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Le Rubriche di ATNews - Comunicare la bellezza

Marcello Pistone: “Combattiamo la crisi prendendoci cura del cliente” video

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Nuovo appuntamento con “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato”: siamo di nuovo nella Core Zone numero 5 “Canelli e l’Asti Spumante” dove incontriamo i fratelli Pistone, della storica, omonima bottega, tappa da non perdere per un tuffo nella storia dei tempi che furono.

bottega pistone canelli

Marcello Pistone: “Combattiamo la crisi prendendoci cura del cliente”

di Elisa Grasso

La bottega Pistone Luigi Snc, a Canelli, non ha bisogno di grandi presentazioni. Vanta 150 anni di storia canellese (quattro generazioni) ed è sopravvissuta al terremoto del 1944, alla guerra in cui ha rifornito tedeschi e partigiani e alle 4 alluvioni del ’48, ’51, ’68 e ’94.
Nell’emporio Pistone non esistono frenesia, carrelli e luci accecanti, tipici dei supermercati.
I due fratelli, Marcello classe ’33 e Piero classe ’41, dietro al bancone acquistato da papà Luigi, accolgono con simpatia ogni cliente dedicandogli tutte le attenzioni possibili.
Ad un occhio estraneo, il magazzino può sembrare un labirinto, ma ogni cosa è riposta con precisione e i Pistone conoscono ogni dettaglio, ogni angolo della propria “casa”.

Qual è il segreto per combattere la concorrenza spietata con i supermercati?

Per noi, ogni cliente merita attenzione e cura. Ne conosciamo la famiglia, gli antenati e le esigenze. Nella nostra bottega la fretta non è contemplata, diamo consigli e non abbiamo interesse a vendere a tutti i costi. Siamo compaesani e spesso i clienti ci vengono a trovare anche solo per scambiare due chiacchiere o discutere sui tempi migliori della semina.
L’esperto in agricoltura era nostro fratello Giovanni, il geometra della famiglia. Lui aveva studiato e conseguito tutti i patentini. Dalla sua triste scomparsa sono già passati cinque anni, quel terribile incidente in cui è stato travolto da una minicar… e noi non siamo alla sua altezza riguardo ai prodotti agricoli.
Al giorno d’oggi, teniamo i prezzi bassi il più possibile. Non possiamo permetterci di fare offerte 3×2 o sconti eccessivi, diamo garanzia di convenienza tutto l’anno.
Per noi, fa ancora la differenza il contatto umano: parlare con qualcuno ci aiuta a scegliere correttamente quello di cui abbiamo bisogno, ci slega per qualche minuto dalla tecnologia che ci rende suoi schiavi.
La merce più preziosa che vendiamo è la nostra veridicità, senza fare alcuna distinzione tra i clienti.

Quali cambiamenti ha avuto l’alimentazione nel corso della Vostra attività?

Per la nostra esperienza, fino agli anni Cinquanta la spesa era prevalentemente costituita da legumi, che servivano per preparare il minestrone, consumato ogni giorno.
Poi c’è stata l’immigrazione dal Meridione degli anni Sessanta, con l’arrivo della pasta di grano duro e anche noi piemontesi ne abbiamo scoperto la bontà.
Negli anni Ottanta, c’è stata una sorta di rivoluzione: il benessere ha consentito l’ingresso di nuovi alimenti, come i surgelati, le buste di cibi pronti, lo scatolame vario con l’inevitabile accantonamento della tradizione precedente.
Oggi, è tornata la richiesta di legumi e verdure, il minestrone viene di nuovo consumato con piacere. Molto richiesta la nostra farina da polenta. Acquistiamo la materia prima da un contadino e la facciamo macinare in un mulino, secondo le antiche tradizioni. Il cliente oggi è attento alle origini del prodotto, al fatto che sia sano.

La Vostra attività ha tratto benefici dal recente riconoscimento UNESCO?

Non abbiamo tratto grossi benefici direttamente. Siamo contenti che il nostro territorio, le colline dove siamo cresciuti abbiano ottenuto questo prestigioso riconoscimento.
Negli ultimi tempi, molti turisti sono venuti a curiosare nella nostra bottega e noi li viziamo: mostriamo i nostri prodotti e gli concediamo di fotografare gli angoli che hanno fatto la nostra storia.

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Il Progetto “Comunicare la Bellezza: Narrazione Digitale dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” è realizzato grazie al contributo di:

Regione Piemonte

Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Cooperativa della Rava e della Fava

Il Progetto ha ricevuto il Patrocinio di:

Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Comune di Asti

Comune di Vaglio Serra

Provincia di Asti

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