Anziani truffati da falso venditore di olio e vino: astigiano denunciato dai Carabinieri

Un uomo si presenta presso una casa isolata, abitata da persone anziane e riferisce di dover consegnare due casse di vino ordinate dal figlio. L’anziano consegna 150 euro e riceve due cartoni che scoprirà essere vuoti, oppure contenenti un paio di bottiglie di vino di scarsa qualità, peraltro non rispondente a quanto indicato nell’etichetta.

Da oltre 10 anni è stato questo il modus operandi adottato da un 60enne pregiudicato astigiano, che ha ingannato le vittime in almeno una ventina di casi accertati, avvenuti in tutto il Piemonte e in Valle d’Aosta ed in particolare nelle province di Torino, Biella, Alessandria.

Nel corso di un servizio perlustrativo, nella mattina del 27 marzo, una pattuglia della Stazione di Montiglio Monferrato, intercettava e sottoponeva a controllo un’autovettura sportiva con a bordo il soggetto che risultava gravato da numerosissimi precedenti per truffa. La nota del controllo acquisita dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Asti, veniva estesa immediatamente alle centrali operative delle vicine province di Alessandria e Torino, facendo emergere che l’uomo aveva poco prima truffato un anziano residente a Chivasso, spacciandosi per un corriere e facendosi consegnare 150 euro per la vendita di due casse di vino di qualità. Il malcapitato poco dopo si accorgeva che una scatola era vuota e l’altra conteneva solo vino scadente che veniva sequestrato.

Grazie all’attività svolta e allo scambio informativo tra i reparti dell’Arma, anche la Stazione Carabinieri di Costigliole d’Asti, riusciva ad identificare nel medesimo soggetto colui che pochi giorni prima aveva posto in essere la stessa tipologia di truffa ai danni di un’anziana signora di Costigliole, nel corso della quale aveva però spacciato il contenuto delle scatole di cartone per olio di alta qualità, mentre all’interno vi erano le solite due bottiglie di vino di scarso pregio.

Il truffatore è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ivrea per l’episodio di Chivasso e alla Procura della Repubblica di Asti per quello di Costigliole d’Asti.