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Il Mercato Centrale di Umberto Montano arriva a Torino

Ne vedremo delle belle e ne mangeremo delle buone.

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Torino. Quante volte abbiamo dialogato senza parole, tu ed io. Quante volte hai lanciato silenziosi dardi in direzione del mio cuore attraverso la tua elegante fisicità e quell’aura multiforme che ti contraddistingue.

Tu che con alchimisti, filosofi, poeti, intellettuali, creativi, visionari e ancora imprenditori e artigiani hai infittito la trama del tessuto che ti ammanta, sei pronta per questa nuova emozione?

Il Mercato Centrale, progetto di successo che già riguarda Roma e Firenze, luoghi che hanno visto viaggiare il titolo di Capitale d’Italia da te a quella attuale –perché tu sei sempre parte di storie che fanno riflettere sul concetto di “coincidenza”- arriva in uno dei tuoi cuori: Porta Palazzo.

Il Mercato Centrale di Umberto Montano sarà una delle tue primavere -è il caso di dirlo dal momento che aprirà ufficialmente nel mese di marzo 2019- con il recupero del Palafuksas e con la consacrazione di questo spazio all’enogastronomia di eccellenza degli artigiani piemontesi dalle cui mani esce cibo buono e tipico, testimonianza di territori, storie personali, amore puro per qualcosa di tanto basico e necessario, quanto capace di generare emozioni multiformi.

Dal momento che tu, Torino, non fai mai qualcosa se non trasuda magia, ma non magia “commerciale”, bensì pura, percepibile da chi ha occhi per vedere e sensi per ascoltare e vivere, accoglierai il Mercato Centrale in un luogo “denso”. Denso della tua essenza, denso di dialetti e lingue, di leggende e racconti, di dedizione al cibo attraverso un mercato, punto di riferimento di tanti dei tuoi cittadini.

Così, a marzo 2019, gli artigiani della regione della quale sei istituzionalmente a capo, la scuola di cucina, chef il cui nome echeggia oltre i tuoi confini, scriveranno un altro pezzo della tua interessante e seducente storia, mettendosi a disposizione della tua popolazione e di quei turisti che –diciamocelo e facciamo in modo che sia così ancora per molto tempo- ancora ti stupiscono: perché tu non dai mai nulla per scontato, figuriamoci per dovuto.

Il Mercato Centrale vuole essere per la tua gente, perché se “Mercato” deve essere, così come lo è quello di Porta Palazzo, il progetto non può che rivelarsi, nel concetto che gli dà vita e nell’accessibilità di fatto, rivolto a tutti.

E dimmi, Torino: come ti sei sentita venerdì 23 novembre in occasione della pre inaugurazione del TUO Mercato Centrale?

Quei fari rossi come la bruciante passione che ti anima, intrecciati alle luci blu che citavano la tua innata eleganza, non hanno emozionato anche te?

Quei tre piani di spazio, quei profumi di cibo buono che scaldavano il cemento, quegli sguardi compiaciuti e stupiti e la musica che parlava la lingua della tua anima più moderna, non hanno reso il tempo che ti separa dal marzo 2019 troppo lungo?

Ora luci e musica sono spenti, il Mercato Centrale è tornato ad essere un cantiere dopo aver detto a chi venerdì c’era “Guarda di cosa sarò capace” e dopo essersi fatto assaggiare attraverso le creazioni degli artigiani.

A te è piaciuto, vero Torino? Ti è piaciuto perché anche tu, fai così. Tu non urli, tu non getti fumo negli occhi, tu sei discreta, seducente, da scoprire, ma ci sei, eccome se ci sei. Tu, come le meraviglie dei tuoi artigiani gastronomici ti fai assaggiare, prima.

Tu, come la genuinità, sei priva di sovrastrutture: perché se “La bontà è elementare”, non è però scontata e va cercata, approcciata, conosciuta, annusata, provata, infine abbracciata e gustata.

Ora, che io ti ami perdutamente è evidente e che io sia grata a chiunque creda in te portando nelle tue fibre un nuovo progetto che potrà diventare parte della tua identità, lo è altrettanto.

Sono felice, Torino. Lo sei anche tu?

Anche tu ti stai chiedendo quante nuove storie e leggende nasceranno attorno al Mercato Centrale che hai deciso di accogliere e che permeerai con il tuo meraviglioso mistero che, nella natura delle tue cose, fa da contraltare alla tua limpida luce di feconda città ai piedi delle montagne?

Paola Uberti, fondatrice di LIBRICETTE.eu

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