Asti, Associazione Mani Colorate: al via il progetto Informi@amoci

Questa mattina si è svolta presso la sede di Asti del CSVAA la conferenza stampa di presentazione di Informi@moci, progetto di formazione all’uso consapevole e responsabile di internet. Realizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte – Ufficio IV Ambito territoriale di Asti, in partenariato con l’Associazione Mani Colorate di Asti e la collaborazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni, il servizio SOC. Patologia da Dipendenze (ASL AT), il patrocinio della Provincia e del Comune di Asti ed il sostegno del CSVAA, il progetto giunge quest’anno alla sua decima edizione e coinvolge Istituti scolastici di Asti ed Alessandria.

Qui di seguito i dettagli del progetto:

La comunicazione è sostenuta oggi da moderni strumenti che consentono di superare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio e Internet è certamente uno dei mezzi che offre maggiori opportunità. Il popolo di navigatori quotidiani è cresciuto, interessando ogni fascia di età, e, grazie alla rete, i bambini e i ragazzi sperimentano nuove opportunità di gioco, di studio, di informazione e di contatti virtuali.

Ma la rete, con le sue molteplici possibilità, non è esente da cattivi usi e abusi che, negli ultimi anni, hanno portato all’attenzione una moderna forma di dipendenza definita internet dipendenza o Internet Addiction Disorder (IAD). Inoltre, gli organi di comunicazione puntano spesso i riflettori su episodi di pedofilia on-line, di scambio, commercio, diffusione di materiale pedopornografico, adescamenti tramite la rete; tutto questo comporta non solo la necessità di interventi, ma anche assunzione di responsabilità delle agenzie educative, in primis famiglia e scuola, nell’opera di prevenzione. L’iniziativa in oggetto, rivolta in particolar modo agli insegnanti, genitori e ragazzi della scuola primaria e secondaria di l’grado, si può considerare unica su scala nazionale, non solo per le tematiche trattate ma per la fascia di età degli alunni cui si rivolge, collocandosi in una prospettiva di reale prevenzione e di educazione all’uso corretto della rete da parte dei “nativi digitali”. Il progetto prevede la possibilità di programmare incontri con professionisti qualificati e con la Polizia Postale e delle Comunicazioni ed è indirizzato alle scuole primarie (terza, quarta e quinta) e alle scuole secondarie di primo e secondo grado. A supporto degli interventi è prevista la distribuzione di materiale informativo per gli studenti e per le famiglie. Il progetto dettagliato, i moduli di adesione, che ad ogni buon fine si allegano, sono reperibili sul sito: http://www.manicolorate.org/ -“Come Ufficio IV Ambito Territoriale di Asti — dichiara il dott. Franco Calcagno, dirigente Provinciale di Asti – ringraziamo l’associazione di volontariato MANI COLORATE, LA POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI, gli psicologi del SERT con i quali da anni collaboriamo, per i loro progetti sempre attenti all’interesse, benessere e sano stile di vita dei ragazzi. In particolare il progetto INFORMI@MOCI che ha lo scopo di sensibilizzare sui temi della sicurezza in rete e sull’uso responsabile dei social network.

Ricordiamo che tutte le Istituzioni Scolastiche dallo scorso anno scolastico hanno un referente d’Istituto per il bullismo. Le scuole astigiane, con capofila il liceo classico Vittorio Alfieri, hanno costituito una rete di scopo che in coordinamento con l’UT — referente Dott. Gado Martina, in relazione ai bisogni delle scuole, organizzano momenti formativi, progettazione condivisa Il Parlamento ha dato il via libera alle nuove disposizioni contro il fenomeno del c.d. cyberbullismo Nella Gazzetta del 3 giugno scorso è stata pubblicata la Legge 29 maggio 2017 n. 71recante
“Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” da oggi in vigore.

Vediamo quali sono le principali novità introdotte dal provvedimento e il ruolo della scuola:

• Definizione di «cyberbullismo»: con questa espressione si intende “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

• Obiettivo della legge: il provvedimento intende contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche.

• Gestore del sito internet: si intende il prestatore di servizi della società dell’informazione che, sulla rete internet, cura la gestione dei contenuti di un sito in cui si possono riscontrare le condotte di cyberbullismo; non sono considerati gestori gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.

• Oscuramento del web: la vittima di cyberbullismo, che abbia compiuto almeno 14 anni, e i genitori o esercenti la responsabilità sul minore, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della Privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore.

• Ruolo della scuola nel contrasto al cyberbullismo: in ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo. Al preside spetterà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e, se necessario, convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l’autore. Più in generale, il Miur ha il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando, tra l’altro, sulla formazione del personale scolastico e la promozione di un ruolo attivo degli studenti, mentre ai singoli istituti è demandata l’educazione alla legalità e all’uso consapevole di internet. Alle iniziative in ambito scolastico collaboreranno anche polizia postale e associazioni territoriali.
Il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo (salvo che il fatto costituisca reato) deve informare tempestivamente i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale o i tutori dei minori coinvolti e attivare adeguate azioni di carattere educativo.

