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Il “nuovo” Piemonte Barbera doc compagno ideale della bagna cauda: rilanciato il progetto di Cia Asti

In prossimità della chiusura di un’annata vinicola con molti segni più per la barbera, nelle sue varie declinazioni, la Cia di Asti ha riannodato il filo del progetto “Piemonte Barbera, la tradizione si rinnova” rilanciando una proposta che, volendo da una parte fare chiarezza nel prestigioso ma ancora troppo frammentato mondo della Barbera, pone l’attenzione sulla doc Piemonte Barbera, vino di assoluta e totale dignità, anche se troppe volte utilizzata alla stregua di un serbatoio di riserva aziendale.

Un vino, il Piemonte Barbera, che ben si adatta alla costruzione di uno strettissimo legame con il territorio, attraverso la programmazione colturale dei vigneti e la giusta selezione del vitigno arrivando alla fine ad un prodotto fruttato, fresco, beverino, di contenuto grado alcolico, di prezzo accessibile e, allo stesso tempo remunerativo per il produttore. In sostanza un vino di pronta beva, semplice, di uso quotidiano, in grado di essere “capito” da ogni tipo di consumatore e, fattore ds non sottovalutare in tempi d accelerazione dei tempi di consumo, pronto al consumo in tempi molto brevi.

Un comportamento che riporta alla tradizione di berlo “nuovo” già prima della fine dell’anno di vendemmia, accompagnando il piatto-mito del sud Piemonte e dell’Astigiano: la bagna cauda. E’ ciò che la Cia ha proposto mercoledì ad un folto gruppo di appassionati riuniti all’agriturismo Bigatti di Incisa Scapaccino servendolo, nella versione 2018, preparata per l’occasione della Cantina di Vinchio e Vaglio Serra.

“Alla vigilia del bagna cauda day, di cui la Cia di Asti cura anche quest’anno il mercatino di piazza San Secondo ad Asti, – ha spiegato il presidente della Cia di Asti, Alessandro Durando aprendo il convivio – abbiamo voluto ridare vita al nostro progetto di valorizzazione del Piemonte Barbera che proseguirà anche nei prossimi mesi in una serie di incontri dedicati anche ad altri cibi e vini che connotano fortemente specifiche aree territoriali dell’Astigiano come il Freisa, il Grignolino ed il Moscato”.

“Una proposta molto interessante – ha sottolineato Sergio Miravalle, il giornalista ideatore del Bagna cauda day ospite della serata di Incisa – che potrebbe preludere alla consacrazione del Piemonte Barbera, prodotto ovviamente da più di un’azienda, a vino ufficiale del Bagna cauda day del prossimo anno”.