Biodanza e disabilità: il progetto del Centro Diurno Santo Spirito di Asti sarà presentato a Vicenza

Un viaggio danzante lungo sei anni.

Si può definire così il progetto iniziato nel 2013 al Centro Diurno Santo Spirito che ha visto coinvolte diverse realtà associazionistiche e scolastiche astigiane e che sarà presentato la prossima settimana all’ottavo Forum Internazionale di Biodanza sociale e clinica di Vicenza.

L’idea era quella di portare la disciplina della Biodanza, all’interno di un centro dedicato a disabili adulti. Obiettivo: dare la possibilità di esprimere emozioni attraverso il movimento corporeo al ritmo della musica. Un progetto che poteva sembrare quasi impossibile vista la difficoltà di molti utenti del Centro, non solo ad aprirsi emozionalmente, ma addirittura a deambulare e a parlare.

Invece il progetto, proposto dall’educatrice del Centro Lorena Olivieri e portato avanti da Susanna Ponzone, operatrice di Biodanza e allora presidente dell’ASD L’Airone, in collaborazione con i ragazzi del servizio civile dell’Aics Asti e studenti volontari del Liceo Classico Vittorio Alfieri, si è ripetuto negli anni con successo ed è tutto’oggi attivo.

“Le sue ripercussioni sono state incredibili. Sono ragazzi meravigliosi  – così commenta Ponzone  – Persone con problematiche fisiche e psichiche anche gravi hanno iniziato a comunicare ed esprimere le proprie emozioni attraverso la danza e il corpo. E’ stato nel 2014 che ho capito che l’impossibile può accadere in un evento al Palazzetto dello Sport di Asti in cui hanno danzato insieme studenti del Classico e ragazzi disabili in modo del tutto sincronizzato, che non è per nulla ovvio e banale”

Istruzione

Attraverso specifiche vivencia dedicate, i ragazzi hanno condiviso momenti di felicità, si sono affidati ai compagni e hanno superato la timidezza abbandonandosi con fiducia all’altro nel contatto e addirittuta nell’abbraccio

Visto il successo dell’inziativa negli anni il progetto è andato avanti. In ogni incontro di biodanza si iniziava da un momento di camminata individuale per passare all’incontro con l’altro e alla danza con un compagno, fatto con  sincronizzazione ritmica e melodica, fino al contatto vero e proprio.

Un percorso di grande crescita per tutti, dagli operatori agli ospiti del Centro, che ha anche superato i confini della città coinvolgendo altre realtà della provincia, come l’Istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco. In questo caso sono stati gli stessi utenti del Centro diurno a diventare “insegnanti”: sette ragazzi con disabilità medio-gravi che da diversi anni seguono la formazione di Biodanza hanno presentato questa metodologia di mediazione corporea agli studenti del Corso Socio Sanitario dell’istituto secondario superiore.

biodanza e disabilità

“Questi ragazzi sono ormai particolarmente competenti e sono stati testimoni di una possibilità di inserimento, come assistenti nell’insegnamento di attività non verbali a mediazione corporea come la Biodanza, adatte anche all’integrazione di adolescenti ed adulti”.

I risultati di questo progetto pluriennale saranno presentati da Susanna Ponzone a Vicenza sabato 11 maggio, in occasione dell’ ottavo Forum Internazionale di Biodanza sociale e clinica.