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Speciale 118 Sindaci: intervista a Roberto Guastello, sindaco di Castelnuovo Calcea

118 Sindaci: incontriamo Roberto Guastello, sindaco di Castelnuovo Calcea.

Da bambino aveva mai immaginato di diventare sindaco?

A dire il vero sì. Ma non pensavo di arrivarci già a 32 anni come mi è successo. Pensavo di fare il sindaco quando sarei stato in pensione, ma è successo prima del previsto.

Come è nata la Sua candidatura a sindaco?

Ero già assessore. E’ stata un’evoluzione del ruolo. Nel 2009, il sindaco di allora decise di non voler più candidarsi, e fu chiesto a me di prenderne il posto. Il tutto sì svolse come un’evoluzione naturale.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?

Come assessore nel mandato precedente. Avevo anche partecipato ad uno “stage” in Provincia. In effetti, essendo laureato in Scienze Politiche, ed ho anche un master in “Analisi politiche pubbliche”, avevo già una infarinatura circa la macchina amministrativa, anche se poi, in un paese piccolo come il mio, il buon senso e l’impegno sono più importanti degli studi.

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stato eletto?

Avevo percepito che le possibilità di essere eletto Sindaco erano molto alte, perciò mi ero già creato una sorta di metabolizzazione, ma in effetti mi ero molto emozionato. Questo valeva per la mia prima nomina a Sindaco.

Alla proclamazione del risultato per il mio secondo mandato, invece, già conoscendo il ruolo, ero un po’ di più preoccupato.

Quale è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?

Abbiamo avuto, alcuni anni fa, un problema che preoccupava tutto il paese. Quando  un’importante compagnia telefonica aveva intenzione di installare un’antenna a ridosso del centro abitato. E’ stato molto complicato e abbiamo passato periodi allarmismo in paese, ma alla fine anche con un po’ di fortuna siamo riusciti ad evitare l’installazione.

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?

Alle “Varie ed Eventuali”.

Le grane arrivano di continuo anche su cose che mai ti aspetteresti e ciò ostacola molto la programmazione. Il Sindaco è un riferimento per tutti e tante volte gli viene chiesto di interessarsi di cose che sconfinano anche nel privato. Ma è così. Nei paesi piccoli il Sindaco è l’unico riferimento.

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?

Quando abbiamo vinto il bando denominato “6000 Campanili”. Con questo finanziamento abbiamo potuto ricostruire in “nostro” ponte medioevale (del 1200) che, per mancanza di manutenzione, era crollato negli anni ’60.

Ribadisco: Questa è stata una grande e tangibile soddisfazione.

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?

E’ un ambito che ha dei grandi spazi di miglioramento. Utilizziamo le locandine e manifestini nei luoghi pubblici e nelle bacheche comunali. Abbiamo inoltre una pagina Facebook del comune che utilizziamo anche per le comunicazioni istituzionali.

Ovviamente c’è anche molto colloquio diretto tra le persone, ma spesso succede che il messaggio iniziale, durante il percorso viene frainteso o addirittura stravolto, perché durante il “passaparola” diventa oggetto di molte modifiche da chi lo riceve e poi lo ritrasmette.

Soddisfatto di come porta avanti il suo incarico o no?  Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?

Mi piacerebbe molto avere più tempo a disposizione nel mio ruolo di Sindaco. Ho un lavoro in una azienda privata e durante l’orario di lavoro è molto complicato ritagliare tempo da dedicare al comune.

Continuare? Ci sono giorni in cui direi di sì e giorni in cui direi di no.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?

Di sicuro, suggerisco di avere nella locale Pro Loco un ottimo riferimento. Le Pro Loco sono sempre disponibili a dare una mano anche fuori dalla loro attività di organizzazione di festeggiamenti. Ti danno una mano anche in casi extra, sono dei volontari che hanno nel cuore la voglia di aiutare il loro paese.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?

Tempo e finanze.

Più tempo per organizzare bene i progetti da mettere in campo.

Più soldi per poterli realizzare nel miglior modo possibile.

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe fare di più.

La percezione della “insicurezza” è, purtroppo, in aumento. Abbiamo dotato il centro storico di telecamere e, bilancio comunale permettendo, ne posizioneremo delle altre agli ingressi del paese.

Abbiamo avviato il progetto denominato “Controllo del Vicinato” in collaborazione con la Prefettura e le forze dell’ordine locali.

I carabinieri, che sono di sede ad Agliano, intervengono, ma pare siano sottodimensionati, e soprattutto di notte c’è la sensazione che in zona ci siano poche pattuglie a disposizione per il pronto intervento.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione? Di che tipo? Cosa si può fare per affrontarli meglio?

Si, sono aumentati. I residenti storici del comune di Castelnuovo Calcea hanno una dignità naturale. Cercano sempre di risolversi i problemi da soli in modo da non pesare sulla comunità.

Al contrario, i “nuovi Castelnovesi” hanno molte meno remore nel chiedere aiuti economici al comune. Noi cerchiamo in ogni modo di intervenire, ma si fa quello che si può. Una amministrazione comunale ha poteri limitati in questo tipo di interventi.

Per quanto riguarda gli anziani e la sanità siamo in buone mani. Siamo associati al CISA Asti Sud che opera sul territorio in modo egregio.

Poi abbiamo la Croce Verde di Mombercelli, ma ne parleremo al punto successivo.

Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune? Collaborano con il Comune? Se si, in che modo?

La Pro Loco. La definirei il braccio destro del comune. C’è inoltre un volontariato non organizzato, che aiuta il comune ad organizzare servizi per i ragazzi (tipo il dopo scuola).

Una menzione a parte circa la “Croce Verde di Mombercelli”. Opera con meticolosità, e ci tengo a precisare che tanti volontari di questa associazione sono cittadini di Castelnuovo Calcea.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?

Oggi si. In questo momento è ancora solo un sogno.

Ma proprio dopo l’incontro con lei ho un incontro per una importante opera che riguarda la viabilità.

Se riusciamo ad andare avanti nel progetto, si tratterà di un sogno che prenderà corpo e che diventerà realtà.

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