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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

Cesare Chiesa: ”Tutti devono essere consapevoli dell’invidiabile ricchezza che abbiamo tra le nostre mani” fotogallery

Con la rubrica “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale di Langhe-Roero e Monferrato” vi stiamo raccontando, attraverso interviste, foto e video, il territorio riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Dopo aver fatto tappa in cinque Core Zone, ci spostiamo oggi nella Core Zone 6, per raccontare “Il Monferrato degli Infernot”.

cesare chiesa rosignano

Lo facciamo iniziando dalla testimonianza di Cesare Chiesa, Sindaco di Rosignano Monferrato, che ci racconta come si è arrivati fino a qui e come il suo paese sta vivendo questa importante opportunità.

Cesare Chiesa: ”Tutti devono essere consapevoli dell’invidiabile ricchezza che abbiamo tra le nostre mani”

di Claudia Solaro

“Il Monferrato degli Infernot”, per chi non ha ancora avuto la fortuna di visitarlo, rappresenta una piacevolissima scoperta. Panorami mozzafiato, con colline meravigliose tavolozze di colori in una natura incontaminata, intorno a vallate che racchiudono segreti preziosi e regalano la pace dei sensi.

Rosignano Monferrato è uno dei Comuni della Core Zone 6, ed è guidato da Cesare Chiesa, vulcanico primo cittadino del caratteristico paese monferrino, fiero di essere parte di un percorso di sviluppo locale iniziato da tempo e coronato dal riconoscimento da parte dell’Unesco.

Cosa è cambiato con il riconoscimento del territorio di Rosignano che, insieme ad altri otto Comuni del Monferrato, con i suoi paesaggi e i suoi Infernot, è diventato Patrimonio dell’Umanità?

Il riconoscimento da parte dell’Unesco è arrivato a coronamento di un lavoro che l’amministrazione comunale già dal 2012 aveva avviato per la valorizzazione turistica ed enogastronomica del territorio, una terra già conosciuta grazie al Grignolino del Monferrato Casalese DOC, che si sviluppa sulla pietra da cantone, peculiarità del nostro territorio.

Rosignano Monferrato è un comune molto attivo, come avete affrontato il cambiamento seguito al riconoscimento?

Il riconoscimento ricade su un territorio comunale caratterizzato da una cultura vivace, con un archivio storico ricchissimo, in cui sono conservate pergamene risalenti al XIII secolo che trattano già allora della vite. Questo patrimonio è molto importante e lo stiamo analizzando perché ritengo che la cultura immateriale sia fondamentale per conoscere e mantenere il nostro territorio.

La cultura si trasforma anche in diverse manifestazioni nel corso dell’anno: dai “Ricami divini”, con ricamatrici da diversi Paesi del mondo, a Golosaria, Riso e Rose, Vendemmia in Arte e tanti altri eventi. E poi c’è l’enogastronomia, con i suoi vini, le sette De.Co. e il Cantoncino Rosignanese, biscotto ispirato alla pietra da cantone, unico nel suo genere (che potrete conoscere in un’altra tappa delle nostre narrazioni digitali, ndr).

Attraverso quali altre azioni passa per Lei la valorizzazione del territorio?

Valorizzare significa per noi rendere bello il nostro paese, sia per chi ci vive, sia per cui viene a visitarlo. E il bello è inteso in tutti i sensi, non solo quello delle ricchezze paesaggistiche, ma anche quelle sociali e relazionali: la viticoltura è essenziale ma ancora di più lo è trattenere i giovani sul territorio, per far si che tutto questo possa essere mantenuto nel tempo.

Ed è molto importante il ruolo che stanno svolgendo, per il paese, i nostri giovani: abbiamo creato un’aps che, grazie proprio a loro, gestisce l’ufficio turistico che è aperto tutti i fine settimana.

Senza dimenticare l’Associazione dei trifolau ( che andremo a conoscere nei dettagli in un’altra intervista, ndr) per promuovere la Valle Ghenza, che ci dona tartufi bianchi che nulla hanno da invidiare ai più ben noti tartufi albesi.

Abbiamo anche deciso, come Comune, di sostenere il Master in Sviluppo Locale, dell’Università del Piemonte Orientale, che si svolge annualmente al Polo Universitario di Asti, contribuendo con 5 mila euro: la ricerca scientifica e il rapporto con il mondo della scuola sono fondamentali per la tutela del territorio.

Un altro esempio è quanto sta facendo la Scuola Luparia di San Martino di Rosignano, con un grosso lavoro di ricerca per tutelare il territorio contro i danni da flavescenza dorata.

Un paese dunque ricco, non solo di bellezza e di storia, ma di idee e di attori sociali pronti a darsi da fare. Qual è il ruolo dei privati in questo contesto?

L’Unesco ha creato una prestigiosa cornice che dà grande rilevanza, per il suo essere un soggetto percepibile da tutti, a ciò che stavamo già facendo da anni.  

Sono stati numerosi gli incontri con tutte le realtà del territorio per crescere tutti insieme: i privati si danno da fare, stanno anche aumentando le attività legate al turismo, come i bed&breakfast, e tutti sono orientati verso l’accoglienza. Il recente week end di Golosaria Monferrato, che abbiamo ospitato anche qui a Rosignano, ne è una conferma, con 5000 presenze ed ottimi riscontri per tutti.

L’Unesco ha riconosciuto il territorio del Monferrato Casalese per i suoi Infernot. Ce ne può parlare?

A Rosignano abbiamo ben 69 Infernot, tutti censiti fin dal 2012, quando, ancora prima riconoscimento, avevamo capito l’importanza di questi antichi gioielli che tutte le case custodiscono. Non tutti sono aperti, la maggior parte è privata, ma anche il Comune ne ha due suoi, sempre visitabile grazie ai giovani volontari dell’Info Point.

Quali sono per voi le sfide per il futuro?

Bisogna prima di tutto far si che tutti gli attori locali raggiungano la consapevolezza della invidiabile ricchezza che abbiamo nelle nostre mani. Ovviamente servirebbero interventi sulle infrastrutture per migliorare l’accoglienza: se con il progetto Senza Fili Senza Confini abbiamo risolto il problema delle reti web, la grande questione è legata alla viabilità, sopratutto allo stato in cui versano le strade provinciali.

Bisogna inoltre imparare a lavorare tutti insieme, tra Comuni, per valorizzare le peculiarità di ciascuno: se tutti i nostri punti di forza venissero valorizzati, avremmo una grande carta da giocare per la promozione di tutto un territorio.

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Il Progetto “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” è realizzato grazie al contributo di:

Regione Piemonte

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Cooperativa della Rava e della Fava

Il Progetto ha ricevuto il Patrocinio di:

Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Comune di Asti

Comune di Nizza Monferrato

Comune di Vaglio Serra

Provincia di Asti