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Nuova Camera di Commercio Asti-Alessandria: creare opportunità per le imprese del territorio

Incontro informale quello che è svolto ad Asti tra le Giunte delle due Camere di Commercio di Alessandria e di Asti, giovedì scorso, 14 settembre, alla presenza dei due segretari generali.

All’ordine del giorno, la presa di conoscenza reciproca tra gli amministratori che saranno chiamati nei prossimi mesi a costruire la nuova Camera di Commercio che nasce dall’aggregazione stabilita dal decreto del ministro Carlo Calenda dello scorso 8 agosto.

Non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale scatteranno i 120 giorni che sono assegnati al Commissario ad acta per avviare la procedura di formazione del nuovo Consiglio. Altri 180 giorni saranno necessari per arrivare al momento della proclamazione ufficiale del nuovo organismo che, in base alla norma consueta, viene nominato dal Presidente della Regione Piemonte sulla base delle designazioni delle categorie economiche.

La nuova Camera avrà la sede legale ad Alessandria, manterrà una seconda sede ad Asti e sarà governata da un Consiglio composto da 33 persone e da una Giunta di almeno 5 componenti.

L’incontro di Asti ha registrato gli interventi dei due presidenti, Erminio Renato Goria e Gian Paolo Coscia e di diversi membri di giunta. Nel riconoscere che la base per ben operare è già stata costruita nei mesi scorsi preoccupandosi di dar vita a un rapporto molto franco e leale, i due colleghi hanno voluto sottolineare che la riforma, seppur nata da premesse non del tutto condivisibili, rappresenta ora una grande opportunità per rendere più moderno ed efficace il livello dei servizi che le Camere possono dare alle imprese del territorio.

“La promozione del territorio, anzi dei nostri due territori, è una priorità – ha detto Coscia. Dobbiamo agire in modo congiunto, abbiamo il concetto di Monferrato che ci unisce, ma dobbiamo anche mantenere elevata l’attenzione per le imprese della provincia di Asti e per quelle della provincia di Alessandria”.

“Partendo dalle cose importanti che già facciamo – ha aggiunto Goria – come il settembre astigiano, che è un modello positivo di promozione, così ben funzionante da poter pensare di esportarlo”.

Un secondo filone di dialogo si è aperto sul tema delle nuove funzioni che la riforma assegna alle Camere: oltre a tutte le attività già svolte in passato (meno il sostegno al credito e l’accompagnamento diretto delle imprese italiane all’estero, due funzioni escluse dalla norma), le Camere di commercio dovranno infatti occuparsi di alternanza scuola-lavoro, diffusione del digitale e di turismo. Diversi dei presenti all’incontro hanno sottolineato che “il contributo all’avvicinamento tra mondo del lavoro e mondo della scuola è l’obiettivo più ambizioso che è stato affidato alle Camere. Se riusciranno in questa difficile impresa, esse si ritaglieranno un ruolo fondamentale per lo sviluppo della società italiana”.

Terzo elemento di condivisione è il riconoscimento al ruolo delle associazioni di categoria. “Nella crisi del sistema fondato sugli enti intermedi – hanno detto Goria e Coscia – Camere di Commercio e rappresentanze territoriali delle categorie economiche hanno un compito fondamentale per cucire insieme le esigenze di tutela dei territori, legandole a un progetto di sviluppo. La difficoltà attuale può persino essere un’opportunità da cogliere. Ma bisogna saperlo fare e per questo servono spirito di collaborazione, trasparenza, volontà e capacità di mettersi a servizio dei territori, risorse e solidità patrimoniale. Con l’accorpamento – hanno concluso i due presidenti – andiamo a unire due realtà sane. Ne dobbiamo fare una forza vera, capace di incidere con efficacia sugli andamenti economici”.