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“Quel pomeriggio di un giorno da cani”, tra voglia di mare e psicodrammi a sinistra

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Il 22 agosto 1972 a New York faceva molto caldo. Alle 3 del pomeriggio, la filiale della Chase Manhattan Bank si apprestava a chiudere, ma all’interno rimanevano due ragazzi, John Wojtowicz e Salvatore “Sal” Naturale. I due puntarono la pistola al direttore della banca con l’intenzione di rapinare la filale.

Il piano dei rapinatori era prendere il denaro e scappare il più in fretta possibile. Ma la polizia arrivò in molto meno tempo del previsto, a causa di una telefonata di routine fatta da un dirigente di un’altra filiale e quella che doveva essere una rapina di pochi minuti diventò uno dei fatti di cronaca più famosi degli Stati Uniti, celebrato in un film di Sidney Lumet.

Ecco, la metafora filmica rappresenta in pieno la scelta che gli astigiani dovranno fare in vista del ballottaggio.
Sarà una giornata veramente calda, domenica ad Asti, con la colonnina di mercurio che sfiorerà i 38 gradi. Temperature da deserto libico e che sicuramente saranno le comprimarie di una scelta, quella del nuovo sindaco di Asti, che arriva dopo una serie infinita di prese di posizione, riconteggi, incertezze e dubbi.

Da una parte Maurizio Rasero, forte del suo 47% preso al primo turno, che deve semplicemente difendersi e cercare di chiudere la partita il prima possibile. Ma con tanti “se”: l’affluenza alle urne, già mai così bassa al primo turno, potrebbe crollare sotto il 40% al ballottaggio, visti i tanti inviti, più o meno celati, all’astensione delle varie forze politiche, mentre i 5stelle cavalcano l’entusiasmo di una vittoria arrivata su filo di lana.
Mentre Rasero dovrà far i conti con chi non andrà alle urne, sicuramente invogliato da una giornata dal clima tutt’altro che gradevole.

Cerruti invece dovrà preoccuparsi di capire quanti voti a sinistra potrà mobilitare, gli unici che gli possono dare una chance di vittoria contro il candidato di centrodestra. L’ unica forza che per ora ha deciso un appoggio, pur esterno ai 5 stelle è Ambiente Asti, mentre si assiste ad una vera e propria guerra interna nella sinistra che non riesce a decidere chi potrebbe essere “il meno peggio”. Un vero e proprio “psicodramma” della sinistra costretta a scegliere, a suo dire, tra una destra xenofoba e una destra populista.

Insomma, sulla carta non c’è storia, ma quella che potrebbe essere una rapina di pochi minuti, potrebbe riservare ostacoli da entrambe le parti.

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