Truffava gli allevatori spacciandosi per guardia venatoria, arrestato dalla Polizia un “sedicente” animalista

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Nei guai un “sedicente” animalista, domiciliato nelle vicinanze di Asti.

Martedì, il personale della Polizia di Stato – Squadra Mobile della Questura di Asti e del Commissariato di P.S. di Frascati (RM) ha dato esecuzione all’ordinanza degli arresti domiciliari resa dal G.I.P. di Tivoli nei confronti di A. C., un personaggio noto nell’ambiente animalista, anche per la partecipazioni a numerose inchieste condotte da TV nazionali in tema di “salvataggio” di animali segregati all’interno di allevamenti ritenuti non idonei, è stato arrestato perchè, proprio lui, è fortemente indiziato dei reati di usurpazione di funzioni, violenza privata e di detenzione abusiva di farmaci per uso veterinario.

Dalle indagini, gli inquirenti hanno accertato infatti che in numerosi casi l’arrestato, qualificandosi falsamente come Ispettore di Polizia o Guardia venatoria, e mostrando falsi distintivi, riusciva ad accedere agli allevamenti di animali, addirittura sequestrando gli stessi oppure facendoseli assegnare, per poi cederli ad associazioni compiacenti.

Il “sedicente” animalista si faceva aiutare da veterinari conniventi, che certificava il cattivo stato di salute degli animali visitati ma, i successivi controlli effettuati da altri professionisti, in molti casi, hanno infatti smentito le circostanze addotte per addivenire ai sequestri, non rilevandosi il cattivo stato di salute degli animali.

Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati a verificare il collegamento tra i sequestri illegittimi eseguiti, gli affidamenti degli animali presso le strutture indicate dagli indagati e i successivi decessi di alcuni degli animali.

Numerosi i procedimenti penali, aperti in tutto il territorio nazionale già a partire dal 2008, hanno condotto, tra l’altro, ad alcune condanne penali a carico di A.C., anche per calunnia, con l’epilogo dell’arresto eseguito martedì scorso.

La contestuale perquisizione della casa dell’arrestato ha consentito di acquisire numerosi elementi in merito alle ipotesi di reato di cui è accusato, nonché a sequestrare farmaci veterinari di provenienza estera, di cui è vietata la commercializzazione in Italia, alcuni dei quali aperti e quindi verosimilmente oggetto di somministrazione agli animali detenuti.

L’attività è stata eseguita in collaborazione con operatori dell’ASL di Asti.

Comunicato stampa

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