Riattivazione delle linee ferroviarie Unesco: il M5S invita il presidente della Provincia di Asti a prendere posizione

Nei giorni scorsi i consiglieri del Movimento 5 Stelle insieme al deputato Paolo Nicolò Romano  e al consigliere regionale Federico Valetti hanno inviato una lettera aperta al sindaco di Asti e al presidente della Provincia di Asti.

Tema: la riattivazione delle Linee ferroviarie Unesco in occasione del tavolo tecnico di mercoledì 25 ottobre, alla presenza dell’Assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco.

Una delle principali preoccupazioni dei politici pentastellati è la presenza di polveri sottili nell’aria, inquinamento che una riapertura delle linee e il conseguente uso del treno da parte dei cittadini potrebbe abbassare.

Nella lettera si legge infatti “Come certamente saprà, la Direttiva 2008/50/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 stabilisce in 50 μg/m3 il valore limite giornaliero che non deve essere superato per più
di 35 giorni per anno civile e la Commissione europea ha recentemente avviato una nuova procedura precontenziosa (caso EU Pilot 4915/13/ENVI) in merito alla non corretta applicazione della Direttiva 2008/50/CE, a causa dei superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite del materiale particolato PM10 sul territorio italiano”.

“Le Regioni del Bacino Padano presentano specifiche condizioni orografiche e meteoclimatiche (con scarsità dei venti, instaurarsi di frequenti situazioni di inversione termica, ecc.), che favoriscono la formazione e l’accumulo nell’aria di inquinanti, con particolare riferimento a quelli secondari quali le polveri sottili. Tali fenomeni, uniti ad un prevalente utilizzo delle auto private quali mezzi di mobilità sia in ambito urbano che per gli spostamenti pendolari, producono situazioni di inquinamento particolarmente diffuse che, in caso di permanenza dei superamenti in atto,
porteranno ad una sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Tale condanna si tradurrebbe con l’imposizione di sanzioni economiche di entità molto rilevante attraverso la riduzione dei Fondi Strutturali per l’Italia con ripercussioni negative sulla possibilità di operare investimenti sul territorio regionale, provinciale e comunale”.

Nel caso specifico di Asti è i dati dell’ARPA relativi allo sforamento delle polveri sottili nella nostra città sono preoccupanti: nel corso del 2016 si è sforato per 71 giorni il limite previsto per le polveri sottili PM10; nel primo semestre 2017 si è sforato per 43 giorni il limite. Il problema dell’inquinamento atmosferico interessa diffusamente tutta la Provincia di Asti, in special modo la valle Tanaro e la valle Belbo.

“Ritenendo che il problema debba essere affrontato e risolto adottando misure strutturali, da affiancare a quelle emergenziali approvate dalla Regione, pare necessaria una riflessione sui collegamenti del nostro territorio “.

Il percorso fu interrotto nel 2010 per il cedimento della galleria “Ghersi” e dei versanti all’imbocco, con limitazione della tratta fino a Castagnole delle Lanze con contestuale riduzione dei viaggiatori, dovuta anche alla rimodulazione degli orari ed alla soppressione del servizio durante i mesi estivi.

Nel 2012 la linea tra Asti e Alba con il relativo tronco verso Alessandria, venne sospesa e sostituita da un servizio su gomma. Al momento della sospensione della linea ferroviaria la frequentazione giornaliera era pari a circa 2.000 passeggeri; secondo i dati ISTAT sul pendolarismo, nel 2011 il numero di pendolari per motivi di lavoro tra le città di Alba e Asti è stato pari a circa 3.000 unità, ogni giorno, andata e ritorno; numero che sale a circa 5.000 unità se si considerano anche gli spostamenti tra l’intero bacino e l’esterno, come dai dati rilevati dall’AMP nel 2015.

Il numero attuale di spostamenti sistematici tra le due città è aumentato per via dell’accorpamento dei rispettivi tribunali presso la sede di Asti; vanno inoltre considerati gli spostamenti estemporanei, in continuo aumento grazie ai flussi turistici che beneficiano ora anche del riconoscimento Unesco.

“Sembra quindi ragionevole ipotizzare che la riattivazione della linea possa portare ad una riduzione del traffico pari ad almeno 1.000 auto che attualmente ogni giorno entrano ed escono dalla città, ingorgando C.so Savona, C.so Don Minzioni e C.so Torino, senza contare l’ulteriore riduzione a livello di bacino complessivo” continua la lettera.

La Regione Piemonte ha espresso la volontà di acquistare il servizio per la linea in oggetto dal soggetto vettore (Trenitalia) se la riapertura della linea fosse stata condivisa da tutti i soggetti interessati (Comuni interessati dal tracciato e Provincia di Asti) attraverso la firma di una convenzione. Acquistato il servizio da parte di Regione Piemonte, RFI è tenuta a rendere la linea fruibile a suo carico, con progettazione e realizzazione degli interventi necessari

“Il Comune di Asti ha firmato e approvato con Delibera della passata Giunta la bozza di convenzione, ma il nuovo Sindaco non si è ancora espresso in merito”.

Ecco allora cosa chiedono i consiglieri del M5S: al primo cittadino Maurizio Rasero “la ratifica della bozza di convenzione con Delibera della Giunta comunale, così da ribadire la posizione favorevole del Comune di Asti” e al presidente della Provincia, Marco Gabusi, “di prendere posizione in merito al fine di tutelare la qualità dell’aria e
la salute dei cittadini della valle Tanaro e della valle Belbo”.