• Ammonimento da parte del questore: è stata estesa al cyberbullismo la procedura di ammonimento prevista in materia di stalking (art. 612-bis c.p.).
In caso di condotte di ingiuria (art. 594 c.p.), diffamazione (art. 595 c.p.), minaccia (art. 612 c.p.) e trattamento illecito di dati personali (art. 167 del codice della privacy) commessi mediante internet da minori ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia è applicabile la procedura di ammonimento da parte del questore. A tal fine il questore convoca il minore, insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale; gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.

• Piano d’azione e monitoraggio: presso la Presidenza del Consiglio è istituito un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il bullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno. Il presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Antonello Soro, ha così commentato la notizia dell’approvazione della legge da parte del Parlamento: “è un risultato importante e atteso da tempo. Particolarmente positiva è la scelta di coniugare approccio preventivo e riparatorio, grazie alla promozione dell’educazione digitale e alla specifica procedura di rimozione dei contenuti lesivi della dignità del minore”. Ha poi aggiunto che “è fondamentale garantire la tutela di una generazione tanto più iperconnessa quanto più fragile, se non adeguatamente responsabilizzata rispetto all’uso della rete”.

Il bullismo è da sempre esistito dichiara l’Ass.C. Turetta della Sezione di Asti, ma ciò che contraddistingue il cyberbullismo è la potenzialità offensiva del gesto.
Un post, un video condiviso in rete ha una “viralizzazione” tale da ingenerare nella vittima un profondo senso di isolamento, quello che porta in alcuni casi al compimento di gesti estremi.

Oggi l’uso di Internet è trasversale a tutte le età, in particolare i Social Network sono indubbiamente le applicazioni Web più popolari fra i giovani – dichiara la dott.ssa Daniela Ciriotti del Servizio Soc.Patologia da Dipendenze ASLAT-, i quali passano parte delle giornate destreggiandosi fra smartphone, tablet, uso delle chat e videogiochi. La disinvoltura dei nostri figli con le nuove tecnologie, se da una parte è potenzialmente utile e migliora la comunicazione, dall’altra suscita fonte di preoccupazione. Negli ultimi anni si sta assistendo al diffondersi di problematiche psicopatologiche legate ad un uso improprio e /o eccessivo della rete. I recenti studi del settore (riferimento a “Minori
e Internet: Save the Children, on-line e disconnessi”) evidenziano un aumento di preadolescenti e adolescenti affetto da un disturbo di dipendenza da internet. I sintomi più evidenti sono il calo del rendimento scolastico, il ritiro nella propria stanza, il diventare più aggressivi, la perdita di interesse per sport e hobby. Si evidenzia anche un fenomeno mondiale che si sta diffondendo in maniera ingente su tutto quello che è collegato a internet che si chiama cyberbullismo, ovvero il bullismo virtuale, il fratello più giovane, ma non meno pericoloso, del bullismo reale. Nasce quindi il bisogno di avere anche il supporto di specialisti del settore per una diagnosi clinica, che può evidenziare un abuso dello strumento a disposizione o in situazioni più preoccupanti un’eventuale rischio di dipendenza (disturbo che ha il nome di I.A.D. Internet Addiction Disorder). Se i ragazzi usano Internet seguendo le regole stabilite dagli adulti, e se i genitori seguono giuste strategie educative di controllo, il rischio di IAD si riduce. E’ ugualmente utile saper captare segnali che potrebbero indicare una predisposizione a sviluppare questo disturbo, magari in futuro, per poterlo prevenire. L’aiuto del nostro servizio Dipartimento Patologia da Dipendenze ASLAT è organizzato su 2 versanti: uno è quello di intervenire direttamente nelle scuole, l’altra è quella di offrire la possibilità di diagnosi e di cura presso i nostri ambulatori siti in V. Baracca, 8 a Asti e in V. Carlo Alberto, 70 a Nizza M.to. Il nostro intervento di prevenzione primaria si ascrive nelle attività di promozione della salute nei giovani anche dirette a nuove forme di dipendenza in forte sviluppo nei paesi occidentali.

Si parla oggi di cyberbullismo, un problema serio e ad oggi le vittime sono finalmente tutelate da una legge, ma questo fenomeno è solo la punta di un iceberg, un sintomo che non si può trattare solo con un farmaco generico quando si manifesta – dichiara la dott.ssa Viola Nicolucci psicologa e psicoterapeuta -. C’è un’emergenza finora trascurata, quella di imparare a conoscere il nostro sé digitale: la nostra identità e il nostro comportamento online.

