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Speciale 118 Sindaci: Intervista a Giorgio Musso, Sindaco di Castelnuovo Don Bosco

118 Sindaci: incontriamo Giorgio Musso, Sindaco di Castelnuovo Don Bosco.

Da bambino aveva mai immaginato di diventare sindaco?

Mai immaginato. Volevo fare il professore di storia!

Come è nata la Sua candidatura a sindaco?

Ero studente a Torino e mi è stato chiesto nel 1980 se volevo candidarmi a Consigliere comunale per la mia frazione, e da allora sono entrato prima in Consiglio Comunale, poi in Giunta e infine nel 1993, eletto nel Consiglio Comunale, sono subentrato al mio predecessore, Giovanni Ravinale, che era deceduto a Dicembre del 1992.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?

Si avevo già fatto il Consigliere Comunale e l’Assessore Comunale nel mio Comune, dal 1980.

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stato eletto?

Essere al servizio della mia Comunità, valorizzarla, contribuire al suo sviluppo.

Qual è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?

Ogni giorno il Sindaco ha un impegno complesso! Deve dedicarsi ai tantissimi problemi della Comunità: dal sociale, alla manutenzione del patrimonio, alle strategie politiche ed amministrative per creare economia e cultura! Tutto è complesso, complicato e difficile. Bisogna impegnarsi sempre: 24 ore su 24.

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?

Sbrogliare le matasse burocratiche e amministrative. Fare delibere, proporre iniziative, parlare con cittadini ed istituzioni, ricercare fondi, tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico, educare alla cittadinanza, al rispetto dell’ambiente, alla Cultura e alla valorizzazione dei nostri beni culturali.

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?

Andare alla nostra casa di riposo e parlare con i nostri anziani, apprendere la loro saggezza ed esperienza, le loro sofferenze, le loro difficoltà, e imparare tanto, oppure premiare i nostri ragazzi per il conseguimento della laurea o per il diploma di maturità. Solo con la cultura, l’istruzione, le lingue, l’internazionalizzazione delle conoscenze potremo avere una società migliore!

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?

Purtroppo non ho molto tempo per parlare direttamente con i cittadini ma la comunicazione migliore: è partecipare agli incontri pubblici, alle messe, alle feste, alle sagre; girare per i bar, per le vie, nelle borgate sparse e sedersi a discutere di come stiamo vivendo, di quali sono i problemi quotidiani della gente, e dei servizi e delle manutenzioni che non riusciamo a fornire.

Soddisfatto di come porta avanti il suo incarico o no? Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?

Dopo più di trent’anni di mandato, a maggio del 2019 lascerò il mio incarico. Tocca ad altri, e spero che dei giovani possano entrare nella nuova compagine amministrativa. Comunque non sono mai soddisfatto di come porto avanti il mio incarico, vorrei sempre di più: migliorare e dare delle risposte concrete ai miei cittadini, e alle imprese che operano sul nostro territorio.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?

Mai sentirsi arrivati. Stare in mezzo alla gente. Stare con i piedi per terra e non farsi mai illusioni, su nulla! Essere concreti ed essere sognatori, aver un giusto equilibrio nell’amministrare la cosa pubblica.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?

Disporre di una buona squadra di lavoro: con persone leali, sincere, che si sacrificano per la Comunità e ci mettono il cuore e la testa. Parlo di assessori, di consiglieri, di dipendenti del comune.

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe fare di più.

Si, c è una forte percezione di insicurezza nei cittadini, soprattutto nei più anziani. Timori di furti, truffe, raggiri. Abbiamo costituito in alcune borgate il servizio di vicinato con comunicazioni di allerta e di attenzione whatsapp. Si sono intensificati i pattugliamenti di Carabinieri e dei Vigili Urbani che però sono troppo pochi e fanno già il massimo. Abbiamo e stiamo installando telecamere di controllo territoriale per la videosorveglianza. Si deve sempre far di più e ci vuole tutta la collaborazione del cittadino e la disponibilità dello Stato e del Comune, per pianificare l’attenzione e dar un senso alla sicurezza della vita quotidiana, soprattutto in territori vasti e diversificati come i nostri, dove spesso le case sono isolate sulle colline e zeppe di strade e stradette che si disperdono per il territorio. C’è un grande impegno delle Forze dell’ordine e ci vuole molta educazione alla prevenzione per la sicurezza. Mai aprire la porta ad estranei, non dare confidenze a nessuno, non lasciare mai borse o preziosi sull’auto parcheggiata. Se possibile, nel giorno del mercato di Giovedì lasciar qualcuno in casa. E munirsi per quanto possibile di antifurto in abitazione.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione?

