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Medici astigiani hanno raccontato esperienze di cooperazione internazionale

Quante cose hanno raccontato i quattro medici astigiani, cooperanti in Africa, riunitisi lunedì scorso, 23 aprile, in Municipio di fronte a una platea attenta e partecipante.

Loro, cresciuti alla più rassicurante organizzazione della sanità europea, implicati a capire quelle tradizioni e lingue locali, alle prese coi pensieri e le fatiche di una lontananza e di una scelta certamente non da tutti. Ma non per questo così straordinaria e anomala.

Graziella Reviglio è pediatra, Paolo Crivelli è infettivologo, Rino Barbero è ginecologo, Emilio Varni è chirurgo, sono astigiani di nascita o adozione, e hanno lunghi anni di esperienza clinica e di cooperazione, prevenendo e curando in Nigeria,Tanzania, Zambia.

Scorrono rapidamente le immagini di quei Paesi, afflitti da una concentrazione di patologie che altrove sono ormai scomparse o controllate, una diagnosi delle realtà dove convivono insieme modernità e arretratezza, e la geopolitica si apprende dai farmaci che utilizzi, e dall’influenza dei capitali stranieri.

Qualcuno ha detto “non sono le guerre conclamate a creare problemi ma problematiche di natura locale, criminalità, malaffare, gestione della logistica”.

Eppure la cooperazione internazionale, ridotta ormai a lumicino, funziona e cifre che qui sono irrisorie là moltiplicano la loro efficacia, grazie anche alla formazione del personale e all’organizzazione di sanità di villaggio e di distretto. “Di certo non hai il medico sotto casa e ogni giorno, e ti devi fare chilometri, inutile contarli quando non stai bene”.

Qui il medico cooperante assicura una qualità di intervento che si rivela ancora più alta se rapportata alla organizzazione e dotazione disponibile e va ben oltre la stretta competenza della specialità ospedaliera da cui proviene.

Presente all’incontro la direttrice dell’Asl AT Ida Grossi con l’assessora Mariangela Cotto che preannuncia altri incontri “per guardare il mondo e la solidarietà, con gli occhi di chi li ha visti e praticati”.

A cura della Banca del Dono dell’Assessorato Politiche Sociali e Cooperazione internazionale prosegue la raccolta di farmaci che sostiene personale sanitario astigiano impegnato direttamente o tramite Organizzazioni.