Asti, le pagelle della prima tornata delle elezioni amministrative

Come era ampiamente prevedibile, si profila il ballottaggio tra Maurizio Rasero, la cui vittoria al primo turno non era mai stata messa in discussione, e Angela Motta o Massimo Cerruti, al momento divisi da 13 voti,salvo riconteggio.

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Si possono fare comunque già i primi bilanci di questa prima tornata elettorale.

Affluenza: mai così bassa, 57,4%, 6 punti in meno rispetto a 5 anni fa e 16 rispetto alle elezioni che consacrarono Galvagno. Il più grande partito astigiano. Un tonfo che fa ancora più male visto che quasi tutti i contendenti puntavano su partecipazione e cambiamento. Un dato su cui la prossima amministrazione dovrà riflettere.

Maurizio Rasero: passa con un 47%, Tolto l’altamente improbabile, ipoteca la vittoria al primo turno. Governerà però scelto da una minoranza di astigiani, cosa che dovrà tenere ben presente.

Riconteggio: quasi sicuro, dopo un arrivo al fotofinish tra Motta e Cerruti. Entrambi i candidati al di sotto delle aspettative, arrivano ad un terzo dei voti di Rasero. Chiunque dei due sarà al ballottaggio, la sua sarà davvero una vittoria di Pirro.

Quaglia: politicamente ha vinto, perché ha tolto i punti necessari per la vittoria al primo turno di Rasero. Resta da vedere cosa deciderà al ballottaggio.

Passarino e Rovera: entrambi due anime della sinistra, in prospettiva hanno fatto un risultato migliore della candidata che rappresentava l’amministrazione uscente. Si riuscirà a mettere da parte i malumori interni e convergere sulla Motta?

Balistreri: il gioco della politica non vedrà il centro determinante come 5 anni fa. Chi appoggerà la giornalista al secondo turno?

Riccio: non si può parlare di un risultato positivo. L’uno per cento e poco più per il primo candidato della campagna elettorale è davvero poco, tenendo conto di una associazione che appoggiava la sua candidatura conosciuta e radicata sul territorio.

Scrutini: 13 ore di scrutinio, tensioni al seggio, una marea di schede contestate. Riconteggio probabile, sito del comune che va in crash, sezioni tolte e rimesse che disorientano gli stessi candidati e chi le elezioni dovrebbe raccontarle. Insomma, elezioni da Banana Republic, e non certo per il clima africano.

Alessandro Franco

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