Moltissimo. Abbiamo tante famiglie e persone disagiate. Senza lavoro, soprattutto con problemi particolari per chi ha compiuto 50 anni ed è disoccupato. Per molte famiglie siamo a rischio povertà. A Castelnuovo ci sono almeno una cinquantina di casi su 3.500 abitanti. Fortunatamente ci sono la Caritas Parrocchiale e il Consorzio socio assistenziale del Chierese di cui facciamo parte. Il volontariato e il pubblico fanno la loro parte.

Cosa si può fare per affrontarli meglio?

Creare occasioni di lavoro; sportelli di ascolto come ha fatto la Caritas; circuiti di informazione per occupazioni e tutela delle persone e delle famiglie disagiate. Serve una profonda riforma dei servizi di occupazione e di assistenza.

Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune?

In primis la Caritas Parrocchiale ma anche la Croce Rossa Italiana di Castelnuovo don Bosco, il banco Alimentare, la Comunità Anna e Marco, il Lions Castelnuovo don Bosco, le Parrocchie……. Tanti gruppi e associazioni che sono coinvolti nel fenomeno della povertà.

Collaborano con il Comune?Se si, in che modo? Se no, come potrebbe svilupparsi una sinergia tra amministrazione e no profit?

Abbiamo una bella collaborazione con il volontariato e soprattutto con la Caritas. Un buon sportello di ascolto. Serve una maggiore coesione e concertazione tra pubblico e privato, parrocchie e consorzi socio assistenziali per un piano anti povertà ed aiuto all’occupazione. Bisogna lavorare ancora molto in questo settore.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?

Di sogni e progetti ne ho ancora tantissimi nel cassetto. Provo a dirne qualcuno ma riempirei la pagina:

– intanto veder un paese pulito, senza sacchi e immondizia sparsi o accumulati vicino ai bidoni; e soprattutto con la differenziazione dei rifiuti, per il loro riciclaggio;

– vedere un paese, ordinato, senza erbacce su strade, accogliente, e fiorito;

– dar la possibilità di disporre di strade asfaltate e con meno buche possibili;

– veder la manutenzione del patrimonio pubblico comunale, dalle Scuole ai cimiteri, alla sede Comunale, con recupero dell’acciottolato nei centri storici di Castelnuovo e Mondonio;

– ristrutturare un locale che possa accogliere la Biblioteca Comunale e il punto informativo turistico presso l’antico Tiro a Segno;

– completare il restauro della Confraternita di San Bartolomeo per farne un adeguata sala da concerto;

– render funzionale e recuperato l’antico Collegio salesiano don Bosco, di via Argentero, per attività ricettive, e di valorizzazione turistica del territorio, con enoteca e sala convegni;

– realizzare l’antico portico della Fonte Solforosa in frazione Bardella in sostituzione della struttura in cemento armato che contiene l’antica fonte;

– mantenere le attività artigianali e di commercio del paese che sono un’opportunità di occupazione e per l’economia del territorio, con il recupero delle antiche case dei nostri centri abitati per una rivitalizzazione dei centri storici;

– continuare a vedere il trionfo del paesaggio di vigneti e di boschi, inframmezzati a prati e coltivi sulle nostre colline, con gli innumerevoli percorsi da Vezzolano, a Cornareto, a S.Eusebio; da Ranello, a Mondonio, alla Madonna di Raseto e Valpinzolo, e quindi un ritorno dei giovani alla terra e alle nostre produzioni agricole e vinicole di alta qualità, attrattive per la Cultura ed il Turismo.

Ph. Andrea Cherchi

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