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Speciale 118 Sindaci: Intervista a Paolo Carlo Milano, Sindaco di Sessame

118 Sindaci: incontriamo Paolo Carlo Milano, Sindaco di Sessame.

Da bambino aveva mai immaginato di diventare sindaco?

Devo dire di no. Anzi fino ai 21/22 anni proprio non riuscivo a comprendere la “politica”.

Com’è nata la Sua candidatura a sindaco?

Nel 1994 ho cominciato ad avvicinarmi alla “politica” e nel 1995 mi sono candidato e sono diventato assessore.
Vedevo il mio paese un po’ “spento”. C’era la voglia di farlo crescere e con l’aiuto di tanti giovani incominciammo a provarci, finché nel 2014, il gruppo mi chiese di candidarmi a fare il Sindaco e da li è iniziata l’ avventura.

Aveva già qualche esperienza di tipo amministrativo o comunque nel settore pubblico?

Amministrativo sì. Nel 2000 ero già stato nominato consigliere della Fondazione della Cassa di Risparmio di Asti. E’ stato un incarico che mi ha fatto maturare e conoscere i comportamenti e le problematiche relative alla amministrazione di un ente di quel calibro. Poi sono stato assessore nel mio comune, e tutt’ora faccio parte della “Azienda Speciale” della “Camera di Commercio” dove si affrontano problemi legati al territorio ed al turismo locale.

Quale è stato il suo primo pensiero nel momento che ha capito di essere stato eletto?

Se durante la formazione della lista e del programma c’era molta adrenalina, appena eletto un po’ di paura mi ha preso,quella di non essere in grado di poter mantenere gli impegni presi con i miei cittadini. Ma la felicità per il risultato favorevole ottenuto nelle elezioni ci ha dato la forza per credere in noi.

Quale è stato (o è) l’impegno più complesso che in questa carica ha dovuto affrontare?

La non adesione all’Unione dei Comuni che aveva sostituito la Comunità Montana. Abbiamo scelto di starne fuori, ma è stata una decisione molto sofferta. Dire di no ai colleghi con i quali avevo lavorato nella precedente Comunità è stata dura. Però ho ritenuto in quel momento che fosse la scelta migliore quindi ho cercato di privilegiare in forma diversa i servizi di cui abbisogna il mio Comune.

A quale tipologia di materia o argomento deve dedicare più tempo?

Ci si deve impegnare sempre a 360 gradi.
Sicuramente la viabilità delle strade comunali richiede una cura (manutenzione) continua.
E poi devo essere vigile per poter mantenere i servizi a disposizione dei cittadini, nonostante le restrizioni di tipo finanziario e normativo che aumentano di continuo.

Fino ad oggi, quale è stato l’atto da Lei compiuto in carica, che Le ha dato più soddisfazione?

Ce ne sono stati molti. Prima di tutto l’avere eliminato le “divergenze” di base all’interno del paese. Oggi si lavora sempre tutti insieme con il solo obiettivo di risolvere al meglio i problemi della nostra Comunità.Poi siamo riusciti a fare crescere il “peso” del nostro paese a livello provinciale e locale.
Poi c’è il problema/ricchezza“giovani”(un quarto degli abitanti è minorenne). Abbiamo creato un impianto sportivo e ricreativo. Un’area ludica che serve anche come centro incontri ed è in sicurezza, e che ci ha dato anche l’opportunità di riutilizzare un’area che era degradata. Sempre dal lato “giovani” abbiamo creato un “Consiglio Comunale dei Ragazzi” che è anche ufficialmente registrato nelle attività della Regione Piemonte. Devo dire che per i nostri ragazzi abbiamo speso molte energie, il nostro compito è quello di invogliarli ad amare e a restare nel proprio paese per creare gli amministratori del futuro. Inoltre siamo riusciti a fare diventare aree degradate oggi fiori all’occhiello del paese, come la piazza all’entrata del paese recentemente ristrutturata con l’aiuto dell’Istituto d’arte di Acqui Terme ed intitolata ai Caduti di Nassirya.

In che modo (o in quali modi) comunica con i concittadini?

Cerco sempre di coinvolgere tutti i cittadini parlando con tutti e chiedendo anche a loro di consigliarmi soluzioni ai problemi che emergono. A questo scopo convoco anche almeno quattro incontri ufficiali ogni anno con tutta la popolazione, dove si presenta quanto fatto e quanto si ha in programma di fare.
Abbiamo la messaggeria telefonica per le comunicazioni urgenti sia di pericoli sia per inviti a manifestazioni.
I comunicati sono affissi nelle bacheche, e se necessito di ulteriore comunicazione, chiedo al parroco di dare annunci durante la Messa della domenica.

