione “Asti Pride”, che riprende i contenuti del più conosciuto “Gay pride”, cui la Giunta del Comune di Asti ha concesso il patrocinio, le chiese cristiane evangeliche di Asti e provincia, riconoscendo il diritto costituzionale di tutti di manifestare il proprio pensiero e la propria fede, esprimono la propria perplessità e disaccordo per il patrocinio comunale accordato a tale manifestazione e ai significati da essa veicolati ritenendoli socialmente e psicologicamente diseducativi per i minori e contrari all’etica e alla morale biblica.

Le chiese cristiane evangeliche di Asti e provincia:

Considerando che la Bibbia presenta una sessualità eterosessuale, monogamica e collegata ad un impegno matrimoniale, come solo ambito di una genitorialità che possa fornire i modelli maschili e femminili utili per un equilibrato sviluppo dei figli;

Ritenendo che gli orientamenti espressi dal movimento LGBTQ+, al pari di altri comportamenti (tipo l’adulterio, l’immoralità sessuale, la disonestà, la violenza ecc.), si discostino dall’ordine naturale e creazionale biblico;

Convinte che la Bibbia affermi che tutte le persone sono in una condizione di distacco da Dio (peccatori) ma, in quanto uomini e donne (omo, trans o eterosessuali), sono anche oggetto del Suo amore e intervento trasformatore;

Condannando, ritenendola assolutamente non giustificabile, ogni forma di violenza e di discriminazione di valore, fisica e/o psicologica a danno delle persone omosessuali o transessuali;

Rifiutando di essere etichettate come omofobe (fobia: manifestazione psicopatologica di paura irrazionale e persistente) per il loro disaccordo ed evidenziando come troppo frequentemente, proprio da chi la rivendica per sé, non venga riconosciuta la altrui libertà di opinione e di espressione;

Rivendicando la possibilità di esprimere il proprio pensiero senza essere costrette ad un “politicamente corretto” per ossequiare la tendenza culturale maggioritaria;

Esprimono la propria perplessità per il nome scelto per questa manifestazione che unisce le istanze dei “Gay Pride” alla città di Asti trasmettendo l’idea che queste rappresentino il “pride” di tutta la città nel suo insieme (altri sono i valori di cui la città va e dovrebbe andare orgogliosa e fiera).

Ribadiscono il proprio disaccordo con il patrocinio Comunale concessole (a nome di tutti i cittadini astigiani di cui gli Amministratori Comunali sono i rappresentanti) che ne esprime la condivisione e il sostegno di tutta la città.

Auspicano un reale pari rispetto e sostegno di tutte le minoranze culturali e religiose nella espressione e comunicazione del proprio credo e delle loro convinzioni.

 

 

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