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Successo per “La serva padrona”: l’opera buffa di Pergolesi per la prima volta ad Asti foto

Un bastone per entrare nel mondo della fantasia e andare indietro nel tempo, catapultando il pubblico, a metà Settecento.

I piccoli attori dell’associazione OfficinaLS, diretti dal regista Mario Li Santi, hanno accompagnato nel mondo della fantasia il pubblico, intervenuto numeroso allo Spazio Kor, sabato scorso, 6 ottobre. Da una fiaba all’altra perché basta un bastone regalato da un anziano a un bambino per trasformare la realtà e diventare astronauta, cavaliere, antico egizio.

In questo modo, da una fantasia all’altra, da un personaggio strambo all’altro, ci si è trovati in un salotto settecentesco, ed è stato dato il via alla rappresentazione dell’opera buffa di Giovan Battista Pergolesi, “La serva padrona”.

I bavissimi Marco Sportelli e Valentina Porcheddu, rispettivamente Uberto e Serpina, e il mimo Simone Barbato, noto volto televisivo, nei panni di Vespone, sono stati accompagnati magistralmente dall’orchestra giovanile ASO  diretta dal maestro Fabio Poggi.

Lo spettacolo ha incantato il pubblico astigiano che per la prima volta ha potuto assistere a quest’opera buffa, mai presentata prima ad Asti, come ha voluto evidenziare, a inizio spettacolo, la presidente dell’Asti Sistema Orchestra, Antonella Pronesti.