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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

Massimo Martinelli: ”Il Barbaresco è più difficile da pronunciare, ma più facile da bere!”

Nella nostra narrazione digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, proponiamo un altro focus sul tema del Barbaresco tratto dalla lunga intervista realizzata da Marcello Pasquero, giornalista di Radio Alba, con Massimo Martinelli, uno dei personaggi più rappresentativi del mondo vitivinicoli dell’albese.

Tanti i temi trattati nella lunga conversazione, abbiamo estrapolato alcuni passaggi per inserirli nella nostra Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato: per questo, ringraziamo nuovamente Radio Alba, il suo staff e l’editore Claudio Rosso per la preziosa collaborazione.

Massimo Martinelli: ”Il Barbaresco è più difficile da pronunciare, ma più facile da bere!”

di Claudia Solaro

Massimo Martinelli è il simbolo di una vita passata nel mondo del vino. In questo speciale trattiamo il tema del Barbaresco, cui è dedicata la componente 3 del sito Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli.

Cosa pensa del Barbaresco Massimo Martinelli e quali sono i suoi ricordi legati a questo grande vino…

“Barbaresco è più difficile pronunciarlo … Però è più facile berlo! Il Barbaresco è un vino di eleganza straordinaria, sicuramente è un vino che ha successo perché è grande. 

Purtroppo vedete, anche nella storia, bisogna ogni tanto andare ad analizzare gli avvenimenti che sono successi. Pensate che verso la fine del 1800, il primo Preside della scuola Enologica di Alba, che era il famoso Dovizio Cavazza, lui aveva così idealmente detto “Noi dobbiamo fare una grande zona, comprendente il territorio del Barolo, il territorio del Barbaresco e del Roero e chiamarla Barolo”, pensate, un’idea all’avanguardia.

Ovviamente in quel frangente sono prevalsi i campanili, qui siamo molto legati … io mi sono permesso una volta, in una situazione, di dire “campanile” è una cosa importante, ma sapete perché? Perché noi da in cima al campanile possiamo vedere più lontano, non a chiudersi”…

E a Barbaresco hanno avuto questa idea di fare questo vino, e Cavazza è stato uno dei primi a chiamarlo Barbaresco.”

Una storia di contrapposizione con il Barolo…

“Nei documenti degli anni ’30 si leggeva “Barbaresco, fratello minore del Barolo” ma lo dicevano i produttori del Barbaresco! Però questa è una cosa assolutamente da dimenticare, oggi per fortuna la cosa è cambiata; il Barbaresco ha il suo percorso.

Ma adesso anche il Barbaresco ha trovato la sua strada e la sua consacrazione…

Il Barbaresco è un anno più giovane, perchè viene anche da terreni che sono diversi dalle marne del Barolo, se vogliamo meno austero, più immediato, di grande levatura e di grande, di grande successo. Dobbiamo anche avere il coraggio di dire che le Langhe sono un paese benedetto da Dio, perchè io credo che qualunque vitigno uno volesse coltivare sulle colline di Langa, fa dei grandi vini.

Infatti, anche noi ci siamo cimentati in questi cosidetti vitigni internazionali, Cabernet Sauvignon, Merlot, lo Chardonnay, Sauvignon, etcetera etcetera, e tiriamo fuori dei vini che sono veramente grandi. Perchè?

Siamo capaci a farli, questo è un elemento umano, e quindi mi riallaccio ad un ragionamento che abbiamo seguito andando alle conferenze dalla Fondazione Mirafiori, da Fontanafredda, il professor Scienza. Lui, che è un grande scienziato, ha detto: “Guardate, il vino non è un prodotto naturale, il vino è il prodotto dell’intelligenza dell’uomo, se non c’è uomo intelligente è inutile che stiamo qui a menarla, a dire che facciamo il vino”. Ed è la verità. Quindi, se noi abbiamo delle cognizioni attente per quanto riguarda la coltivazione della vigna per quanto riguarda la gestione della cantina possiamo fare dei grandi vini.”

Nella foto, Massimo Martinelli immortalato da Bruno Murialdo.

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Il Progetto “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” è realizzato grazie al contributo di:

Regione Piemonte

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Cooperativa della Rava e della Fava

Il Progetto ha ricevuto il Patrocinio di:

Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Comune di Asti

Comune di Nizza Monferrato

Comune di Vaglio Serra

Provincia di Asti