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Coldiretti Piemonte: in tavola e per la corsa finale ai regali di Natale prodotti targati Campagna Amica

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Mancano pochi giorni alle feste ed è corsa alle idee per imbandire al meglio le tavole e per completare i regali di Natale.
Il Piemonte è ricco di tradizioni culinarie dove a farla da padrone è sicuramente la carne: dagli antipasti ai primi, per arrivare ai secondi: sono davvero diverse le ricette ideali per pranzi e cene del periodo natalizio. Inoltre, sono tante i prodotti con cui preparare i tipici cesti da regalare: dal vino alle nocciole, dai formaggi ai salumi, dal riso alle marmellate dal torrone al miele e molto altro ancora.
A tavola si spazia dai salumi al vitello tonnato, dalla battuta al coltello ai plin col sugo d’arrosto fino all’immancabile ragù per preparare primi appetitosi, dal cappone ripieno alla rolata, dal brasato al bollito e molto altro ancora: un trionfo di carne di eccellente qualità per soddisfare diversi palati.

“Vengono valorizzati in cucina, attraverso le varie preparazioni e grazie ai consigli degli agrichef regionali che sanno aggiungere quel tocco di innovazione alle tradizionali ricette, tutti i diversi tipi di carni allevate in Piemonte dove la zootecnia ha numeri importanti – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. La filiera bovina conta 800 mila capi e circa 7 mila aziende, quella suina 1 milione e 200 mila capi per 3 mila aziende, quella ovina 122 mila capi per oltre 2 mila aziende, quella caprina più di 67 mila capi e oltre 3 mila aziende, quella avicola oltre 32 milioni di capi per 1158 aziende e quella cunicola oltre 2 milioni di capi e 110 aziende.

La nostra regione conta, oltretutto, 14 Dop, 9 igp, 18 Docg, 42 Doc, oltre ad un gran numero di biodiversità che contribuiscono ad accrescere il patrimonio agroalimentare Made in Italy ed in Piemonte. Per gli acquisti di questi giorni consigliamo le aziende e i mercati di Campagna Amica per avere la garanzia di portare in tavola o di regalare qualità, freschezza e genuinità, preservando la sicurezza alimentare. Non dimentichiamo – concludono Moncalvo e Rivarossa – che gli acquisti e le scelte del Natale hanno un impatto determinate sull’economia e sull’occupazione regionale”.

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