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Le Rubriche di ATNews - Speciale 118 Sindaci

Speciale 118 Sindaci: Intervista a Fabio Isnardi, Sindaco di Calamandrana

118 Sindaci: incontriamo Fabio Isnardi, Sindaco di Calamandrana.

Da bambino aveva mai immaginato di diventare sindaco?

Da bambino no. Volevo fare l’annunciatore dei treni in una stazione! 

Poi, da ragazzo, ho cominciato a interessarmi di politica, pur senza iscrivermi ad una sezione giovanile di un partito, e qualche idea ha cominciato a passarmi per la testa. Poi poco più che maggiorenne sono andato a parlare col Sindaco di allora e ho dato la mia disponibilità a candidarmi alle elezioni comunali successive, se l’avesse ritenuto utile. 

Com’è nata la Sua candidatura a sindaco?

Nel solco della continuità con l’amministrazione in carica nella quale io ero già Vicesindaco. Il Sindaco precedente, Massimo Fiorio non poteva più candidarsi. Ci siamo riuniti abbiamo sentito alcuni amministratori delle precedenti legislature, la cittadinanza, ed è stato proposto il mio nome.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?

Ho fatto tutta la trafila: Consigliere, Assessore, Vicesindaco, Sindaco.  

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stato eletto?

Una grande soddisfazione derivato dal fatto che in quel momento il clima “politico” in paese era abbastanza caldo; erano state presentate più liste, come mai era successo prima. Poi l’ho anche concepito come “premio” per avere svolto bene il mio ruolo di Vicesindaco.

Oggi il clima politico, in paese, mi sembra molto sereno e ne sono contento, forse è anche un premio per il lavoro di tutta l’Amministrazione. Abbiamo saputo rinnovare e innovare, portando molti giovani a cimentarsi in quella che io reputo essere una bellissima esperienza: occuparsi del paese in cui si vive e che si ama.

Quale è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?

Il primo mandato ha attraversato la più grande crisi economica italiana e, giustamente, i Comuni, come i cittadini, hanno dovuto fare molti sacrifici, il patto di stabilità non ci permetteva di fare quasi nulla; poi finalmente le regole di bilancio sono cambiate e un Comune come Calamandrana, che ha un bilancio sano, qualche soddisfazione se la può togliere.

Nel mio secondo mandato ho raccolto i frutti del lavoro svolto nel primo, sono state fatte importanti opere pubbliche, ma ho dovuto impegnarmi anche in una crisi aziendale che ha coinvolto la più grande azienda di Calamandrana. C’erano 150 persone che erano rimaste senza lavoro. E’ stato un lavoro impegnativo, lungo e complesso.

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?

Al continuo aggiornamento delle normative, alla lettura dei bandi di finanziamento per i contributi Regionali, Statali ed Europei, per capire se Il Comune può partecipare con i tanti progetti che abbiamo in testa o nel cassetto per far continuare a crescere il paese.

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?

Ce ne sono stati tre.

Siamo stati il primo comune della provincia ad avere istituito il “Registro delle Unioni Civili” ancora ben prima che ne fosse promulgata la legge, e abbiamo dato la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri residenti a Calamandrana, nati in Italia.

Poi abbiamo concesso l’uso della vecchia sede del comune a Calamandrana Alta, ad una associazione di ragazzi disabili (“ I Talenti”) che la usano per le loro attività,   gestiscono un circolo con un bar e che stanno avviando un sorta di  “albergo Etico”, con due stanza da affittare per i tanti turisti che, dopo il riconoscimento Unesco delle nostre colline, passano le loro vacanze sul nostro territorio.

Ultimo in ordine temporale, ma è una battaglia vinta dopo molti e molti anni di impegno, l’anno scorso abbiamo inaugurato i nuovi locali nel complesso scolastico, (finanziato con il nostro avanzo di bilancio) e abbiamo adeguato dal punto di vista sismico, elettrico ed antincendio, sia la parte nuova che la parte più vecchia della Scuola Primaria.   

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?

Le comunicazioni ufficiali e urgenti sono via SMS e avendo aderito al progetto della Provincia Asti Gov, è in fase di avvio anche la app del Comune. Poi ci sono gli incontri in comune, al bar, in piazza e il mio numero di cellulare è praticamente pubblico.

Soddisfatto di come porta avanti il suo incarico o no?  Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?

Devono essere i miei concittadini a dirlo, la mia sensazione è che lo siano, perché mi sento apprezzato e li ringrazio per questo. Io ci metto tutto l’impegno possibile perché rappresentare una comunità, ancor di più se è quella in cui si è nato e si vive da sempre, è una grandissima soddisfazione, un grande onore e merita un grande impegno da parte mia e di tutta l’Amministrazione Comunale.

Continuare? Si ragionerà in Consiglio Comunale e poi vedremo.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?

Tenere i piedi per terra anche se si ricopre un ruolo di grande responsabilità; per amministrare soldi pubblici bisogna essere più prudenti e saggi che con i propri, e quando si fanno delle scelte, bisogna sempre motivarle. Poi bisogna avere una visione di medio lungo periodo e immaginare il proprio paese con dieci anni di anticipo.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?

Meno burocrazia, meno cavilli, una vera semplificazione normativa. Ho aderito ad una iniziativa dell’ANCI che si chiama “Liberiamo i Sindaci” che ha come scopo il presentare una proposta di legge a riguardo.

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe fare di più.

Al momento non abbiamo ancora telecamere ma le stiamo installando in collaborazione con i carabinieri, serviranno a controllare gli ingressi principali al paese.

Spero serviranno da deterrente, come lo è una illuminazione pubblica capillare. Stiamo puntando molto sull’incremento di punti luce nelle nostre strade, anche le frazioni più’ lontane e con meno abitazioni ne sono dotate e li aumenteremo.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione? Di che tipo? Cosa si può fare per affrontarli meglio?

Il comune aderisce al consorzio CISA che ha la delega per l’assistenza sociale: sia per quanto riguarda i contributi economici alle famiglie in difficoltà, sia dei servizi domiciliari. Sono molto bravi ed efficienti, ma per fortuna non sono molti i casi di grave disagio sociale.

Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune? Collaborano con il Comune? Se si, in che modo?

C’è la Pro Loco che organizza, insieme al comune, le nostre manifestazioni. Il rapporto è ottimo. C’è la Protezione Civile sempre presente in ogni esigenza.  Poi abbiamo l’Associazione Sportiva Calcio e la Bocciofila.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?

Un sogno/progetto ci è stato finanziato. Da anni volevamo realizzare una pista ciclabile che unisse Canelli, Calamandrana e  Nizza. Il progetto sarà gestito dall’ “Unione Vigne e Vini” di cui io sono Presidente, ed ha la sede a Incisa Scapaccino. 

Il progetto ha una doppia validità: Servirà ai turisti, i cicloamatori, ma sarà anche molto utile per gli spostamenti in bicicletta dei residenti che raggiungono il loro posto di lavoro. Qui le strade sono molto trafficate e quindi pericolose per i ciclisti. Sarà una bella svolta. 

 

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