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Speciale 118 Sindaci: intervista a Simone Nosenzo, Sindaco di Nizza Monferrato

118 Sindaci: incontriamo Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato

Da bambino aveva mai immaginato di diventare sindaco?

No sinceramente, non mi era mai passato per l’anticamera del cervello puntavo più a diventare un calciatore.

Come è nata la Sua candidatura a sindaco?

Nel 2016 si è creato un po’ di vuoto, non si riusciva a stabilire quale fosse la miglior candidatura possibile; la mia figura di ragazzo giovane, nuova presenza in consiglio comunale da qualche anno ma comunque non una figura consolidata ha portato poi alla mia candidatura.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?

Io sono entrato nel consiglio comunale nel 2009 perché la passione per la politica ce l’ho sempre avuta e da lì in avanti sono rimasto all’interno del consiglio Comunale per qualche nella maggioranza, poi ho fatto 5 anni nella minoranza e poi nel 2016 siamo riusciti a vincere elezioni e da allora sono sindaco.

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stato eletto?

Primi pensieri in quei momenti di concitazione sono tantissimi: chiaramente una gioia un’emozione non indifferente perché a
neanche 30 anni candidarsi e riuscire a vincere non è una cosa da tutti i giorni, al tempo stesso sapevo già che dal giorno dopo mi sarebbe toccato tantissimo lavoro per una grandissima sfida da portare avanti per tutte quelle persone che avevano scommesso su di me e che mi hanno dato fiducia.

Qual è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?

Gli impegni complessi sono tanti, ma sicuramente dico la parte socio assistenziale; quando le persone vengono a parlarti vederle in difficoltà credo che umanamente sia la cosa più difficile da accettare ed è quella che ti dà anche i maggiori pensieri fuori orario, cercare soluzioni per la loro esistenza e migliorare il loro tenore di vita.

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?

Sono svariate le tipologie: un tema molto sentito qui in Valle Belbo è sicuramente la sanità nonostante non sia in competenza comunale, ma sia in competenza regionale però poi alla fine l’istituzione con cui cittadino va a discutere è l’amministrazione comunale (sindaco, assessori e consiglieri) a cui vengono fatte segnalazioni di tante problematiche. Il tema sanitario è molto sentito anche perché arriviamo da un territorio in cui fino al 2014 tutte le deliberazioni regionali e nazionali prevedevano un ospedale, essendo diventato quello di Nizza un presidio sanitario territoriale si è modificato il modo di fare sanità sul territorio e questo ha destabilizzato un po’ la popolazione. E’ un tema spigoloso, è difficile sia spiegare ai cittadini cosa devono fare e dargli degli indirizzi giusti, sia far sentire la presenza di Nizza e del Sud Astigiano nei tavoli preposti dove si discute di sanità.

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?

L’atto che mi ha dato maggiore soddisfazione è stato l’ottenimento del finanziamento per la ciclabile in cui si parla di collaborazione tra più comuni perchè noi abbiamo ottenuto un finanziamento per la ciclabile che parte da Nizza e arriva Canelli passando per Calamandrana e quindi c’è stata collaborazione di tre Comuni. Credo che questo sia un bel esempio per tutto il territorio perché quando i comuni fanno squadra riescono a ottenere cose che magari singolarmente non avrebbero ottenuto.

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?

I modi di comunicazione sono svariati: partiamo con quelli più istituzionali quindi sito, app municipium su cui Nizza è stata
precursore avendo lavorato in questa direzione sin dal 2016 all’inizio del nostro mandato. Siamo partiti allora con una
comunicazione istituzionale digitale all’avanguardia però senza dimenticare che è fondamentale andare in giro giorno per giorno e fare due chiacchiere con le persone: il contatto diretto è quello che il cittadino apprezza maggiormente.

Soddisfatto di come porta avanti il suo incarico o no? Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?

Fino a oggi mi reputo ampiamente soddisfatto, ci sono tante cose che sono iniziate che dovranno andare avanti nella seconda
parte di mandato. Auspico a proseguire con questa avventura perché è davvero una bella avventura, molto stimolante e al tempo
stesso molto stressante; però credo che quando si riesce ad arrivare a risultati sia un momento bellissimo grande gioia e
soddisfazione per tutti i componenti dell’amministrazione.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?

Io sono partito subito dalla spesa: guardare il bilancio, capire bene le funzionalità e capire se c’è qualche piccolo risparmio da poter fare chiaramente mantenendo il numero di servizi invariato. Noi siamo partiti da quello abbiamo trovato qualcosina e credo che sia molto importante liberare risorse e indirizzare altre scelte per poterne liberare altre.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?

Il sindaco ha tantissime responsabilità però poi nella realtà dei fatti quando ci scontriamo con le tempistiche degli appalti c’è tutta una parte burocratica su cui il sindaco non riesce influire direttamente. Non possiamo avere tempi biblici rispetto al privato: il tema è quello bisognerebbe riuscire a trovare un modo, a livello centrale che disciplini, ma al tempo stesso riesca a snellire. Ci sono tanti adempimenti, gli uffici lavorano tantissimo a farli quando quel tempo potrebbe essere messo in una progettazione che sarebbe decisamente più utile per l’amministrazione, per i cittadini e per tutti, invece dobbiamo sempre dare un quadro generale che sarà sicuramente utili a livello centrale per capire qual è la situazione, però al tempo stesso appesantiscono il lavoro dei dipendenti che così non riescono a fare altre cose che sarebbero più utili.

