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Treni, primi passi per la riapertura della linea Chivasso-Asti

Un tavolo di lavoro che coinvolga tutti i sindaci della linea Chivasso-Asti e che porti alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per la riapertura della linea sospesa nel 2012. È questo l’esito dell’incontro a Cocconato d’Asti al quale ha partecipato l’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco per iniziare un ragionamento sulla riattivazione di tutta la linea Chivasso-Asti. Presenti alla riunione il sindaco di Cocconato Monica Marello, di Aramengo Cristiano Massaia, di Moransengo Massimo Ghigo, di Cavagnolo Andrea Gavazza, di Tonengo Raffaele Audino, di Passerano Marmorito Davide Massaglia, amministratori dei comuni di Montiglio, Cerreto d’Asti, Robella, Cunico, i consiglieri regionali Angela Motta e Federico Valetti, rappresentanti di Legambiente, del Tavolo della mobilità Sostenibile e di Ambiente Asti.

Sulla tratta Brozolo-Chivasso la Regione ha già formalmente chiesto a RFI di ripristinate la linea, inserendo nel prossimo contratto di programma l’intervento, dando contestualmente mandato all’Agenzia della Mobilità Piemontese di richiedere le tracce per riprendere l’esercizio a partire dal cambio orario di giugno 2019.

“Da Brozolo ad Asti – ha ricordato Balocco – sono necessari investimenti più significativi per la sistemazione delle gallerie (in particolare quella di Brozolo), per il rifacimento dell’armamento e del sistema di segnalamento. Chiederemo ad RFI di progettare l’intervento, certificandone i costi, anche considerando l’eventuale elettrificazione che consentirebbe di collegare la tratta direttamente al nodo di Torino e alle grandi infrastrutture ferroviarie e ad AMP di ragionare su un modello di esercizio complessivo che preveda anche la riorganizzazione del servizio su gomma e che risulti sostenibile sia in ottica pendolari, sia in quella turistica. Tuttavia è necessario che vi sia una volontà condivisa da parte di tutte le amministrazioni coinvolte”

Il territorio si è impegnato ad avviare il percorso per la sottoscrizione del protocollo di intesa (sul modello di quanto fatto per la Alba-Asti), sottolineando l’importanza della ferrovia per la sopravvivenza di un territorio dalle grandi potenzialità ma che rischia in mancanza di adeguati collegamenti, un’ulteriore marginalizzazione.