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Piscina e impianto a pirolisi ad Aramengo: conclusi i primi quattro tavoli tecnici

Si sono conclusi i tavoli tecnici proposti dall’amministrazione comunale di Aramengo per un’analisi più approfondita del progetto che prevede la costruzione di una piscina alimentata da un impianto a pirolisi. L’obiettivo è dare voce ad esperti e creare un iter aperto alla cittadinanza in modo da porre le basi per un progetto il più possibile condiviso.

“Sono stati momenti informativi e formativi per tutti i partecipanti” ha commentato l’architetto Dino Barrera, originario di Capriglio, chiamato dalla stessa amministrazione per mediare i tavoli come esperto super partes.

Una figura necessaria visti gli scontri che hanno accompagnato fin dalle prime battute la proposta del Comune e l’approvazione della Variante al Piano Regolatore che riguarda l’area in cui la piscina potrebbe essere costruita, la collina di frazione Canuto.

Contrari al progetto i membri del Comitato Amici di Canuto che temono gli impatti ambientali che un progetto di questo genere potrebbe avere sul territorio

“Il conflitto c’era e necessitava di essere governato – continua Barrera – I tavoli sono stati una buona occasione per far rientrare allo stato della realtà lo scontro, per capire qualcosa in più del progetto dai suoi vari punti di vista”.

Ai tavoli hanno preso parte esperti segnalati dai cittadini. Sono intervenuti ad esempio Dario Rei, docente di Sociologia e socio dell’associazione Frutteto di Vezzolano di Albugnano, Angelo Porta presidente di Legambiente Asti, ingegneri e tecnici.

“Questo primo giro mi è parso di buon livello con esperti che sapevano bene di che si parla. Abbiamo riportato alla ragione e alle giuste dimensioni il tutto”.

Il livello di conflittualità iniziale si è smorzato rientrando nella dinamiche di un confronto e sul piano della discussione. “Si può essere a favore o contro ma ora si hanno degli strumenti in più per giustificare la propria idea e posizione”.

Arrivare a questo punto non è stato semplice. Dopo il primo incontro dedicato al problema urbanistico, lo scorso luglio, gli Amici di Canuto,  pur di bloccare l’iter progettuale hanno fatto ricorso al TAR (Tribunale amministrativo regionale) per rendere nulla la Variante.

Una mossa che ha come obiettivo evidente quello di impedire la realizzazione di piscina e impianto, ma che in realtà non può fare altro che bloccare  la destinazione di aree a servizi nel caso di realizzazione di un impianto sportivo. La collina di Canuto, infatti, la cui sommità risulta tagliata, ospita già un campo da calcio e da piano regolatore la sua destinazione è quella dell’impiantistica sportiva. “La Variante intende destinare delle aree limitrofe alla realizzazione di servizi. Se il TAR dovesse accogliere il ricorso potrebbe per assurdo succedere che l’impianto sportivo venga realizzato senza però la possibilità di fornire servizi” specifica Barrera.

Più circoscritti i temi degli incontri successivi. Si è parlato di economicità del progetto e della tecnologia della pirolisi, cercando di fornire le maggiori informazioni possibili. Una tecnologia che non ha emissioni (produce energia in assenza di ossigeno) e che necessita di un impianto relativamente piccolo, nulla a che vedere con le grosse centrali di energia elettrica. Necessita per il suo funzionamento di materiale legnoso che potrebbe essere fornito da 3 camion al giorno.

Dagli incontri è anche emerso che l’impianto potrebbe essere l’occasione per iniziare un discorso di gestione dei boschi, molti lasciati allo stato di abbandono, per rimettere in piedi una filiera del legno locale.

Di nuovo più delicato l’ultimo tavolo, quello dedicato all’impatto ambientale, tavolo a cui il sindaco Cristiano Massaia non ha voluto partecipare motivando così la sua decisione: “Con la presente intendo comunicare la mia assenza a tale incontro anche solo come uditore. E’ un’assenza voluta e personale e non del Comune di Aramengo che il tavolo ha istituito con regolare delibera come atto amministrativo da me proposto, doverosa però dopo aver letto ancora una volta una posizione capziosa e ipocrita da parte del soggetto Comitato Canuto nei confronti del nostro pubblico operare e che disconosce il ruolo dell’istituzione che rappresento e ogni azione democratica volta alla comprensione dei fatti veri e concreti nel merito, irridendo i legittimi atti e il processo partecipativo istituzionale avviato”.

Il primo cittadino stesso riconosce tuttavia che il secondo e terzo tavolo hanno trovato “una seria interlocuzione e gli approfondimenti necessari avviando un proficuo lavoro” e ringrazia i tecnici che hanno messo a disposizione le loro competenze.

“La realizzazione o meno del progetto è questione di scelte politiche – conclude Barrera – ma l’aspetto positivo è che si stia man mano creando una maggiore consapevolezza. I tavoli pongono le premesse per fare un ottimo lavoro”.