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe
fare di più.

Sul tema sicurezza è stato quello cui abbiamo davvero investito di più, partendo dall’ampliamento del numero dei vigili in servizio, oggi siamo a pieno organico, al tempo stesso abbiamo investito sul sistema di videosorveglianza e non ultimo siamo riusciti ad ottenere un finanziamento del Ministero dell’Interno per un ulteriore ampliamento di questo sistema; questo penso sia davvero un segnale generale: il governo centrale stanzia risorse e i comuni recepiscono e fanno si di poter investire per ampliare il sistema di videosorveglianza. Tutto questo, messo insieme al fatto che i vigili, che sono aumentati e possono presidiare maggiormente, fa si che il territorio sia maggiormente controllo e visto. Questo, insieme alla collaborazione con gli altri enti, nei giorni scorsi abbiamo fatto una serata coi carabinieri che hanno spiegato come fare per evitare truffe rivolta alla fascia più debole, dimostra che stiamo lavorando 360 gradi.

C’è sempre margine di miglioramento però credo che in questi due anni e mezzo si siano dati segnali concreti e chiari e certamente i cittadini lo percepiscono perchè vedono maggiori vigili che girano, dei posti di blocco, il territorio è controllato maggiormente e penso questo sia un bel segnale.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione? Di che tipo? Cosa si può fare per affrontarli meglio?

Bisogni sociali ce ne sono sempre e sono i più svariati dalla problematica a pagare la bolletta, a non riuscire a pagare l’affitto o avere uno sfratto esecutivo quindi cercare di entrare nel circuito di case popolari, ce ne sono tanti e si cerca di fare tutto il possibile anche si i miracoli non possiamo farli.

Il problema grande sia a livello regionale ma anche, mi permetto di dire con cognizione di causa, a livello nazionale, è quello delle rotazioni sulle case popolari: è una problematica che abbiamo ed è oggettiva, le case popolari dal momento che non ci sono più risorse per edificarne e quelle che ci sono sono quasi a tappo ed è difficile che si colmi la domanda perché la domanda è 100 e l’offerta è uno. Credo che a tutti i livelli (nazionale e regionale) devono trovare un equilibrio per dare una maggiore turnazione in modo che ci sia una rotazione all’interno della delle case popolari; consolidato che la situazione economica è di un certo tipo, bisogna far sì che un cittadino sia vincolato a uscire dal circuito delle case popolari nel
momento in cui è autosufficiente per far entrare chi ne ha maggiormente bisogno.

La casa è un problema importante, dopodiché un’altra ottima scelta che ha fatto questa amministrazione è stata quella di dare
tutta la gestione sociale al Cisa, cosa che era obbligatoria per i comuni sotto i 5000 abitanti, ma sopra 5000 era una scelta. Noi abbiamo deciso di trasferire la funzione perché reputiamo che persone formate, persone che fanno quello di mestiere hanno una maggiore specificità rispetto al servizio che possiamo offrire noi in comune e questo credo che si trasformi in un miglior servizio al cittadino perché la cosa più brutta che posso fare quando arriva una persona è dire non lo so, le farò sapere: questa cosa è quella cosa che fa arrabbiare di più le persone.

Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune? Collaborano con il Comune? Se si, in che modo? Se no, come potrebbe svilupparsi una sinergia tra amministrazione e no profit?

Ci sono e sono parecchie quelle con cui noi collaboriamo. Abbiamo anche avviato tramite il Cisa oppure direttamente le associazioni direttamente con il Cisa progetti interessanti tra cui progetto S.U.P.E.R per la distribuzione del banco alimentare in cui vengono aiutate moltissime famiglie; un altro progetto interessantissimo è quello realizzato sempre in collaborazione con il Cisa dall’associazione G.V.A. (Gruppo Volontari Assistenza di Nizza Monferrato) che ha pagato una vacanza a tutti i ragazzi del centro diurno, è davvero una cosa bellissima perché vedere la felicità con cui questi ragazzi con delle disabilità di un certo livello si trasferiscono al mare tutti insieme è davvero una cosa meravigliosa.

Con la Proloco la collaborazione è ottima, collaboriamo a 360° in tutte le manifestazioni e alle sagre rappresenta il comune
di Nizza in modo sempre positivo.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?

Sogno abbastanza concreto perché la progettazione preliminare l’abbiamo fatta: parliamo del trasferimento della scuola
primaria in Regione Campolungo per andare a creare una città della delle scuole in quanto la Scuola Media è già li e creano
un grande Plesso scolastico che faccia da riferimento per la Valle Bello. Stiamo aspettando la risposta per vedere se
arriverà il finanziamento

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