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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

Daniele Limonetti: “A Cella Monte siamo stati precursori del processo di valorizzazione del territorio” fotogallery

Ancora una tappa del nostro progetto “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato”, ancora in Core Zone 6, ancora nell’affascinante borgo di Cella Monte, con le sue case caratterizzate dalla Pietra da Cantoni a vista.

Come anticipato nell’intervista al sindaco Maurizio Deevasis fin dalla fine degli anni ’70 questo vivace Comune del Monferrato casalese, sotto la spinta dell’allora Sindaca Fiorella Coppo, avviò un lavoro di sensibilizzazione degli abitanti che ha portato, nel corso degli anni, ad un cambiamento estetico (e non solo) delle abitazioni di Cella Monte.

Ci spiega il tutto più nel dettaglio l’Assessore Daniele Limonetti, che ha seguito da vicino, gli interventi per riportare ad antico splendore i palazzi signorili e le case, togliendo l’intonaco dai muri e riportando a vista la Pietra da Cantoni.

Daniele Limonetti: “A Cella Monte siamo stati precursori del processo di valorizzazione del territorio”

di Claudia Solaro

Daniele Simonetti, toscano trapiantato a Cella Monte da mezzo secolo, ci racconta quella che, già quarant’anni fa, fu una rivoluzione per il piccolo comune nel cuore della Core Zone numero 6.

Siamo nella seconda metà degli anni ’70, alla guida di Cella Monte c’è la Sindaca Fiorella Coppo, che viene ricordata per il grande lavoro di arricchimento che ha svolto per tutta la vita a favore del suo paese.

Qual è stata la vera “rivoluzione” che ha riguardato Cella Monte e i suoi abitanti?

Fiorella era una persona all’avanguardia, ci vedeva lungo: a partire dal 1976, insieme all’architetto Teresa Rossi e a me, abbiamo intrapreso un lungo lavoro di sensibilizzazione dei compaesani per riportare a vista la Pietra da Cantone con cui è costruita ogni casa, nella nostra zona.”

Un lavoro importante, non solo per la bellezza che si può apprezzare visivamente salendo per Cella Monte, ma soprattutto di salute per gli abitanti.

“Le case erano tutte coperte da intonaco, che, coprendo la pietra da cantone, molto porosa, creava condizioni di forte umidità nelle abitazioni, sia in primavera, sia in autunno. Facendo capire alla gente che l’intervento aveva un obiettivo molto importante, quello del risanamento delle case, al di là di quello estetico, dal 1976, a poco a poco, sono state tantissime le costruzioni in cui è stata riportata alla luce la bellezza nascosta nel tempo, oltre la salubrità.”

Un lavoro minuzioso, che ha riguardato, in quarant’anni, la maggior parte delle case di Cella Monte. Il colpo d’occhio è straordinario, un borgo di rara bellezza che racconta una cura minuziosa.

Non è stato facile convincere gli abitanti, ma la Sindaca, con questo e con altri interventi, ha fatto rifiorire il Comune: i prezzi delle case sono saliti e sono quasi tutte abitate, non abbiamo problemi legati all’abbandono, Cella Monte è bello e vivace, il centro storico è bellissimo ed è arricchito da giardini meravigliosi”.

Anche il colpo d’occhio che regala la facciata dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni è straodinario: anche questo, frutto di un lavoro di riscoperta della casa parrocchiale, che aveva nascosto tutta questa bellezza ma che è stata riportata a nuovo.

“A Cella Monte siamo stati precursori del processo di valorizzazione del territorio”.

Non serve altro che venire a visitarlo, provare per credere!

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Il Progetto “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” è realizzato grazie al contributo di:

Regione Piemonte

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Cooperativa della Rava e della Fava

Il Progetto ha ricevuto il Patrocinio di:

Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Comune di Asti

Comune di Nizza Monferrato

Comune di Vaglio Serra

Provincia di Asti