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Il Cerchio magico: donne nelle elezioni midterm negli USA

Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti sono appena finite e ci troviamo ancora una volta spiazzati dalla velocità con la quale avvengono i cambiamenti in quel grande Paese.

La Camera dei rappresentanti ha cambiato colore, passando ai democratici, mentre i repubblicani hanno mantenuto la loro prevalenza al Senato, il ramo del parlamento nel quale ogni Stato elegge due rappresentanti, indipendentemente dalla numerosità della popolazione.

Al di là dei risultati, ad affascinare sono altri due aspetti relativi a queste elezioni: la partecipazione al voto dei giovani millenials e la riuscita elettorale delle donne, in particolare di donne appartenenti a gruppi etnici minoritari.

In queste elezioni il 16% dell’elettorato è composto da giovani che votano per la prima volta ed è interessante rilevare che tra di loro i democratici hanno ottenuto il 62% dei voti, mentre i repubblicani il 35%. Sappiamo che il sistema elettorale americano richiede maggior impegno per accedere al voto, ogni volta che c’è un’elezione infatti occorre registrarsi, a volte anche in uffici molto lontani dalla propria casa e questo rappresenta certamente uno scoglio soprattutto per anziani e giovani, ma secondo gli exit polls della ABC questa volta c’è stato un incremento del 188% tra i 18-29enni al voto rispetto alle presidenziali del 2016. I ragazzi scampati alla sparatoria di Parkland, che nei mesi scorsi hanno animato il movimento “March for our lives”, si sono spesi instancabilmente per il “Vote for our lives” e anche grazie a loro i risultati si sono visti.

Per quanto riguarda le donne il risultato è straordinario: Ilhan Omar e Rashida Tlaib sono le prime donne musulmane ad essere elette al Congresso americano, Alexandria Ocasio Cortez e Abby Finkenauer  sono le più giovani deputate della storia americana, hanno 29 anni, mentre  Sharice Davids e debra Haaland le prime donne native americane. È un record di donne elette in Parlamento: 113 in totale.

È un vento di speranza quello che viene dagli Stati Uniti, ma la situazione del Senato sta lì a ricordarci che sarà faticoso, ci vorrà tempo e impegno per superare la tendenza di quel Paese (il nostro non è diverso) di chiudersi nei propri egoismi considerando gli altri (anche quando sono bambini) una minaccia.

Le donne e i giovani, insieme, portano questo vento e siamo fiduciosi che difficilmente si potrà fermare.