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Speciale 118 Sindaci: Intervista a Aldo Marchisio, Sindaco di Pino d’Asti

118 Sindaci: incontriamo Aldo Marchisio, Sindaco di Pino d’Asti.

Da bambino aveva mai immaginato di diventare sindaco?

No, volevo fare l’aviatore.

Com’è nata la Sua candidatura a sindaco?

Ero già in consiglio comunale come capolista della minoranza da due mandati (2004-2014). Nelle elezioni del 2014 la mia lista ha vinto le elezioni e perciò sono diventato sindaco.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?

Non specifico, ma nella mia attività lavorativa come responsabile Quadri FIAT e ANQUI (Associazione Nazionale Quadri Industriali) ero stato eletto come amministratore nella gestione dei fondi sanitari e pensionistici.

Poi ero stato consigliere di minoranza, ma la allora maggioranza si teneva stretta le sue competenze e non c’era mai informazione o dibattito sulle cose da attuare. 

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stato eletto?

Ma che cosa trovo? Non ero mai stato informato di nulla e sapevo di non potere contare su aiuti da parte della amministrazione precedente. Ma non mi sono poi preoccupato più di tanto. Mi sono reso presto conto di quanto la cosa sarebbe stata delicata e che avrei dovuto dedicare quasi tutto il mio tempo a questa attività. Devo dire che però l’impiegata del comune (ne abbiamo una sola) è stata estremamente collaborativa.

Quale è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?

Non ce n’é stato solo uno. L’impegno più complesso è quello di mantenere il livello attuale dei servizi ai cittadini, nonostante la grande riduzione delle entrate finanziarie.      

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?

Seguire i lavori di manutenzione e pulizia delle strade comunali. Spesso, se fattibile, intervengo anche operando io stesso.

Poi c’è la presenza alle riunioni. Come sindaco di Pino d’Asti sono in una posizione poco invidiabile, nel senso che ho rapporti con Enti collocati in luoghi diversi e/o non si parlano fra di loro. Esempio, la nostra ASL è a Chieri. Poi la Provincia ad Asti, Il consorzio dell’Acquedotto pure, ecc. Devo presenziare io perché non ho trovato nessuno a cui posso affidare queste deleghe.

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?

Prima di tutto il fatto di essere riuscito per la prima volta in questo comune, (almeno nei miei ricordi) a mettere insieme maggioranza e opposizione. L’ho proprio sentito come una necessità.

Poi mi ha dato soddisfazione il restauro della bandiera della antica Società di Mutuo Soccorso che ha ben operato a qui a Pino per molti anni.

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?

Per i cittadini affiggiamo sempre nelle bacheche del paese tutte le decisioni prese in consiglio comunale.

Ma il contatto con la cittadinanza avviene sempre in modo diretto. Questo metodo è molto efficace, io sono sempre disponibile per tutti, il mio cellulare è sul sito del comune. Usiamo anche, in modo sistematico il sito internet del nostro comune per divulgare le informazioni.

Soddisfatto di come porta avanti il suo incarico o no?  Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?

Si, sono soddisfatto e se la salute mi assiste vedrò di ricandidarmi sperando di trovare dei giovani che abbiamo voglia di occuparsi delle necessità del nostro paese.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?

Non saprei che consigli dare ai colleghi, ogni paese ha le sue necessità che non sono necessariamente le stesse per tutti.

Proporrei di utilizzare al meglio le “Unioni” dei comuni (Noi apparteniamo a quella denominata “Unione dei comuni dell’Alto Astigiano”). Potrebbe funzionare bene, ma purtroppo oggi non è così.

Poi ognuno dovrebbe cercare sempre di migliorare se stesso.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?

Più fondi, più trasferimenti. Addirittura quando ci vengono assegnati spesso arrivano pure in ritardo.

Secondo me bisogna far funzionare al meglio le “Unioni fra comuni”. Noi comuni, da soli, non riusciamo più a realizzare nulla.

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe fare di più.

Ogni tanto abbiamo qualche casa del paese “visitata”. E’ successo anche a me. La zona, comunque è abbastanza tranquilla. Da noi il territorio è presidiato dai carabinieri della stazione di Castelnuovo Don Bosco che però si lamentano che sono sotto organico e fanno quello che possono.

Vorremmo installare le telecamere sugli accessi al paese, ma non ci possiamo permettere di spendere i 20.000 Euro previsti.

Non possiamo neanche avviare un buon “Controllo del Vicinato” perché gli abitanti del paese di età lavorativa hanno quasi tutti un lavoro che li fa andare fuori il mattino e rientrare a casa solo di sera.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione? Di che tipo? Cosa si può fare per affrontarli meglio?

La nostra popolazione è, mediamente, piuttosto anziana. Abbiamo il medico che viene in paese una volta la settimana per le visite. Abbiamo proposto, e siamo, come volontari, disponibili ad andare ad acquistare le medicine per gli anziani, ma non c’è molta richiesta. Qui la gente preferisce arrangiarsi da sola.

Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune? Collaborano con il Comune? Se si, in che modo? Se no, come potrebbe svilupparsi una sinergia tra amministrazione e no profit?

Pro Loco, Gruppo Alpini (del quale faccio parte anch’io). Ognuno fa la propria parte in collaborazione col comune.

Vorrei creare un Gruppo Comunale di Protezione Civile, ma per certi vincoli, imposti, non ci sono ancora riuscito. Però in caso di necessità ci sono volontari che si prestano per questo ruolo.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?

Poter fare alcuni lavori per il paese, in particolare vorrei ricostruire le scale del campanile, ed altre opere murarie necessarie perché il paese sia sempre più bello.

Grandi cose non abbiamo alcuna possibilità di farle.

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