Anziani deceduti e lasciati in casa: l’allarme dell’Ordine degli Assistenti Sociali per “indifferenza generalizzata”

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Asti, donna anziana morta in casa 5 mesi fa, ora trovata mummificata.  Torino, anziano deceduto da tre mesi e nessuno aveva notato l’assenza.

“Come è possibile che i cittadini, i vicini di casa, l’amministratore di condominio non si siano accorti di nulla?”

A chiederselo è Barbara Rosina, presidente dell’ Ordine Assistenti Sociali del Piemonte.

Quanto sta accadendo, prima ad Asti ed ora a Torino, ha destato preoccupazione negli assistenti sociali piemontesi. Si parla di una generazione fantasma: vivono di fianco a noi, ma nessuno si accorge della loro presenza.

Mesi, giorni, ore difficili in cui stanno venendo a galla situazioni di grave povertà sia economica che culturale, e abbandono. Si tratta di un allarme sociale destinato ad aggravarsi nei prossimi anni.

I dati Istat dicono che entro il 2065 la vita media crescerebbe di oltre cinque anni per entrambi i generi, giungendo a 86,1 anni e 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne. L’età media della popolazione passerà dagli attuali 44,9 a oltre 50 anni nel 2065. Si prevede un picco di invecchiamento che colpirà l’Italia nel 2045-50, quando si riscontrerà una quota di ultrasessantacinquenni vicina al 34%.

Rosina ha espresso i suoi timori circa il dilagarsi di un’indifferenza generalizzata: “I cittadini, i vicini di casa, l’amministratore di condominio, nessuno di loro si è accorto dello stato di disagio in cui versava il nipote della donna anziana che è arrivato a perdere la casa?”

“L’episodio di Asti – afferma in particolare Rosina – evidenzia un deficit di informazione tra la popolazione che non consente di sapersi rivolgere nel posto giusto. Sappiamo che molti Comuni, ad esempio, offrono i funerali di povertà per gli indigenti. A supporto di questa particolare fascia d’età, le strutture ed i servizi non mancano. Tuttavia occorre che tutti professionisti impegnati nella cura orientino le persone perché possano usufruire delle risorse a loro disposizione e i loro diritti, di conseguenza, non vengano lesi”.

 

[Fonte foto: http://www.oaspiemonte.org]

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