Lettere al direttore

Avvento Revigliaschese: grande emozione per lo spettacolo “Scatti”

Riceviamo e pubblichiamo.

Si chiama semplicemente “Scatti” lo spettacolo portato in scena nella Chiesa di Sant’Anna e San Martino di Revigliasco dalla Compagnia “Gli Instabili” dell’Associazione di Volontariato “La Carovana” di Alba nel pomeriggio di venerdì 8 dicembre, Festa dell’Immacolata. Si è trattato del secondo appuntamento dell’Avvento Revigliaschese, dopo quello dell’Organista cuneese Luca Benedicti, in attesa dell’incontro di domenica prossima, 17 dicembre, con la Banda Musicale di Canelli che accompagnerà la comunità locale all’appuntamento “clou” della Sacra Rappresentazione della Natività la sera del 24 dicembre, giunta ormai alla dodicesima edizione sempre in crescendo, anno dopo anno, anche come presenze di pubblico.

E tornando all’esibizione di venerdì, molti si sono chiesti il significato di “Scatti”, titolo che sa quasi di superficialità, di vuoto impalpabile. Ma un motivo c’è ed è molto serio perché un “fotografo” che fa parte dei volontari riprende continuamente i personaggi nel loro momento naturale quando non esistono pose ma tutti si esibiscono per quello che sono, per quello che rappresentano all’istante. Gli attori sono chiamati da sempre “diversamente abili” e non coltivano sogni o speranze di un futuro sotto i riflettori o alle luci dello spettacolo dei “flashes” dei fotografi: non hanno inibizioni, né condizionamenti ma ognuno interpreta la sua parte a modo suo. Ed ecco il significato della manifestazione che il canovaccio scritto da Marco Brovia e Simona Colonna, con la regia di Stefania Borgogno, vogliono evidenziare. E come stupendo contorno risaltano ed illuminano le canzoni eseguite da Fabrizio Gonella e da Ilaria Marello, che fanno quasi da spartiacque tra una scena e l’altra.

Si dice sovente, in momenti di particolare esaltazione, di aver assistito a qualcosa di straordinario: ebbene, venerdì scorso, il numeroso pubblico presente ha vissuto un’esperienza davvero speciale. E, quasi alla fine dello spettacolo, mentre tanti occhi si riempivano di lacrime e molte represse superficiali conclusioni si scioglievano davanti a tanta franchezza vorrei puntualizzare le due ultime battute finali: la prima sgorgata di getto da una simpatica e spregiudicata “attrice” del gruppo che si è domandata “…perché qualcuno sovente ci chiama “matti”.E lei: “Io penso che voi siate più matti di noi, solo che non lo volete ammettere”: una risposta che deve portarci a riflettere profondamente .

L’ultimo saluto è giunto da Silvana, revigliaschese, vero “miracolo vivente” in fatto di longevità, da anni ospite del Cottolengo di Alba. Ha fatto gli auguri di un Buon Natale chiedendo ripetutamente a tutti di volersi bene gli uni gli altri perché l’amore è il solo comandamento che può salvate il mondo. Pensate un po’, le stesse parole che un certo Gesù di Nazareth, quasi duemila anni fa, raccomandava ai suoi discepoli prima di salire al Patibolo per soffrire, patire ed aprire a tutti le porte del Paradiso.

Aldo Marello Cerot