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Le Rubriche di ATNews - Asti BenEssere

Asti BenEssere: Mal di testa da Trigger Point

L’appuntamento autunnale con la rubrica quindicinale dedicata al benessere con gli interventi di professionisti del settore anticipa di una settimana per poi fermarsi per le festività natalizie. Questa settimana torna a firmare un altro articolo di Asti BenEssere il fisioterapista Fabio Pungitore che ci parla del mal di testa da Trigger Point.

 

Mal di testa da Trigger Point

di Fabio Pungitore – Fisioterapista-

Il mal di testa da Trigger Point è una problematica molto frequente e, in certi casi, può essere anche invalidante, con conseguenze importanti. Spesso il disturbo è tale da far interrompere l’attività lavorativa, lo studio, l’attività fisica. In alcuni pazienti l’intensità del disturbo è tale da rivolgersi alle cure del pronto soccorso.

Il dolore al capo, può essere di diversi tipi: emicrania, cefalea a grappolo, cefalea muscolo tensiva. In questo articolo ci soffermeremo sul tipo cefalea muscolo-tensiva, che spesso ha un cosiddetto trigger point all’origine del disturbo.

Innanzitutto definiamo che cosa sia un trigger point. Secondo i medici reumatologi Travell e Simons, massimi esperti sull’argomento, si tratta di “ area circoscritta del muscolo di grande tensione e di acuta dolorosità”. Si formano all’interno delle fibre del muscolo, spesso alla palpazione appaiono come noduli e bande dure fibrotiche e ogni muscolo del nostro corpo umano li può generare.

Le cause che possono portare all’ insorgenza di questa condizione sono:
– Errate posture prolungate nel tempo
– Gesti lavorativi ripetuti per tanto tempo
– Cadute, incidenti automobilistici
– Tensioni emotive

Una caratteristica importante è l’irradiazione a distanza del dolore. Ad esempio, un trigger point formatosi sul muscolo trapezio, produrrà dolore a distanza lungo il collo, lungo la parte laterale della testa e l’ arcata sopraccigliare.

Nell’ immagine qui sotto a sinistra, è rappresentato il TP con le due X, esattamente sul muscolo trapezio.
Nell’ immagine sotto a destra, è rappresentato il TP all’interno del muscolo, la palpazione con le dita e il pinzamento con le dita.

Si nota dalla figura che, nonostante i TP siano localizzati nel muscolo del collo, il paziente percepisce il dolore lungo tutta la zona laterale della testa, quindi spesso lontano dall’ epicentro o focolaio della zona di tensione. Ecco il motivo per cui spesso é difficile individuare il punto esatto in cui i TP si localizzano. Ne consegue che una conoscenza dei vari TP che ogni muscolo può generare e dei loro rispettivi percorsi di irradiazione di dolore sia molto importante.

Ma qual é la sintomatologia? E’ varia, spesso difficile da definire, sovente confusa con altre problematiche; tuttavia, spesso il paziente avverte:
– Intorpidimento (spesso confuso con cervico-brachialgia)
– Formicolio (spesso confuso con cervico-brachialgia)
– Debolezza della zona interessata
– Impedimento della normale ampiezza di movimento
– Dolore (da lieve a molto forte)

E’ importante riuscire a neutralizzare questi punti il prima possibile, altrimenti il corpo ha il tempo di sviluppare posizioni antalgiche, cioé posizioni posturali non corrette per sfuggire al dolore.

Molto interessante e, a mio avviso frequente, è la formazione dei Trigger Point per tensioni emotive.
Il medico austriaco Hanse Selye, ricordato per le ricerche sullo stress e la sindrome di adattamento, dimostrò che, quando un individuo è acutamente allarmato, vengono attivati da parte del nostro organismo dei meccanismi di autoregolazione, per fronteggiare alla minaccia che si sta vivendo in quel momento.
Quando la minaccia non è più percepita si ritorna ad uno stato di normalità. Ma se lo stato di allarme è prolungato o ripetuto nel tempo, iniziano i processi di adattamento difensivo che producono alterazioni croniche e la possibilità formazione di Trigger Point.

Un altro aspetto da non trascurare è che spesso questi punti di tensione non sono attivi, ma dormienti, ovvero non producono sintomatologia. E’ sufficiente però un’arrabbiatura o più semplicemente una pressione del punto, per esempio sullo schienale di una sedia, perché si risvegli il dolore che, nel caso della cefalea tensiva, viene irradiato alla testa.
Provate a fare attenzione, a cercare di capire cos’abbia scatenato il dolore alla testa, in tal modo il primo passo sarà il tentativo di modificare l’evento scatenante.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, troverà di seguito una mia selezione di alcuni testi dalla vasta bibliografia sui trigger point
Un saluto a voi lettori e al prossimo articolo !

Bibliografia:
– Clair Davies -Sirio, Terapia dei trigger Point, ed. Tecniche Corporee
– Leon Chaitow, Massoterapia neuromuscolare, Red Edizioni
– Leon Chaitow, Moderne tecniche di Manipolazione Neuromuscolare , Verducci Editore

 

Fabio Pungitore
Fisioterapista
fabio.pungitore@alice.it

 

La Rubrica Asti BenEssere è a cura della Cooperativa della Rava e della Fava