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Confartigianato Asti, il peso della burocrazia è all’84% oltre venti punti sopra 60% media Ue

Il peso della burocrazia nel nostro Paese è molto più elevato rispetto alla media dei Paesi dell’Unione europea. L’analisi dei dati di Eurobarometro della Commissione europea evidenzia che nel 2017 la complessità delle procedure amministrative è ritenuto un problema nell’attività dell’azienda dall’84% degli imprenditori in Italia, oltre venti punti superiore al 60% della media Ue.

Il peso della burocrazia influenza l’attività di impresa con intensità simile all’Italia anche in Francia (85%) mentre è meno pesante in Germania (51%) e Spagna (46%) e si riduce in modo più marcato nel Regno Unito (19%). Sulla complessità degli adempimenti burocratici e la conseguente incertezza nello svolgimento dell’attività di impresa pesa l’enorme mole di leggi nel nostro Paese. Una ricerca in Normattiva – il portale della legge vigente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – evidenzia che al 6 giugno 2018 sono vigenti 136.987 atti normativi pubblicati negli ultimi cento anni, dal 6 giugno del 1918.

Al fine di evidenziare le differenziazioni territoriali del peso della burocrazia su cittadini ed imprese in questa sezione del Rapporto viene proposto l’Indice Confartigianato della Burocrazia per regione elaborato sulla base di 10 indicatori: tempi della giustizia civile e tributaria, tempi di pagamento della PA, lunghezza delle code in uffici che erogano servizi, pratiche online gestite dai Comuni, durata opere pubbliche, corruzione, qualità di governo, assenteismo per malattia dei dipendenti pubblici e creazione di valore delle partecipate dagli enti territoriali.

La classifica finale elaborata associa a valori più elevati dell’Indice Confartigianato della Burocrazia regioni con una maggiore pressione della burocrazia sulle imprese e dove sono più carenti le tutele dei diritti delle imprese in campo civile e tributario, le condizioni di accesso ai servizi, l’efficienza delle imprese che gestiscono servizi pubblici locali, è di più bassa qualità la governance pubblica ed è minore l’uso delle tecnologie digitali.

I primi sei posti della classifica regionale del maggior peso della burocrazia sono occupati da regioni del Sud e delle Isole. In generale il Mezzogiorno presenta un valore dell’Indice della burocrazia superiore del 48,2% a quello del Centro-Nord.

Nel dettaglio regionale il più alto valore dell’Indice Confartigianato della burocrazia è l’802,6 della Sicilia, seguito dal 786,5 della Calabria, dal 725,4 della Campania, dal 678,1 della Basilicata, dal 673,9 della Puglia e dal 673,3 della Sardegna e la prima regione non della ripartizione è il Lazio con un valore dell’indice pari a 670,0. Complessivamente il Mezzogiorno guida la classifica con un valore pari a 704,9 e stacca il Centro con un indice pari a 572,7 seguito dal Nord-Ovest con 438,0 mentre il Nord-Est con 384,5, valore dimezzato rispetto al Mezzogiorno, si afferma come la ripartizione dove la burocrazia è relativamente meno limitante.

Una burocrazia meno oppressiva, una giustizia civile più veloce, ridotti tempi di attesa e servizi più puntuali costituiscono una condizione essenziale per liberare le energie produttive dei territori ed aumentarne la ricchezza. A tal proposito va evidenziato come l’Indice Confartigianato della Burocrazia mostra una forte correlazione negativa con il PIL procapite a valori correnti associando un maggiore peso della burocrazia alle regioni – fenomeno prevalente in quelle meridionali – con un minore reddito per abitante e generando una spirale di burocrazia e bassa crescita.