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Il Consiglio Comunale di Asti contro il Disegno di Legge Pillon: la soddisfazione di “Non Una di Meno”

Il Comune di Asti  si è espresso contro il Disegno di Legge Pillon che regola i rapporti familiari e l’affido dei minori in caso di separazione.

Il Consiglio comunale, nella seduta di lunedì scorso, 10 giugno, ha infatti espresso “forte preoccupazione in merito ai contenuti del Disegno di legge n.735 oggi in discussione preso la commissione giustizia del Senato” e  impegna il Sindaco “a sensibilizzare tutti i parlamentari eletti sul nostro territorio e i membri delle commissioni Parlamentari di Camera e Senato competenti alla discussione affinché promuovano e gestiscano seri ed ampi confronti con tutti i soggetti istituzionali, associativi e professionali coinvolti, comprese le rappresentanze femminili, le associazioni familiari e le figure di garanzia per i minori, al fine di sospendere l’attuale iter di approvazione“.

La materia rientra nelle competenze statali, ma il Comune, come ente territoriale, può esprimere il proprio parere in merito ad argomenti che potrebbero avere ricadute sui cittadini e sui servizi che esso stesso gestisce.

Tra i punti salienti della mozione del Consiglio è stato evidenziato il pericolo che le norme applicative quali l’affido condiviso obbligatorio e la doppia domiciliazione obbligatoria dei minori possano stridere con la tutela dei diritti: “Fermo ed inconfutabile l’interesse primario del figlio ad avere rapporti idonei con entrambi i genitori, il disegno di legge trasforma il bambino da soggetto di diritto ad oggetto di diritto” si legge nel documento.

Altro punto controverso l’obbligo a ricorrere a mediazione professionale (a pagamento), considerato un “ostacolo all’accesso alla giustizia da parte dei cittadini in un contesto, quello del diritto di famiglia, in cui il dato economico dovrebbe incidere il meno possibile”.

Si legge ancora: “Le rigide procedure contenute nello stesso rischiano di prolungare i tempi del delicato percorso per la separazione e l’affido con ovvie ricadute psicologiche sui minori e sui genitori“.

La mozione infine prende atto che “diverse associazioni ed esperti di diritto si sono espressi contro il disegno di legge evidenziandone gli aspetti critici e potenzialmente nocivi per la tutela dei diritti dei minori o delle donne specialmente in situazioni di abusi e di volenza”.

A questo proposito il gruppo Non Una Di Meno Asti, nato lo scorso aprile con l’intento di battersi contro l’approvazione del D.D.L. Pillon ha espresso la sua soddisfazione: “Siamo felici che il processo da noi innescato abbia portato a questo risultato e ringraziamo i consiglieri , i funzionari e i tecnici dei servizi sociali che si sono spesi per ottenere questa approvazione. Qualcuno potrà pensare che si tratti solo di una vittoria simbolica, ma siamo convinte che il dibattito e la lotta sulla libertà e i diritti delle donne e dei bambini vada tenuto alto e costante in tutte le sedi possibili istituzionali e non: è l’unica strada per garantire la libertà di tutti. Questo non è che l’inizio”.