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Speciale 118 Sindaci: Intervista a Luigi Rigon, Sindaco di Moncucco Torinese

118 Sindaci: incontriamo Luigi Rigon, Sindaco di Moncucco Torinese.

Da bambino aveva mai immaginato di diventare sindaco?

Ma nemmeno in sogno. Da bambino per me (e come per gli altri coetanei) il Sindaco era una grande autorità, inavvicinabile anche solo col pensiero.

Com’è nata la Sua candidatura a sindaco?

Quando andai in pensione (era il 2009) alcune persone del paese mi chiesero di entrare in una loro lista per contrastare quella in carica negli anni precedenti, che, almeno in paese, sembrava di non godere di una grande reputazione. 

Poi al momento delle elezioni, per vicissitudini interne, il capolista rinunciò e mi fu chiesto di farlo io. Fui eletto ma fui il solo consigliere della mia lista ad entrare in consiglio. Comunque fu eletto un sindaco di un’altra lista che nulla aveva a vedere con quella precedente.

Con questo sindaco ho in parte collaborato (per le iniziative che condividevo) e in parte criticato. Avevo fondato un giornale cartaceo denominato “L’ortica” che mi serviva per fare conoscere ai cittadini la mia posizione sulle cose che si stavano realizzando.

Alle elezioni del 2014 mi trovai capolista dell’unica lista che si presentava e mi trovai Sindaco di Moncucco.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?

Ero già stato consigliere di minoranza, ma nella mia attività lavorativa ero ufficiale della Polizia Municipale di Torino e di come avvengono certe cose nel pubblico avevo una certa pratica.

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stato eletto?

Devo dire che ho trovato una situazione disastrata, e già me ne ero reso conto. Il primo pensiero che ho avuto è stato quello di trovare un mezzo di trasporto in quanto il Comune ne era privo, rinunciando ad un anno di stipendio per acquistare un autocarro in quanto la legge mi impediva di acquistare un’autovettura. Mettere un po’ di ordine sia a livello fisico (vedi edifici comunali che versavano in una situazione disastrata) che a livello organizzativo (organizzazione degli archivi ecc.).

Quale è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?

Sopperire alla mancanza di personale. Dovrei avere, in organico, 9 dipendenti e ne ho 1 e mezzo. Vado addirittura personalmente a tagliare l’erba ai bordi delle strade.

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?

Ai problemi finanziari e a quelli burocratici. Faccio molto affidamento sull’attività del Segretario Comunale, che in questi incombenze mi è molto d’aiuto.

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?

Ogni piccolo atto che giunge a compimento è importante.

Sono riuscito ad ottenere in dono dalla Città di Torino la vettura per il vigile del Comune con tanto di scritte e dotazioni.

Contento di aver dotato il Comune di un defibrillatore grazie ad uno sponsor e di aver messo a norma il parco giochi.

Sono soddisfatto di essere riuscito a organizzare importanti mostre fotografiche nelle sale del nostro castello che è proprietà comunale e che ospita le scuole.

Poi sono anche soddisfatto di essere riuscito a far rinascere la locale Pro Loco, che da qualche anno non esisteva più, anche se per il momento i soci, che si prestano come volontari sono ancora pochi.

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?

Faccio comunicati e avvisi da affiggere in giro per il paese. Comunico anche a voce parlando con le persone che incontro o che mi vengono a trovare in comune.

Per le urgenze si utilizzano telefono e SMS ma non in modo automatizzato. Se ne occupa il messo comunale che è anche l’unico impiegato fisso e quindi sempre presente.

Soddisfatto di come porta avanti il suo incarico o no?  Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?

Si sono soddisfatto. (A parte il fatto che alcuni mesi fa ho avuto un problema di salute e il medico mi ha verbalmente proibito di fare il sindaco). Io vorrei continuare, ma è difficile. Devo ringraziare di cuore il mio gruppo di consiglieri e assessori che mi aiutano molto anche se quasi tutti hanno occupazioni lavorative pesanti. Oggi ho il vicesindaco e un assessore che, come me, sono in pensione e mi aiutano molto, anche nelle attività operative e manuali.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?

Non ho fatto nulla di diverso dagli altri colleghi. Mi è pero successo più volte di aiutare alcuni colleghi nella conoscenza ed interpretazione delle regole, anche grazie alla mia esperienza di lavoro, maturate come ufficiale della Polizia Municipale di Torino.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?

Più personale e meno burocrazia.

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe fare di più.

Si che è percepito. Avrei voluto partire con l’installazione delle telecamere di videosorveglianza, ma i problemi nazionali creatasi attorno alla CONSIP me lo hanno, al momento, bloccato.

Devo dire che i Carabinieri sono molto presenti sul nostro territorio e a loro va il mio grazie.

Poi utilizzo il giornale “L’ortica” per illustrare ai cittadini il modo di comportarsi in casi di avvistamenti di persone e auto sospette. Ma qui è molto difficile educare la gente.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione? 

No. Fortunatamente in questo territorio non ci sono problematiche di tipo economico, e ci sono i mezzi per gestirsi da soli. E chiaro che in situazioni particolari vado anche a sincerarmi delle situazioni di difficoltà ma posso dire che la cosa è molto personale.

Non esiste in questo paese una vera coesione, sono tutti molto individualisti, forse anche perché, fortunatamente, le condizioni economiche in cui viviamo lo consentono.

 Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune? Collaborano con il Comune? Se si, in che modo?

Se no, come potrebbe svilupparsi una sinergia tra amministrazione e no profit?

Della Pro Loco abbiamo già parlato, sono anche riuscito a dargli una sede. Adesso sto cercando di creare un nucleo di Protezione Civile comunale, ma il problema più grande è che mi mancano i mezzi. Qualche cittadino che da una mano c’è, ma è difficile anche fare entrare i giovani in questo meccanismo.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?

Si. Abbiamo in progetto di rifare tutta l’illuminazione del paese in chiave moderna e con le lampade LED. Sarà un’ottima realizzazione, ma ci costerà molto, e probabilmente dovrò accendere un mutuo.

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