Le Rubriche di ATNews - Il Cerchio Magico

Il Cerchio magico: In vacanza con una bambina

Se c’è una cosa che ho imparato da un breve periodo di vacanza in Norvegia è che, quando si viaggia all’estero con un bambino, non c’è alcun bisogno di effetti speciali!

Mi spiego meglio… quando ho iniziato a progettare questo viaggio ho da subito escluso l’ipotesi di un tour organizzato perché le tappe forzate mal si conciliano con i ritmi di una bambina di cinque anni, ma inizialmente mi ero parecchio impegnata nel cercare a Oslo, Bergen e Aurland (i nostri tre punti di appoggio) delle attrazioni che potessero piacerle. In realtà alla fine abbiamo scoperto insieme che ciò che piaceva a noi piaceva a lei e viceversa e non c’era alcun bisogno di cercare qualcosa di particolare e men che meno fantasmagorico.

Sarà perché è un paese molto attento ai bambini e ovunque regalano kit per il loro svago e/o approfondimento, sarà perché prediligono formule esperienziali anche per i musei storici e questo coinvolge i bambini, ma appassiona anche noi, ma non abbiamo avuto alcun bisogno di cercare parchi divertimenti per farle vivere una grande avventura. Ad esempio il museo del folclore di Oslo, con le sue guide in abiti tradizionali, i balli, il giro in calesse e la scoperta degli ambienti ricostruiti ha affascinato in egual misura tutta la famiglia, lo stesso si può dire del villaggio vichingo di Gudvangen, nel quale la sensazione di essere trasportati indietro nel tempo è nettissima e il livello di immedesimazione delle guide in abiti vichinghi è talmente alto da far dubitare della loro collocazione anagrafica!

Basta un giro in traghetto o in un bus a due piani a conferire al tutto un’aura avventurosa in grado di far affrontare anche le lunghe marce e i musei, perfino la pioggia persistente. Poi, certo, una sosta all’acquario di Bergen forse non l’avremmo contemplata se non avessimo saputo che interessava soprattutto la piccola, ma ci saremmo persi una bella occasione per conoscere più da vicino leoni marini e pinguini.

In fondo i bambini in viaggio non chiedono altro che di venir rispettati nei loro tempi e ritmi, per il resto sono assolutamente in grado di affrontare fatiche e apprezzare ciò che apprezziamo noi. Forse in un villaggio vacanze si divertono di più, non saprei dato che non ne ho esperienza, ma credo che ritrovarsi in un contesto diverso dal proprio, giocare con bambini che parlano una lingua differente, vedere i propri genitori faticare nel districarsi in una situazione nuova e soprattutto verificare sulla propria pelle che gli altri paesi e popoli sono una ricchezza da scoprire e non qualcosa da temere, possa essere un bagaglio importante per il loro futuro.

Poi bisogna dire che la Norvegia è incantevole e, nonostante il tempo plumbeo sia un po’ difficile da sopportare per noi italiani, è davvero difficile non innamorarsene… a qualunque età.

 

Paola Lazzarini