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Il castello di Frinco diventa proprietà comunale: ora potrà essere messo in sicurezza

Grande soddisfazione trapela a Frinco dall’Amministrazione comunale uscente per la delibera riguardante l’acquisto del castello.

“Riusciremo ad acquisire l’intero stabile dal suo proprietario [l’antiquario toscano Fungardi Gianfranco NdR], composto non solo dal castello, ma anche dalle scuderie e dal parco circostante” commenta il vicesindaco Luigi Ferrero che negli ultimi due anni ha seguito nel dettaglio la trafila burocratica fino allo scorso 4 maggio, quando il Consiglio comunale ha deliberato l’acquisto del castello.

In un primo momento l’ipotesi era stata l’acquisizione gratuita da parte del Comune del solo maniero. In seguito, grazie ad un accordo tra Comune e Regione Piemonte ed un finanziamento da parte dell’ente regionale, si è deciso di acquistare l’intero possedimento.

L’antico ed imponente castello, che occupa circa 3800 mq di superficie, viene citato per la prima volta in un documento del 10 agosto 1288, in un atto che sanciva i confini fra Calliano e Guadarabbio (abitato che sorgeva presso Castell’Alfero). Appartenne ad importanti famiglie astigiane come i Pelletta, i Turco, i Mazzetti.

Nel corso dell’Ottocento la proprietà passò ai marchesi Camerana, i fratelli Giulio e Eugenio dei Roero di Settime. Nel 1893 il castello passò alla congregazione degli Oblati di San Giuseppe di Asti e il castello divenne la sede estiva per gli studenti del Ginnasio e del Liceo e per i propri novizi.  Negli anni ’60 del Novecento il castello si trasformò addirittura in un allevamento di pollame; alcuni anni dopo però la ditta agricola fallì e il castello venne sequestrato e posto all’asta dal tribunale giudiziario. Nel 1992 il castello fu acquistato dalla famiglia Pica Alfieri. Nel corso del 2008 il castello venne venduto alla immobiliare Daupher srl, che verrà dichiarata fallita nel 2012. Il 5 febbraio 2014 un avancorpo del castello crollò rovinosamente sulle case sottostanti.

Non ci furono vittime perché le abitazioni che si trovavano sotto il castello erano state sgomberate: dal 2011 si erano registrate infatti avvisaglie di smottamenti del terreno.

Chiuso un ciclo se ne apre un altro, in cui si cercherà di dare una seconda vita all’edificio, grazie al finanziamento regionale di circa 550.000 euro utilizzati sia per l’acquisto (210.000 euro) che per la ristrutturazione. “Innanizitutto sarà necessario attuare un progetto di messa in sicurezza – spiega Ferrero che, candidato alle prossime elezioni amministrative, guarda al futuro – L’idea è farne un importante centro turistico ed un polo museale e culturale”.

Prospettiva condivisa anche dalla sindaca uscente Simona Ciciliato, sicura che il castello diventerà “un gioiello per Frinco e per il territorio”.