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Monferrato e aree rurali: i sette obiettivi di Cristiano Massaia per uno sviluppo del territorio

Una ciliegina senza torta.

Questa la metafora utilizzata ieri, martedì 21 maggio, dall’architetto e geografo Dino Barrera per descrivere le aree rurali astigiane, in occasione dell’incontro pubblico “Riscatto del Monferrato” organizzato ad Aramengo da Cristiano Massaia, sindaco uscente e ricandidato alle prossime elezioni amministrative.

E proprio questa metafora è stata ripresa da Massaia stesso per presentare lo stato attuale del territorio e le possibilità di sviluppo.

La ciliegina sarebbe il paesaggio, un unicum caratterizzato da diversificazione, una tavolozza in cui i coltivi si alternano al bosco e ai centri abitati, un territorio ricco di storia, cultura e bellezza.
Con torta – quello che manca attualmente – si intendono i servizi, le imprese, il tessuto sociale e imprenditoriale che deve stare alla base per far sì che il paesaggio e la sua bellezza diventino una reale possibilità di investimento e sempre maggiore attrazione.

A discuterne insieme a Barrera e Massaia anche Giuliano Faccani (primario neurochirurgia del CTO) e Mauro Carbone (direttore ATL Langhe Roero Monferrato) moderati dal giornalista RAI Beppe Rovera.

Proprio grazie alla presenza e all’esperienza di Carbone uno dei temi centrali della serata è stato il turismo: mentre il direttore vede nel paesaggio del Monferrato tutte le potenzialità per uno sviluppo del settore, altri ospiti hanno evidenziato la difficoltà di un reale decollo se non si affianca un piano di sviluppo, se non esistono imprese, se le istituzioni non supportano le aziende agricole, quelle vere “non come i ristoranti che si autodefiniscono agriturismi, ma di agricolo non hanno nulla” come evidenziato da Franco Serra allevatore aramenghese, recentemente riconfermato alla guida della sezione astigiana dell’Arap, Associazione regionale allevatori del Piemonte.

E allora il turismo è l’obiettivo cui si vuole tendere o la conseguenza di uno sviluppo più generale?

“La contemplazione del paesaggo fine a se stessa non è sufficiente – commenta Massaia – Sono necessarie vivaci forze imprenditoriali che ridefiniscano il Monferrato e le aree rurali. Ci vuole consapevolezza del proprio territorio e delle sue potenzialità e una spinta che vada verso una pianificazione che metta insieme vari settori: imprese, aziende, servizi. In questo modo si può tendere anche al turismo, un turismo valoriale, come lo ha definito Carbone, che parta cioè dalle peculiarità e dai valori del territorio per promuoverli e “venderli” al turista e al visitatore”.

“È necessario affrontare questa sfida. Siamo a rischio desertificazione sociale e culturale – continua Massaia – Bisogna dare una svolta e per questo mi sono posto sette obiettivi. Il primo deve essere l’Agricoltura perchè sono gli agricoltori che “fanno” il paesaggio, lo curano, lo mantengono. Senza il loro lavoro in pochi anni qui non avremmo più nulla. Partendo da un sostegno all’agricoltura si può parlare poi di Sviluppo territoriale che si può attuare solo attraverso politiche di Autonomia regionale e locale per non penalizzare i piccoli centri a favore delle grandi città. Il riferimento per ogni intervento politico deve essere l‘Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, sottoscritta dagli stati membri dell’ONU, Italia compresa. Tutto questo però non sarà attuabile senza le persone che devono tornare ad abitare questi luoghi: e allora attenzione alle fasce più deboli come anziani e bambini con un Profilo sociale e assistenziale e un coinvolgimento dei Giovani che qui non vedono più futuro. Realizzando questi sei punti ecco che sarà più semplice attuare anche l’ultimo la Promozione a livello sportivo, turistico e culturale di tutto quello che abbiamo e che possiamo offrire”.

obiettivi massaia
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