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Asti, l’agricoltura è una bella impresa. Seminario all’Istituto Agrario G. Penna

In molti ritengono che l’agricoltura sia un investimento importante per le sorti del nostro territorio. Molti segnali dicono di sì, senza però nascondersi le difficoltà.

Col progetto E’co2no2MIA (terra) coordinato dalla Città di Asti e svolto in più fasi in collaborazione con Istituto Agrario G. Penna e l’associazionismo agricolo e sociale si sono intrecciate opinioni, facendo dialogare, ricercare, incontrare interlocutori differenti. Se è evidente mettere in relazione agricoltura ed economia questo non deve far sottovalutare la crisi dei modelli economici correnti, così poco in sintonia con i temi della sostenibilità, nella sua accezione più seria di modello che guarda a rispettare il futuro di persone e beni comuni.

Una prima sintesi di questo articolato percorso sarà offerto nel Seminario Di quale conoscenza ha bisogno l’innovazione? L’agricoltura è una bella impresa che si svolgerà sabato 13 maggio mattina all’Istituto Agrario G. Penna di località Viatosto in Asti.
Sono i temi della green economy a fare da sfondo agli interventi dei relatori che interverranno: Barbara di Tommaso formatrice dello Studio Aps di Milano, Giovanni Pensabene agronomo dell’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte, Cinzia Scaffidi vice presidente nazionale di Slow Food, Flaminia Ventura agronoma dell’Università di Perugia. Con loro Jacopo Chiara della Direzione Ambiente di Regione Piemonte, Renato Parisio dirigente dell’Istituto Penna e il giornalista Sergio Miravalle.

Molte le questioni che faranno la tela di un ragionamento articolato a connettere la sfida di un territorio vocato come l’astigiano e i contesti di chi intraprende un’attività impegnativa come l’agricoltura. Si pensi alla formazione richiesta, alle tipologie di culture più adatte, alla commercializzazione di un prodotto alimentare da offrire a un mercato esigente e sempre più consapevole.

Il Seminario si terrà giustamente in una Scuola, antenna del territorio e snodo per accrescere competenza e conoscenza dei cambiamenti culturali richiesti dalle politiche nazionali e comunitarie.
Perché, come si fosse arrivati al dunque, il tema della sostenibilità è il criterio guida per lo sviluppo: economica per generare lavoro e reddito, sociale per garantire condizioni di benessere, ambientale per mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali. Un “clima vivibile” non è “un elemento accessorio per la vita civile ma componente imprescindibile del bene comune[1]” (’Accordo di Parigi sul clima, 2015)
Tante scelte indifferibili per la convivenza, anche poste per suggerire, definire e far avanzare in modi più puntuali, modelli e considerazioni di economia circolare fra i soggetti maggiormente implicati.

Il Seminario si rivolge principalmente a funzionari di enti locali o di altre istituzioni del territorio, imprenditori del sistema agro-alimentare, educatori e formatori, docenti di scuole secondarie.
Per allineare politiche globali e strategie non localistiche serve molto ascolto, ricordando molto semplicemente che “la terra è bassa e serve inchinarsi”.