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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

Nello Scagliotti: “Accogliamo i turisti aprendo gli Infernot “ fotogallery video

La Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato prosegue con una tappa speciale: ci addentriamo in un Infernot, quelle uniche realtà legate al mondo del vino che caratterizzano il Monferrato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità.

claudio e nello scagliotti

A Camagna, abbiamo avuto l’opportunità di visitarne uno: quello di Nello Scagliotti, ancora illuminato da candele, che ci porta indietro nel tempo, raccontando storie antiche e tradizioni che rischiano di andare perdute.

Nello Scagliotti: “Accogliamo i turisti aprendo gli Infernot “

di Claudia Solaro

Nello Scagliotti, una vita da dipendente comunale, poi anche Sindaco, ha sempre aperto le porte a tutti, per portare i turisti a visitare un Infernot. Le prime foto degli infernot per farli conoscere al mondo sono proprio del suo, nel 2002, quando era Sindaco di Camagna, e furono utilizzate per materiale promozionale dalla Regione e dall’Ecomuseo.

Cosa vuol dire avere un Infernot da queste parti?

Significa essere sempre “impegnato”, perchè lo metto a disposizione di tutti. Raccolgo, in un quaderno, le impressioni e le firme di alcuni dei visitatori: in due anni ne ho collezionate 2000, considerando che per i gruppi normalmente firma solo uno, di gente ne è passata molta di più, da tutto il mondo.”

Arabi, cinesi, australiani, russi, francesi: un suggestivo racconto di quello che è il fermento del turismo in questa zona, che funziona grazie alla forte collaborazione tra privati.

Come arrivano, i turisti, a visitare il suo infernot?

“Vengono mandati dai ristoranti, dai bed&breakfast: i gestori sanno che io sono disponibile e, quando qualcuno dei loro clienti chiede di poter visitare un infernot, mi chiamano. Io lo preparo e loro vengono a vederlo.”

Tutte le cantine delle case locali hanno un infernot, ma a Camagna, l’Infernot per eccellenza è quello di Nello, sempre disponibile ed affabile per far conoscere questa realtà così particolare a cui il riconoscimento da parte dell’Unesco a dato grande risalto.

In effetti, c’è un lavoro di preparazione prima di accogliere i visitari: Nello deve accendere tutte le candele predisposte per l’illuminazione, perchè il suo infernot è rimasto come alle origini. Scendendo le ripide scale dalla cantina, alla luce delle candele, ci si immerge nell’atmosfera originale di come sono stati concepiti, alla fine del ‘700. Un’atmosfera suggestiva, in un ambiente dalla temperatura costante, di 12 gradi, sia in estate sia in inverno, nicchie aperte ed alcune murate, come tradizione vuole. Già, perchè l’Infernot non racconta solo la storia della perfetta conservazione del vino, ma anche di antichi rituali, che Nello ci spiega.

Era tradizione, ed ancora lo è nella mia famiglia, che quando nasceva qualcuno, si prendevano una trentina di bottiglie dell’annata, le si mettevano in una nicchia dell’infernot, e poi le si murava, segnando sull’esterno le iniziali del nuovo nato e l’anno. Al compimento dei 18 anni e, una volta, dopo la visita di leva, i ragazzi buttavano giù il muro e festeggiavano con il vino della loro annata; le ragazze lo utilizzavano invece al momento del matrimonio. Chi non si sposava, non poteva gustare il vino della sua annata. Sono tradizioni che i più lasciano, ma che vanno raccontate e mantenute vive.”

Ecco perchè si diceva che l’Infernot non solo conserva, ma anche racconta la storia delle persone che qui sono nate: da Nello, troviamo ancora una nicchia murata nel 1946, con le iniziali di una cugina che mai si è sposata.

Dopo il riconoscimento Unesco, cosa è cambiato?

“Sicuramente è aumentato l’arrivo di turisti, però proprio questo ha fatto emergere una criticità: essendo il territorio Patrimonio dell’Umanità per via degli Infernot, questi dovrebbero essere sempre visitabili, invece per lo più sono aperti poche volte all’anno.”

Come fare dunque per migliorare l’accoglienza?

Basterebbe che i nove Comuni della Core Zone si suddividessero le aperture, per esempio un mese per uno, a rotazione, affinchè per tutto l’anno il turista possa trovare, sul territorio, qualche infernot aperto e visitabile.”

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Il Progetto “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” è realizzato grazie al contributo di:

Regione Piemonte

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Cooperativa della Rava e della Fava

Il Progetto ha ricevuto il Patrocinio di:

Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Comune di Asti

Comune di Nizza Monferrato

Comune di Vaglio Serra

Provincia di Asti