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“Processo a un povero Cristo”; ricomincia ad Asti la rassegna “Le Sfide della Fede”

 

Inizia il nuovo cartellone della rassegna “Le Sfide della Fede”, spettacoli ad Asti sulla tematica delle sfide della fede e della cultura nel nostro tempo, promossi dall’Istituto Oblati di San Giuseppe e dal Progetto Culturale della Diocesi di Asti, con la direzione del Teatro degli Acerbi.

 

Venerdì 22 marzo alle 21 nel suggestivo spazio del refettorio della Biblioteca del Seminario di Asti (piazza del Seminario 1) verrà rappresentata la lettura scenica “Processo a un povero Cristo. La vicenda di Don Grignaschi e dei Magnetisà di Viarigi”.
Il lavoro teatrale trae origine da ricerche dell’Archivio Teatralità Popolare e varie fonti,che sono state rielaborate drammaturgicamente da Patrizia Camatel, che dirige anche lo spettacolo.
In scena un “oratorio sacro e profano” con Sebastiano Amadio e Lucia Giordano del Faber Teater e Massimo Barbero, Giulia Marchiaro, Marco Pisanò, Stefano Stival e alcuni attori dei laboratori teatrali del Teatro degli Acerbi Antonio Arese, Lucia Freschi, Lino Freschi, Mario Cielo, Francesca Mezzano e Ivana Viglione.
Il tutto in un’atmosfera affascinante costellata di veggenti, miracoli e conversioni, reliquie e riti segreti; il racconto comunitario di un evento fuori della norma.
Una storia che attraversa la strada alla Storia, quella del nascente stato italiano, quella di Don Bosco, di Pio IX, dei Savoia, di Angelo Brofferio e di Antonio Rosmini.

Nel 1849 la vita degli abitanti di Viarigi viene sconvolta dall’arrivo di Francesco Antonio Grignaschi, sacerdote della Val d’Ossola in odore di eresia, allontanato dalla diocesi di Novara e giunto nell’astigiano grazie al parroco della borgata Franchini, conquistato dalla predicazione di questo controverso personaggio. Don Grignaschi, carismatico, di bell’aspetto, capace di commuovere i cuori e trascinare a sé larga parte della popolazione, si proclamava il Messia ritornato in terra per drizzare le storture della Chiesa e della società.

Non stupisce molto la presa che poté fare la sua spregiudicata predicazione, se si pensa al momento storico turbolento che l’Italia e il Piemonte stavano vivendo: il Risorgimento, la guerra contro l’Austria, i moti rivoluzionari avevano aggravato le condizioni di vita delle classi sociali più basse, alla mercé di carestie e dazi. Un Messia che prometteva la venuta della giustizia divina in terra era quanto di più sospirato.
Ben presto le autorità ecclesiastiche e civili intervengono contro il nascente movimento religioso dei “Magnetisà” (i seguaci erano così definiti perché si riteneva che Grignaschi li tenesse avvinti a sé con un fluido magnetizzante contenuto in un anello), e il nuovo Cristo viene arrestato insieme ai più stretti accoliti (tra cui diversi sacerdoti e la misteriosa Madonna Rossa), indi scomunicato, processato e condannato a dieci anni di carcere e all’abiura.
Proprio intorno alle vicende processuali, rimaste famose nella cronaca dell’epoca, si snoda la lettura scenica, che viene presentata come il racconto comunitario di un evento fuori della norma. Un oratorio, filtrato ora dal dibattimento legale, cui prese parte anche l’avvocato Brofferio, ora dalle parole degli umili, desiderosi di riscatto in questo mondo come nell’Altro.

La rassegna è sostenuta dalla Fondazione CRAsti, dalla Fondazione CRT e da numerose aziende locali.
Tra i partner la Pastorale Giovanile della Diocesi di Asti, la Pastorale Universitaria e le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Asti.

L’ingresso è gratuito.
Per info: cell. 3392532921 – info@teatrodegliacerbi.it
Il programma completo su www.teatrodegliacerbi.it