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Settime d’Asti: da paese dell’accoglienza a paese dell’ostilità

Questione rifugiati: questo il pomo della discordia a Settime.

Con le ultime elezioni amministrative gli elettori hanno scelto il commissariamento dando così un forte segnale all’unico candidato sindaco Guido Rosina, già primo cittadino nel 2011, anno in cui vide la luce il progetto Pais (acronimo di Progetto Accoglienza Integrazione Settime)

“Era un progetto di integrazione di stranieri che ha avuto moltissimi riconoscimenti – commenta Rosina – Questo progetto è diventato modello a livello nazionale esportando il nome di Settime in tutta Italia e non solo.Tant’è che Marisa Varvello, sindaco di Chiusano, lo ha ereditato andandolo a presentare al Parlamento Europeo, a Roma… Le famiglie arrivate a Settime si sono integrate, hanno lavorato, si sono date da fare”.

Con Pais arrivarono nel piccolo comune della Val Rilate famiglie afghane, siriane, somale, turche. Da subito alcune famiglie locali hanno mostrato ostilità e osteggiato il progetto.

“Il loro atteggiamento evidentemente è continuato e negli ultimi anni hanno agito di nascosto per darmi contro. Ho avuto difficoltà a trovare candidati settimesi perché anche se non erano contro il mio operato e le mie idee non volevano schierarsi e andare contro ad una manciata di famiglie, qui molto note”.

Una delle accuse principali è aver pensato principalmente ai migranti.

“Mi hanno accusato di aver fatto solo quello, aver pensato solo ai migranti, ma non è vero io ho pensato al paese. Ho fatto in modo che la scuola non chiudesse tenendo una posizione salda di fronte al Provveditore. Con la mia amministrazione di allora abbiamo organizzato eventi culturali, concerti, legati anche alla Giornata della Memoria. Abbiamo fatto cultura con la C maiuscola: tutti eventi che si sono persi negli anni successivi. Il Comune aveva ricevuto in eredità una casa, “Casa Miranda”, di cui avevamo rifatto il tetto in cofinanziamento con la Regione. L’idea era di andare avanti con il progetto ma poi siamo decaduti. Intanto la casa è rimasta com’era. Avevamo recuperato la biblioteca e il giardino della Canonica, progetti che l’amministrazione dopo ha portato a termine, prendendosi i meriti”.

Cosa succederà ora?

“Il commissario non farà altro che fare ordinaria amministrazione e dovrà indire nuove elezioni entro sei mesi. Sicuramente mi ricandiderò perché ritengo di aver ragione. Non voglio accettare questa visione della politica. Mi ripresenterò.Se ci sarà un’altra lista magari perderò, ma almeno ci sarà una controparte.”