Lettere al direttore

La risposta al Consiglio Direttivo dell’OPI di Asti: “Una pagina triste della storia infermieristica astigiana”

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Riceviamo e pubblichiamo la risposta alla lettera del Consiglio Direttivo dell’OPI di Asti (Clicca QUI per leggerla).

“Il Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di ASTI, in questi giorni ha esercitato un violento attacco mediatico verso un “gruppo ristretto di persone”, una minoranza, così ci ha definiti. Vogliamo ricordare al Presidente che non dovrebbero esistere all’interno dell’OPI delle maggioranze o minoranze, non si sta parlando di un partito politico o di un’organizzazione sindacale, ma di un organo di vigilanza, di garanzia verso tutti gli iscritti anche quelli che esprimono opinioni diverse. Si ricorda che tutti gli iscritti per poter esercitare la professione, hanno l’obbligo d’iscrizione all’Albo con pagamento di una quota annua e questo pone il Consiglio Direttivo nella condizione di rappresentare tutti gli iscritti e di dare risposta alle questioni che ogni iscritto può democraticamente esprimere.

È vero che il Consiglio Direttivo è stato di fatto sostanzialmente sfiduciato, in una legittima assemblea annuale, dove la maggioranza ha bocciato il bilancio evidentemente perché ha ritenuto che siano mancate delle risposte adeguate sulle questioni poste durante l’assemblea e delle adeguate assunzioni d’impegni con gli iscritti presenti. Precisiamo che la risposta del Consiglio Direttivo, anticipandola sui media, è diventata pubblica e non ufficiale.

Questo perché il Presidente e il Consiglio hanno stabilito di non mantenere il dialogo tra gli infermieri, ma di diffondere la notizia, diventando così di dominio pubblico. Questa scelta, alquanto discutibile, ha determinato essa stessa, una pagina grigia e triste della nostra storia infermieristica astigiana. Ricordiamo al Consiglio Direttivo che è all’Assemblea che deve risponde e l’aver spostato le sedi del dialogo, ha solo creato confusione e allarmismo, insomma, una “figuraccia” evitabile.

Invitiamo il Consiglio Direttivo dell’OPI di Asti, al posto di scrivere articoli sui giornali, su minacce e diffamazioni, di impegnarsi, come richiesto anche dal Coordinamento OPI del Piemonte, a produrre una relazione dettagliata in merito agli eventi che sono avvenuti durante l’assemblea del 16 maggio e di riportare gli impegni assunti con il Coordinamento regionale, all’ incontro del 27 maggio, tenutosi a Torino.

Ad oggi non è stato neanche prodotto il verbale dell’Assemblea. Ricordiamo al Presidente che in data 22 maggio 2019, abbiamo depositato richiesta di accesso agli atti (ai sensi della L241/90), per visionare i verbali delle assemblee, la documentazione contabile relativa ai movimenti bancari e o postali dell’Ordine e relative pezze giustificative.

Abbiamo visto una lettera inviata agli organi di informazione in cui il Consiglio Direttivo ha segnalato “voci di corridoio” di origine non tracciabile, voci infamanti, elencando ruberie, vacanze… che hanno avuto come unico effetto a livello cittadino, l’amplificazione di un clima avvelenato. Perché dare retta alle voci? Ci chiediamo quanto tutto questo possa aver giovato all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Asti.

Chiediamo scusa ai cittadini astigiani di queste uscite poco felici e chiediamo al Consiglio Direttivo dell’OPI, di tornare a comunicare usando le vie ufficiali e non mediatiche, restringendo le comunicazioni agli Infermieri che dovrebbe rappresentare professionalmente.”

Lettera firmata

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