Da Caporetto a Vittorio Veneto: Pier Paolo Cervone ad Asti per raccontare gli aspetti inediti della Grande Guerra

Ad un secolo di distanza la “Grande Guerra” riserva ancora molti aspetti inediti o poco conosciuti; se ora vengono alla luce è merito delle molte iniziative legate al centenario del primo conflitto mondiale, che hanno risvegliato l’attenzione dei cittadini italiani oltre che degli storici.

Una di queste occasioni di indagine e riflessione è organizzata alla Biblioteca Astense Giorgio Faletti in collaborazione con la Associazione Premio letterario Asti d’Appello domenica 18 novembre, alle 18, con un incontro intitolato “Da Caporetto a Vittorio Veneto”, incontro in anteprima della rassegna Passepartout en Hiver.

A seguire le votazioni della giuria popolare del Premio d’Appello, che avranno luogo dalle 16 alle 17.30, il giornalista Vanni Cornero e il collega Pier Paolo Cervone dialogheranno sugli avvenimenti dell’anno esatto di guerra che separa la maggiore disfatta dalla più grande vittoria del nostro esercito, Cervone è autore o curatore di numerosi libri di argomento storico, tra cui “Enrico Caviglia. L’anti Badoglio”, “Vittorio Veneto, l’ultima battaglia”, “La Grande Guerra sul fronte occidentale”, “I dittatori, le guerre e il piccolo re. Diario 1925-1945 di Enrico Caviglia” (tutti editi da Mursia).

A proposito di particolari, ad esempio, non è nota a tutti la storia del nome Vittorio Veneto: la località, in provincia di Treviso, diventa Comune nel 1866, dopo la Terza Guerra d’Indipendenza, unendo i nuclei abitati di Serravalle e Ceneda, prendendo il nome di Vittorio, in onore del primo sovrano dell’Italia unita. Il suffisso Veneto, come indicazione geografica, arriverà soltanto nel 1923.

Ma la stessa data della battaglia ha un suo motivo non propriamente strategico: “Dopo tante esitazioni e accuse di immobilismo – racconta Cervone – Armando Diaz si decide al grande passo. Ma non dimentica, da buon napoletano, la scaramanzia. Il giorno X sarà il 24 ottobre, cioè a un anno esatto di distanza da Caporetto. Gli italiani, si sa, hanno sempre avuto la religione delle ricorrenze”.

[Fonte foto: www.ivg.it]