Soddisfatto di come porta avanti il suo incarico o no? Si augura di poter continuare per altri mandati amministrativi?

Ovviamente si. Anche perché vedo che i risultati arrivano. Poi, un po’ per la passione, un po’ perché ne vedo i frutti, mi piacerebbe continuare per migliorare ed ultimare il percorso che abbiamo intrapreso.
E sono anche soddisfatto per il grande rapporto collaborativo che si è creato con i funzionari Comunali colgo l’ occasione per ringraziare tutti i dipendenti degli uffici comunali che, ognuno nel proprio ruolo, da un forte e ottimo contributo al paese, e ringrazio tutti i consiglieri che ho con me in comune. Essi svolgono il loro ruolo con abnegazione, e anche con atti di volontariato nella cura del nostro paese.

Quali accorgimenti, che lei ha attuato, consiglierebbe ai colleghi per rendere l’azione del sindaco più efficace?

Non mi sento di dare lezioni ai miei colleghi.
Posso solo dire che incontrare i cittadini e ascoltarli sempre, anche le critiche è la cosa giusta da fare. Ma soprattutto dobbiamo resistere per dare un futuro ai nostri piccoli paesi e al nostro territorio.

Di cosa avrebbe bisogno un sindaco per fare funzionare meglio la macchina comunale?

Più finanze e sicuramente meno burocrazia. Anche ottenere una attenzione migliore da parte delle Istituzioni Regionali e Statali. Questi organi dovrebbero ascoltare di più, dovrebbero scendere sul territorio per capire le nostre realtà.
Inoltre certe decisioni da parte degli enti di riferimento ci hanno deluso e ci hanno fatto prendere un senso di scoramento. Fa molto male che in un bando siano stati assegnate finanze a comuni non “virtuosi” mentre nulla è arrivato ai comuni che come noi, hanno un avanzo di bilancio. E se si pensa che questo avanzo è riuscito grazie al nostro super impegno come amministratori facendo volontariato per non gravare sulle casse Comunali la cosa fa ancora più male.

Il problema sicurezza, nel suo Comune come è percepito dai cittadini? Cosa viene fatto e cosa, eventualmente, si dovrebbe fare di più.

E’ percepito, anche perché è molto legato all’età dei cittadini e noi di anziani ne abbiamo tanti, però fortunatamente non abbiamo avuto casi gravi ed estesi. Abbiamo i Carabinieri di Bubbio che sono sovente presenti. La polizia locale in convenzione con Canelli e Moasca.
Abbiamo già installato alcune telecamere all’entrata del paese. Stiamo rinnovando tutta l’illuminazione delle strade. Anche una migliore illuminazione rende migliore la percezione della sicurezza da parte dei cittadini.
Per quanto riguarda la “sicurezza” delle nostre strade, abbiamo (grazie all’ottimo lavoro del nostro ufficio tecnico) ottenuto dei fondi (del bando Nuovi Progetti) che abbiamo destinato proprio a questo.

Sono aumentati negli ultimi anni i bisogni sociali della popolazione? Di che tipo? Cosa si può fare per affrontarli meglio?

Inevitabilmente sono aumentati. Il problema più grande riguarda la sanità perché l’ospedale di Acqui è stato ridimensionato e di qua ci si rivolge all’ospedale di Alessandria molto più distante.
Ringrazio l’ASL di Asti che ha avviato un progetto che riguarda noi ed altri comuni denominato “Infermiera di famiglia”. Che fa prevenzione e segue molti casi a domicilio. Spero proprio che quest’attività possa continuare perché è molto valida.

Ci sono organizzazioni di volontariato nel suo Comune? Collaborano con il Comune? Se si, in che modo?

Si. La Pro loco in primis. Essa svolge un ruolo fondamentale e da una grossa mano nel realizzare quella idea di sussidiarietà indispensabile in un piccolo paese come il nostro. Abbiamo la Protezione Civile, sempre presente alle nostre manifestazioni e anche nei casi di necessità di ogni tipo.
Poi c’è il Gruppo Alpini, al quale va un mio grazie perché è sempre pronto a collaborare alle iniziative che si mettono in campo per la crescita del paese.

Ha ancora un sogno o un progetto tutt’ora nel cassetto, che vorrebbe poter realizzare?

I sogni vanno bene perché aiutano ad andare avanti, però cerco di stare con i piedi per terra.
Mi piacerebbe, attraverso delle attività di riqualificazione edilizia, pubblica e privata, per poter riutilizzare al meglio le diverse case disponibili, ma tutt’oggi vuote, che si trovano nel paese. Vorrei invogliare la gente, anche quella che viene a farci visita da fuori, a investire e a venire ad abitare qui.

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