Parchi gioco inclusivi: in arrivo contributi regionali per diversi Comuni nell’astigiano

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Nei giorni scorsi sono stati pubblicati, sul Bollettino Ufficiale Regionale, i progetti approvati in merito al bando che concede contributi per l’adeguamento di parchi gioco comunali, alle esigenze dei bambini con disabilità.

Sono 78 in tutto di cui nell’astigiano, i progetti nei comuni di Belveglio, Castelnuovo Don Bosco, Mombercelli, Villafranca d’Asti, Monale, Moncalvo e Castell’Alfero che sono tra quelli ammessi alla concessione del contributo regionale.

Lo stanziamento , attraverso un bando a sportello, ha messo a disposizione di 625.000€, per finanziare i Comuni piemontesi, fino a 5.000 abitanti, che abbiano investito in parchi giochi accessibili .

Ogni comune ha potuto richiedere un contributo pari al 50% dell’importo del progetto previsto.

Sono risultati ammissibili anche i progetti dei comuni di Moasca, Cantarana, Castagnole Lanze, Vigliano d’Asti, Castelnuovo Belbo, Tigliole, Cessole, Bruno, Grana, Montegrosso, Castel Rocchero, Incisa Scapaccino, Antignano, Ferrere, Isola d’Asti e Monastero Bormida. Per loro, si dovrà attendere se la Regione avrà eventuali ulteriori risorse nello stesso capitolo di spesa: nel caso sarà seguita la graduatoria predeterminata.

L’Assessore alle Politiche Sociali afferma che due sono stati gli obiettivi di massima che in questi anni ha cercato di perseguire, in merito alle politiche sulla disabilità: da un lato dare garanzie e consolidare i servizi esistenti . Dal 2015 in poi, infatti, il bilancio, per questo ambito, si è sostanzialmente stabilizzato.

Dall’altro prevedere interventi di innovazione, dedicati a progetti e processi di inclusione delle persone con disabilità. Risorse aggiuntive che potessero essere orientate a questo fine, nella vita ordinaria in comunità.

In questo discorso si inserisce l’adeguamento di parchi gioco per bambini con disabilità. Questo costituisce un altro elemento di innovazione: privilegiare i piccoli comuni – decisione politica – per scegliere le comunità più diffuse e che abbiano maggiore difficoltà a far fronte al reperimento delle risorse.

L’assessore al welfare aggiunge che questo è stato un modo per dare protagonismo alle piccole comunità .

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