• Come si comporta l’individuo su Internet?
• Come interagiscono tra di loro gli individui online?
• Quali sono i confini di un comportamento normale online?
• Internet può promuovere il benessere psicologico?

La cyberpsicologia applicata è la disciplina che si è sviluppata oltreoceano negli Stati Uniti d’America e oltremanica in Regno Unito e che risponde a queste domande. L’obiettivo del percorso è presentare i meccanismi psicologici che entrano in gioco online e imparare a scegliere con consapevolezza e responsabilità come comunicare e comportarsi in rete. Il corso affronterà la psicologia del comportamento online dal punto di vita individuale e di gruppo (es. chimica della negatività nei gruppi). Parleremo infine anche di videogame e di APP di incontri.

Il film interattivo per il sociale “Lo strano caso della maestra scomparsa, mirato alla prevenzione del disagio sociale, mostra — afferma la dott.ssa Marta Arnaldi regista e scrittrice – un filo conduttore che lega la fragilità e la solitudine giovanile a quella dell’anziano e indica nel volontariato e nella solidarietà le risolutive risorse. Dopo la visione del primo tempo viene proposto al pubblico, attraverso la partecipazione ad un concorso, di individuare le motivazioni di due crimini maturati in ambienti diversi, introducendo temi di attualità (isolamento sociale, bullismo, esoterismo, tatuaggi, etc..). La risposta del pubblico ha permesso di monitorarne l’atteggiamento nei confronti dei temi indicati. L’ultima parte del progetto, che prevede la diffusione di un romanzo legato al film e la realizzazione di laboratori di creatività solidale, tratta con più attenzione il tema del bullismo e dell’uso di social network, argomenti meno trattati dal pubblico nelle risposte inviate. Il film è stato strutturato come strumento di aggregazione, rivolto a persone di tutte le età e ruoli sociali, in ambienti
disparati, dalle aule scolastiche alle associazioni, alle case di riposo o a gruppi di amici ed anche il cast nella composizione ne rispecchia il modello. Tutte le Istituzioni sul territorio hanno aderito al progetto e la modalità della loro partecipazione, diretta e non solo formale, ha costituito una interessante sperimentazione ed un segnale di attenzione e di vicinanza al cittadino.

“Questa iniziativa – afferma Piero Baldovino, Presidente Associazione Mani Colorate – ha lo scopo di dare continuità ai progetti riferiti all’utilizzo consapevole di internet: “La scuola ricomincia navigando” dell’anno scolastico 2008/ 2009, “Non Perdere la Bussola” dell’anno scolastico 2009- 2010, “Informi@moci” dell’anno scolastico 2010/2011, “Informi@moci 2” dell’anno scolastico 2011/2012, “Buono a Sapersi” dell’anno scolastico 2012/2013, “Informi@moci” dell’anno scolastico 2013/2014, “Informi@moci” dell’anno scolastico 2015/2016 e “Informi@moci” dell’anno scolastico 2016/2017 che hanno raggiunto circa 30.000 studenti e circa 4.500 tra genitori e docenti, numeri più che significativi che dimostrano come sia sensibile la richiesta di formazione da parte delle scuole sull’uso sicuro e consapevole di internet. Continueremo, anche
quest’anno, a trattare ed approfondire temi legati al cyberbullismo, al furto d’identità, alle truffe on-line, alla pedopornografia, phishing, spamming, diritto d’autore, alla pratica del sexting, ai giochi on-line. Per l’anno scolastico 2017-2018 il progetto propone inoltre due nuove interessanti iniziative:

• “INFORMI@MOCI e il Volontariato”
• “INFORMI@MOCI ad Alessandria”

“Informi@moci e il Volontariato” prevede la proiezione di film interattivo ad uso didattico che tocca temi sociali e culturali attuali (tra i quali l’uso consapevole di Internet), ideato e strutturato in modo da poter raggiungere generazioni, ambienti e fasce differenti.
“Informi@moci ad Alessandria” è invece un percorso di formazione tenuto dalla psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Viola Nicolucci rivolto agli insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, genitori ed educatori. Nei tre incontri previsti si tratteranno temi quali:
Identità Online, Comunicazione online (non solo cyberbullismo), Relazione Individuale (es. effetto disinibizione online), Dinamiche di Gruppo in Rete (chimica della negatività, invidia), Online Dating, Videogames.

A sostegno del percorso educativo è stato creato il blog INFORMI@MOCI (https://manicolorateasti.blogspot.it). L’utilizzo di una piattaforma on-line è, secondo noi, un’ottima occasione per aprire le porte delle classi ed avviare un confronto tra gli alunni della scuola e non solo dello stesso plesso, ma di plessi e istituti diversi. Oltre all’uso didattico, il blog “INFORMI@MOCI” si presta per altri utilizzi: potrebbe essere un ottimo veicolo di contatto e condivisione o anche per attività di confronto costruttivo fra insegnanti e studenti di uno stesso o più istituti.