Alla Biblioteca Astense un Tavolo su cui riporre Dubbi

Dietro le quinte di episodi e scelte di vita, non sempre andati a buon fine, e la cronaca non lesina a proporceli, c’è sempre una ragione, una svolta che non passa inosservata. Se la si sa vedere e interpretare.

All’invito dell’assessore Mariangela Cotto e del Sindaco Maurizio Rasero a riflettere, su quel che bisogni, urgenze, situazioni precarie, spesso non dicono, anche agli occhi e orecchie più allenati, di medici, assistenti sociali, educatori, hanno risposto convintamente le principali istituzioni locali, interessate a meglio definire profili di intervento e di diritto che siano di vero aiuto alle persone.

“Serve un approccio integrato”, ha ricordato Donatella Masia, magistrato inquirente del Tribunale di Asti “che renda possibile affrontare con cognizione di causa, e la dovuta prudenza, situazioni che possano rivelarsi pregiudizievoli”.

Coinvolti per ora, nel collaudare modalità di comunicazione efficace, a partire da casi di cui si è venuti a conoscenza, la Divisione Anticrimine della Polizia di Stato, la Polizia municipale, il Servizio sociale di ASL At, i Servizi Istruzione, Minori e Disagio adulti della Città.

“La concretezza delle situazioni che si incontrano nei nostri presidi”, ha proposto Mario Alparone, Direttore Generale ASL Asti indicando un metodo di lavoro, “restituisce valore e chiarezza agli scopi che si intendono realizzare”.

Possono infatti essere frasi, cenni o semplici impressioni a porre negli operatori della cura il legittimo sospetto di altre storie e altri bisogni, latenti o difficili a dirsi.

Sede del nascente Tavolo del Dubbio la Biblioteca Astense Giorgio Faletti, nelle intenzioni della sua presidente Roberta Bellesini “un luogo che avvicina e non distanzia”. Qui potranno infatti incontrarsi gli operatori dei servizi coinvolti e svilupparsi idonee iniziative culturali.

Si prevede che una prima linea di lavoro configurerà uno spazio formativo rivolto alle professioni di cura, per riflettere sui segni rivelatori del disagio meno apparente, e condividendo una casistica concreta ben presente agli operatori, individuare argomenti da sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica.

Da quando la scienza lineare riconosce i suoi limiti, il dubbio, l’ambivalenza, il sospetto di sbagliare, fa sentire meglio e chiara la sua voce. Tutto questo ha risvolti positivi per chiunque, anche una comunità può diventare più competente.